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martedì, gennaio 26

Recensione - "Rosso bastardo" di Ferdinando Pastori

Recensione a cura di Massimo Minimo

"Rosso bastardo" di Ferdinando Pastori è il nuovo thriller di Edizioni Clandestine recensito da ThrillerPages
Seconda avventura per Fabio Paleari, già protagonista di Nero imperfetto. L’ex poliziotto, divenuto detective privato, riceve l’incarico di ritrovare Costanza, figlia diciottenne di un losco uomo d’affari che ha mandato in rovina parecchia gente. Intanto Mairanouche, la prostituta armena che Fabio ha riconsegnato al suo protettore, è in coma in ospedale, vittima di brutali sevizie. Fra un attacco di narcolessia e l’altro il detective si muove alla ricerca di Costanza, aiutato da qualcuno dei suoi occasionali collaboratori. In una Milano ben lontana da quella dei lustrini, Paleari ha a che fare con personaggi e ambienti sordidi, compreso un locale sadomaso. L’affare si complica non poco e nuove figure poco raccomandabili entrano in gioco. Il tutto mentre Mairanouche lotta fra la vita e la morte, occupando spesso i pensieri del detective.

martedì, novembre 25

Recensione - "Il vizio di Caino" di Ferdinando Pastori

Recensione a cura di Massimo Minimo

"Il vizio di Caino" di Ferdinando Pastori è il thriller recensito oggi da ThrillerPages
Flavio fotografa chiese sconsacrate per il suo nuovo progetto, “God Doen’t Live Here Anymore”. Figlio di un noto avvocato milanese, non ha voluto seguire le orme paterne, lasciando il compito al fratello Filiberto. Quest’ultimo scompare misteriosamente e Flavio, che si trova a Parigi, torna in Italia su richiesta dell’ingombrante genitore. Aiutato da Micol, affascinante ispettrice di Polizia, il fotografo entra in contatto con un mondo a lui del tutto sconosciuto, quello dei club privé, luoghi in cui domina, incontrastato, l’odore della carne. È davvero la pista giusta da seguire oppure Filiberto è al centro di una vendetta nei confronti del padre?
Il vizio di Caino è un romanzo a tinte forti, caratterizzato da una scrittura molto “cruda” e senza fronzoli.

venerdì, novembre 1

UN GIORNO A MILANO - Antologia con autori vari.

Arriva “Un giorno a Milano” e nasce Calibro9, collana di gialli e noir diretta da Paolo Roversi

La festa di presentazione è fissata il 12 novembre.
Un giorno a Milano nasce da un’idea di Paolo Roversi, a cura di Andrea Carlo Cappi – è un’antologia straordinaria: 9 racconti nerissimi ambientati tutti lo stesso giorno, il 12 novembre, e tutti nella stessa città, Milano, anche se accuratamente dislocati nei diversi quartieri per riuscire a mapparla per intero. E proprio il 12 novembre l’antologia sarà sugli scaffali di tutte le librerie, con un’attenzione particolare a quelle indipendenti, che verranno coinvolte in un rapporto diretto di valorizzazione, con l’idea che anche negli anni della crisi un’editoria diversa, fuori dalle logiche dei grandi gruppi, sia possibile. Editore indipendente, libraio indipendente, lettore indipendente.

mercoledì, aprile 24

NELLA TANA DEL BIANCONIGLIO di Ferdinando Pastori

Fabio Paleari è un investigatore privato senza licenza. Usurai, protettori di prostitute, spacciatori, mariti e padri brutali sono i suoi clienti. Rintracciare persone scomparse la sua specialità. È pagato per rovistare dove nessuno vuole mettere le mani, per infilare il naso nei meandri più oscuri della città. Il suo lavoro non gli piace, ma non sa fare altro. E non vuole perché non conosce altro modo per tenere a bada gli incubi e i demoni che lo tormentano. Non può concedersi il lusso di valutare le proposte di lavoro utilizzando la morale come discriminante. Conta solamente quanto il cliente è disposto a pagare e, se la cifra è quella giusta, ogni mezzo diventa lecito per portare a termine l’incarico. Così, quando accetta di indagare sulla morte di una escort di lusso, è consapevole che per trovare l’assassino dovrà essere pronto a tutto. Anche scavare a mani nude per scoprire quanto sia profonda la tana del Bianconiglio...

domenica, novembre 18

A CENA CON L'AUTORE - la serata.

Thrillerini, come promesso, vi lascio il resoconto della stupenda serata che si è svolta ieri sera a Milano, in occasione della "Prima" Cena con l'autore organizzata dal blog Thrillerpages e la fondamentale collaborazione di Ristorante New Sempione 42 di Cristina Monreali.

sabato, novembre 3

DEL VIZIO, LA BELLEZZA di Ferdinando Pastori

Un racconto breve che lascia senza fiato. Che sconvolge. Arte. Desiderio. Il vizio e la perfezione del linguaggio che non lascia indenni. Nessuna via di fuga. Una storia claustrofobica, in bilico, com’è nello stile di Pastori, che nel racconto breve supera e si supera, sempre. Un piacere, per Errant 

"Alle tue spalle, leggeri come carezze di madre che rimbocca le coperte, i tuoi quadri ti osservano. Gli ultimi nati. I nati per ultimi. A volte indulgenti e benevoli, mentre in altre occasioni paiono rimproverarti. Puntare il dito e. Condannarti."
Un racconto breve che lascia senza fiato. Che sconvolge. Arte. Desiderio. Il vizio e la perfezione del linguaggio che non lascia indenni. Un racconto che non lascia via di fuga.


Questo nuovo racconto di Ferdinando Pastori è scaricabile QUI al prezzo di € 2,00

domenica, settembre 9

Recensione PICCOLE STORIE DI NESSUNO di Ferdinando Pastori

Ferdinando Pastori e le sue “Piccole storie di nessuno” 12 racconti noir. Dodici storie di gente comune. Ogni storia ha un nome ed ogni nome corrisponde ad un frammento di vita, un sentimento, un’emozione. Ogni storia inizia con una citazione di vari autori…….Alberto Bevilacqua, Victor Hugo, Oriana Fallaci, Paul Gèraldy……e ogni storia ha come colonna sonora una canzone….David Graig, Offspring, Dido, Howard Jones…..e la città che racchiude tutte queste storie è Milano, in tutte le sue sfumature, le sue stagioni, i suoi vizi e i suoi lati oscuri. La sua vita frenetica e la sua “facciata” di allegria, gente, amicizia soldi che ti lascia quella sensazione che “anche in mezzo a tanta gente sei solo”. 
Dodici finestre che si spalancano improvvisamente con un colpo di vento durante un temporale…….e in quel momento tu entri nella loro vita, provi quello che provano loro. I personaggi che hanno una vita normale con i loro affetti, i lavori importanti, le loro amicizie e i loro amori……ma niente è come sembra! 

sabato, marzo 3

Recensione de SOTTOSOPRA di Laura Reese

Recensione a cura di Ferdinando Pastori  
Voto *****/5
“Sottosopra” (“Topping from below”), romanzo d’esordio di Laura Reese, è un thriller che, grazie a un affascinante intreccio narrativo e a una prosa mai sopra le righe (nonostante il tema centrale, feticismo e masochismo, non sia facile da condurre), riesce a mescolare con intelligenza suspense ed erotismo (“…sesso deviato e amore contorto, un audace thriller erotico" – The San Francisco Chronicle Book Review).

lunedì, gennaio 9

LA TOP TEN DI THRILLERPAGES anno 2011

I migliori libri secondo Thrillerpages
In collaborazione col gruppo Thrillerpages di Facebook
46 votanti e 138 voti 
hanno detto che:


Prima posizione con 17 voti
PER MANO MIA, IL NATALE DEL COMMISSARIO RICCIARDI di Maurizio De Giovanni.
"I suoi personaggi ti entrano sottopelle ,pagina dopo pagina, sono descritti con un amore ed una partecipazione che non possono non colpire."


Seconda posizione con 15 voti
TU SEI IL MALE di Roberto Costantini.
"Romanzo complesso data anche la sua mole, “Tu sei il male” affronta vari temi, fra cui il razzismo strisciante della società di oggi e la presenza forte e scomoda del Vaticano."



Terza posizione con 13 voti
22 - 11 - 63 di Stephen King
Diverte, spaventa, a tratti commuove, invita a riflettere ed il ritmo si fa tanto più incalzante quanto più la data fatidica si avvicina.



Quarta posizione con 8 voti
ALLA FINE DI UN GIORNO NOIOSO di Massimo Carlotto
"Storie d'Italia, politici corrotti e puttanieri, mafia, criminali senza pietà come Giorgio Pellegrini."



Sempre al quarto posto con 8 voti
IL GIOCO DEGLI OCCHI di Sebastian Fitzek
"Due personaggi memorabili che probabilmente ritroveremo in uno dei prossimi libri dell’autore, cui va il merito di tenere sempre alta la tensione narrativa."



Quinta posizione con 7 voti
LEZIONI DI TENEBRA di Enrico Pandiani
"Trovo lilbri di Pandiani piacevolissimi, un equilibrato connubio tra giallo, azione, humor e riflessione sociale."





Sempre in quinta posizione
L'UOMO NERO E LA BICICLETTA BLU di Eraldo Baldini
"il racconto, a tratti divertente, a tratti dolente, della fine di un’infanzia e dell’ingresso traumatico nel mondo adulto."





Alla sesta posizione con 6 voti troviamo quattro libri


NERO IMPERFETTO di Ferdinando Pastori
"Una lettura che lascia molto, al di là della storia, che si può trovare altrove, ma la lezione di stile, quella resta, e insegna."



"Un libro diverso ed originale, cattivo, molto cattivo, senza pietà, che colpisce e non si fa scordare facilmente."



IL TRIBUNALE DELLE ANIME di Donato Carrisi
"qualche dubbio mi è rimasto. Nulla toglie, però, alla scorrevolezza della scrittura ed all’intreccio che resta in ogni caso interessante."



"Il giallo viene risolto tra una chiacchiera e un pettegolezzo intorno al tavolo da
biliardo. Come dice l'autore " Inps dixit"."




Alla settima posizione con 4 voti


NOTTE DI SANGUE A COYOTE CROSSING di Victor Gischler
"I libri quando si fanno leggere in un giorno non possono che essere belli! E questo è uno di quelli!La trama si svolge in una notte, una notte che non da tregua nemmeno al lettore."




All'ottava posizione con tre voti abbiamo 4 libri:


"è un libro che fa riflettere e sperare, si, sperare che un giorno Napoli si possa liberare dal cancro della camorra, e risplendere come meriterebbe!"



SCACCO ALLA REGINA di Mario Mazzanti
"La suspance non manca e la curiosità vi trascinerà sino alla fine. Un bel thriller , consigliato. Straordinaria la copertina che merita una segnalazione."



"Galera o culo, figlio di puttana, galera o culo, e se hai dei precedenti ne dovrai scontare parecchi di anni al gabbio, e sai quanti di questi lavoretti dovrai subire"



UN SEMPLICE ATTO DI VIOLENZA di R.J Ellory
"Con questo romanzo, dunque, Ellory si conferma il mio autore di punta del 2011."





Alla nona posizione con 2 voti troviamo



IL CUSTODE DEGLI ARCANI di Patrizia Mintz
Rispetto a "Veritas" trovo che il personaggio del Vice Questore Arlia abbia acquistato maggiore spessore, sia cresciuto prendendo possesso del libro



"A pag 25 mi sono scoperta già completamente affascinata dal Commissario Sensi, personaggio atipico, originale, cinico e sincero, con un passato da infiltrato"



SEMINA IL VENTO di Alessandro Perissinotto
"Bellissime e minuziose le descrizioni dei luoghi e dei sentimenti. Volendo trovare un aggettivo, anzi due, per il finale lo definirei crudele e perfetto."



"Insomma un noir per palati forti, scrittura potente, ridotta quasi al minimo e forse anche per questo così incisiva. Degno seguito de La strada della violenza."


sabato, gennaio 7

RICHARD MATHESON: “Il maestro di Stephen King”

“Lo scrittore che mi ha influenzato più di ogni altro” (Stephen King)
“Per le legioni di lettori delle sue storie Richard Matheson, come Robert Neville, è già leggenda" (Valerio Evangelisti)
“Richard Matheson merita il nostro tempo, la nostra attenzione, e un grande affetto”
(Ray Bradbury)


L'esordio letterario risale al 1950 quando la rivista The Magazine of Fantasy and Science Fiction pubblica uno dei suoi racconti più belli e angoscianti “Nato d’uomo e di donna” (“Born of man and woman”). L’anno successivo si trasferisce in California dove incontra la donna che diverrà sua moglie e suggerirà l’idea per un nuovo racconto “Fiamma frigida” che, in seguito, verrà ampliato e sviluppato dando vita al romanzo “Cieco come la morte” (“Someone Is Bleeding”). Sempre negli anni del suo soggiorno californiano frequenta il gruppo dei “Fictioneers”, animato da scrittori accomunati dalla passione per il genere poliziesco, e si cimenta egli stesso nella stesura di alcune crime novel (“Fury on Sunday” e “Ride the Nightmare”).
E’ del 1954 il suo romanzo più famoso “Io sono leggenda”, mentre due anni dopo viene pubblicato “Tre millimetri al giorno” (“The Shrinking Man”) il cui successo di pubblico e critica attira l’attenzione della Universal che si affretta ad acquisirne i diritti per la trasposizione cinematografica (”Radiazioni BX distruzione uomo”).
La produzione di Matheson non si ferma a racconti e romanzi, ma comprende frequenti incursioni (con risultati decisamente ottimi) nel cinema e nella televisione. Sono sue, infatti, le sceneggiature di alcuni fra i migliori episodi della serie televisiva “The Twilight Zone” (“Ai confini della realtà”) e di “Star Trek”. Da ricordare anche la sceneggiatura per il primo grande successo di Stephen Spielberg “Duel” (tratto da un racconto dello stesso Matheson).
Nel corso della sua lunga carriera (numerosissimi i premi che gli sono stati riconosciuti, ed è sufficiente citare l’Edgar Allan Poe e il Bram Stoker alla carriera) è stato anche sul punto di collaborare con Alfred Hitchcock per il film “Gli uccelli”, ma il progetto si concluse con un nulla di fatto perché il regista non era d’accordo con l’idea di Matheson di non mostrare mai gli uccelli per l’intera durata del film.
Quando si cimenta con il genere horror, Matheson prende drasticamente le distanze dagli stereotipi del genere. La tensione, l’angoscia e l’orrore scaturiscono non da situazioni straordinarie, ma dalla vita di tutti i giorni. Il terrore inizia all’interno di una apparentemente tranquilla situazione familiare, arriva dalla televisione o da avvenimenti a prima vista banali. Ed è proprio questa sua caratteristica che, oltre ad affascinare milioni di lettori, ha influenzato uno scrittore del calibro di Stephen King. La capacità di raccontare storie terribili e angoscianti non più focalizzando l’attenzioni su mostri o personaggi irreali, ma sull’uomo.
Come già anticipato, il romanzo più famoso di Matheson è senza dubbio “Io sono leggenda” che, nonostante siano passati oramai cinquanta anni dalla prima edizione, continua a essere ristampato e che sorprende per modernità e l’originalità della storia.
Una storia di vampiri decisamente fuori dagli schemi, atipica, dove la condizione delle creature della notte è sfruttata dall’autore per scrivere una intelligente riflessione sulle cause e conseguenze del razzismo nella società moderna. Protagonista è Robert Neville, l'ultimo uomo sulla Terra. L'unico essere umano a non essere stato colpito da una sconosciuta epidemia che ha trasformato il resto dell’umanità in vampiri assetati di sangue. In questa situazione, paradossalmente si invertono i ruoli ed è l’uomo a trasformarsi in mostro e non viceversa. (“…l'idea di partenza si basava sulla considerazione che se un vampiro fa così paura, cosa accadrebbe se tutta l'umanità fosse composta da vampiri, a eccezione di un uomo?”). Si tratta di una prospettiva diversa da quella usuale, anomala e proprio per questo ancor più affascinante. Un’intuizione che ha permesso a Matheson di condividere, anche se in modo differente, la sorte di Neville. Entrambi destinati a diventare leggenda.


“Nei giorni di cielo coperto Robert Neville non era mai sicuro del tramonto del sole e capitava che loro uscissero in strada prima del suo rientro. Se fosse stato più analitico, avrebbe saputo prevedere il loro arrivo con una certa approssimazione; ma si ostinava a mantenere l’abitudine di tutta una vita di calcolare il calar delle tenebre guardando il cielo, un metodo che nelle giornate nuvolose non funzionava. Ecco perché in quelle occasioni non si allontanava mai troppo.”

(“I Am Legend – Io sono leggenda, 1954)


Articolo di Ferdinando Pastori

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giovedì, gennaio 5

Recensione de I GIOCHI DI CAROLINA di Angela Capobianchi

Recensione a cura di Ferdinando Pastori:

Una protagonista scontrosa, antipatica, ma affascinante. Testarda, ribelle e orgogliosa, ma sola. Solitudine non imposta, ma cercata. Il tipico isolamento (non tanto fisico quanto emozionale) tenacemente portato avanti da chi ha subito un trauma e non è mai riuscito a superarlo. Una ferita ancora aperta che in qualche modo condiziona azioni ed emozioni. Una storia drammatica e coinvolgente. Senza pause. La vita di una piccola città di provincia che, abituata a confrontarsi con piccole storie di amori e tradimenti, piccole vendette e invidie, si trova improvvisamente a fare i conti con un minaccia inattesa e angosciante. Angela Capobianchi, grazie a una scrittura attenta e mai sopra le righe, è brava a delineare la psicologia dei personaggi, a renderli intriganti o odiosi. Conferendo loro spessore e umanità. Personaggi che recitano la loro parte e si mettono completamente a disposizione della trama che avanza fra colpi di scena, porte che si chiudono e altre che si aprono. Un continuo mescolarsi di carte, di intuizioni e rivelazioni che portano a un finale intenso. Convincente quanto imprevedibile.

TRAMA: Carolina è un avvocato di successo. E' bella, ricca di famiglia, ma sembra vittima di una febbrile inquietudine che le impedisce di avere rapporti duraturi con l'altro sesso. Forse perché non è mai riuscita a superare la morte del padre, un noto pittore, apparentemente fulminato da un infarto quando lei aveva appena dieci anni. La sua vita si capovolge il giorno in cui un amico, Roberto, di cui Carolina sta curando la separazione, le dice che la moglie ha cercato di ucciderlo. Carolina si precipita da lei, ma quando arriva, Elena è a terra con un coltello piantato nel petto. Niente impronte, nessuna traccia, nessun movente.

Titolo I giochi di Carolina
Autore Capobianchi Angela
Prezzo di copertina € 16,90
Dati 2006, 446 p., brossura
Editore Piemme  



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sabato, ottobre 22

Racconti - ELM di Ferdinando Pastori



Clicca Play, e leggi il racconto.


Aveva ragione Edgard Lee Masters

Ho cancellato tutte le tue fotografie. Ogni cartella, ogni singolo file. Tutte. Tranne quella che ti ho scattato ieri sera. Ho bruciato nella vasca da bagno quelle stampate. Con data e luogo scritte a mano sul retro (la tua calligrafia rotonda, i puntini troppo grandi). Le ho bruciate dopo averle guardate un'ultima volta…cercando. Chissà cosa. Illudendomi di trovare risposte senza ricorrere alla voce. Traducendo espressioni del volto e posture in parole. Le ho distrutte perché non sopportavo di vederle disposte sul tavolo ovale del soggiorno, in cronologica sequenza. Giorni, mesi e anni cancellati dal calendario. Tasselli di un mosaico andato in pezzi. Consumato dal tempo.

Anche l'amore. Si consuma.

Lentamente, a volte. Come colla secca che non appiccica più, lasciando solo tracce sbiadite. Ricordi. Difficile da raschiare via. Impossibili da eliminare come le macchie d’olio sul marmo e sul pavimento di cotto. Altre volte, non si consuma…brucia. In un attimo, come la carta sottile che avvolge le arance. Prende fuoco, si alza verso il cielo e pare non voler mai tornare giù. Ali aperte. Senza pista d'atterraggio. Alianti che seguono il vento e sembrano sospesi, agganciati a chissà quale invisibile filo. L’illusione che. Sia per sempre (esiste questa parola?) Cade, invece.

Come i bambini. Le ginocchia sbucciate.

Sembra eternità, sono solo attimi. Cenere. Impalpabile e destinata a confondersi. Annullarsi. Confusa con la polvere che si forma negli angoli (pericolosi, può succedere ogni cosa dietro a una curva che esclude lo sguardo) e si nasconde sotto i tappeti. Mischiata alla sabbia che pizzica gli occhi. Umidi. I tuoi erano grandi nelle fotografie. E sorridevi. La testa leggermente inclinata di lato. Sempre una ciocca di capelli fra le dita.

Non ho mai prestato attenzione. Ai particolari.

La bocca piccola. Le labbra appena disegnate. Un piccolo spazio fra gli incisivi. Il neo sotto l'occhio destro e una volta mi hai detto che ti sarebbe piaciuto toglierlo. Non l'hai mai fatto perché la tua pelle, troppo bianca, non cicatrizza bene.
Eri bella, in alcune fotografie. In altre…quasi brutta. Hai una bella voce. Non si vedeva quella, ma non posso (non voglio?) dimenticarla.


Mi mancherà la tua voce.

Le vocali strette e quella leggera cadenza che ti porta a trascinare l'ultima vocale di ogni parola. La erre arrotata, troppo, esagerata…così diversa dalla mia. Che scivola, inconsistente. Dici sempre che è buffa e mi fai ripetere quel terribile scioglilingua…orrore, orrore, un ramarro marrone.

Quando ridi. Sembri una bambina.

Ho bruciato tutte le tue fotografie. Ho dato loro fuoco insieme ai tuoi vestiti. Quelli nell'armadio che non hai fatto in tempo a riporre nella valigia sul letto…ancora aperta. Come la bocca di un bambino la mattina di Natale (l’attesa, lo stupore…la delusione, chi mette i doni sotto l’albero?) M'è rimasta solo la fotografia che ti ho scattato ieri sera. Nella stessa posizione in cui ti vedo adesso. Immobile, abbandonata sul divano. Gli occhi aperti e le labbra socchiuse. La domanda, appesa, che non hai fatto in tempo a porre. La macchia rossa a forma di fiore, i petali sparsi sul petto. Rossi, di sangue. Le mani aperte, il palmo rivolto verso l'alto.

Come se ti stessi offrendo.

Guardo la tua foto.
Ti guardo. Immagini che coincidono simmetriche e perfettamente sovrapponibili. La valigia è sul letto e tu non sei partita. Oggi sei bella, anche se non sorridi. Non parli e il tuo seno non si solleva seguendo il ritmo del respiro (muto). Non mi avvicino. Voglio solo guardarti. Per tutto il tempo che voglio, quello che necessita. Forse, questa è la tua fotografia che preferisco.
Perché non ti ho mai sentito così…mia.


“Perché c’è qualcosa nella morte che è come l’amore1”

1 “William E Emily” - Antologia di Spoon River. Edgar Lee Masters


Musiche Fotografie e testo a cura di Ferdinando Pastori
www.ferdinandopastori.com

Ferdinando Pastori è anche autore del libro "Nero imperfetto"
Intervista a Ferdinando Pastori




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giovedì, ottobre 13

Recensione de UCCIDERE O ESSERE UCCISI di Duane Swierczynski

Recensione a cura di Ferdinando Pastori:
Un romanzo folle e cattivo Scorretto e divertente. Eccessivo. Zona Tarantino e Marvel Comics. Una lunga, ininterrotta scena presa direttamente dal miglior action movie. Un calibrato cocktail di generi dove il noir e il thriller si fondono con il pulp e la spy story. L’adrenalina scorre a fiumi e la scrittura frenetica e accattivante invoglia a divorare le pagine. Violenza, sangue, torture psicologiche e fisiche si susseguono senza patire alcun calo di tensione. Mantenuta sempre alta grazie a una storia che non prevede buoni e cattivi, innocenti o vittime, ma solo combattenti. Disposti a qualsiasi cosa per rimanere in vita. Colpi di scena? Contarli è una inutile perdita di tempo. I personaggi, ognuno con i suoi peccati più o meno nascosti, sono amorali e bastardi quanto basta per renderli decisamente affascinanti. C’è solo da scegliere quello per cui tifare. Seguirlo pagina dopo pagina con la tentazione di avvisarlo di non aprire una porta o di stare attento a quello che l’aspetta dietro a un angolo. Ma la storia è scritta e non si può cambiare, pertanto non resta altro che arrivare fino all’ultima pagina. All’ultimo colpo di scena. Uccidere o essere uccisi? Colonna sonora boom boom, Blink 182…All small things.



Voto 4/5

TRAMA: Un romanzo folle e cattivo Scorretto e divertente. Eccessivo. Zona Tarantino e Marvel Comics. Una lunga, ininterrotta scena presa direttamente dal miglior action movie. Un calibrato cocktail di generi dove il noir e il thriller si fondono con il pulp e la spy story. L’adrenalina scorre a fiumi e la scrittura frenetica e accattivante invoglia a divorare le pagine. Violenza, sangue, torture psicologiche e fisiche si susseguono senza patire alcun calo di tensione. Mantenuta sempre alta grazie a una storia che non prevede buoni e cattivi, innocenti o vittime, ma solo combattenti. Disposti a qualsiasi cosa per rimanere in vita. Colpi di scena? Contarli è una inutile perdita di tempo. I personaggi, ognuno con i suoi peccati più o meno nascosti, sono amorali e bastardi quanto basta per renderli decisamente affascinanti. C’è solo da scegliere quello per cui tifare. Seguirlo pagina dopo pagina con la tentazione di avvisarlo di non aprire una porta o di stare attento a quello che l’aspetta dietro a un angolo. Ma la storia è scritta e non si può cambiare, pertanto non resta altro che arrivare fino all’ultima pagina. All’ultimo colpo di scena. Uccidere o essere uccisi? Colonna sonora boom boom, Blink 182…All small things.


Titolo Uccidere o essere uccisi
Autore Swierczynski Duane
Prezzo di copertina € 9,90
Dati 2009, 240 p., brossura
Editore Newton Compton (collana Nuova narrativa Newton)


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mercoledì, ottobre 5

Recensione de CHI NON MUORE di Gianluca Morozzi

Il nostro caro Morozzi è prolifico, anche quest'anno, dopo il successo de "Cicatrici" del 2010, esce il 22 settembre il nuovo noir "Chi non muore". Non vedo l'ora dei leggerlo!! 


Angela detta Angie è una studentessa fuorisede a Bologna, molto carina, aspirante cantante, anche se troppo pigra per impegnarsi seriamente nella musica. Divide un appartamentino con quattro odiate coinquiline, è convinta che il suo migliore amico Lucio sia gay, e ha messo in crisi la propria band intrecciando relazioni sia col batterista che con il chitarrista. Si innamora degli uomini in cinque secondi, ha un talento insospettabile per la meccanica, ha curiosità lesbiche mai verificate, ed è stata la bambina-immagine di una famosa merendina. La sua vita cambia il giorno in cui, in sala prove, incontra Mizar: tastierista bellissimo, triste e solitario, di cui, come sua abitudine, si innamora in cinque secondi. Indagando su Mizar, viene a conoscenza di una storia misteriosa e irrisolta: Mizar è l'unico superstite di una band i cui membri, molti anni prima, sono stati uccisi uno dopo l'altro, nella stessa notte, in tre punti diversi della città. Mizar si è salvato (e allo stesso tempo ha un alibi di ferro) perché stava suonando a quattrocento chilometri da Bologna, Angie e Lucio iniziano a indagare su questa torbida vicenda, mentre Angie cerca di conoscere meglio il fascinoso Mizar, che viene marcato stretto dalla bellissima, ambigua e seduttiva Valentina. Mizar, che ha un segreto terribile, legato a un pomeriggio d'estate di molti anni prima, in una discarica in mezzo alle campagne. Che vive isolato, in fondo a un sentiero che porta a due case gemelle...

Recensione a cura di Ferdinando Pastori:
Piacerà ai Morozzi fan ( ma non solo a loro) questo nuovo “Chi non muore”. Un libro di non facile classificazione, ma dopotutto non è poi così importante inserirlo in un genere piuttosto che in un altro. Meglio raccontare che “Chi non muore” è scritto nello stile tipico di Morozzi, molto parlato, alla stregua di un diario a cui si confidano paure ed emozioni. Che è divertente, leggero, ma non troppo. Perché dietro all’apparente spensieratezza si cela qualcosa di terribile. Segreti. Che il buon senso suggerirebbe di lasciare intatti. Parchè i film horror insegnano che conviene “non aprire quella porta”. Guardando alla produzione dello scrittore bolognese, verrebbe da pensare che ci troviamo di fronte a una riuscita sintesi fra i libri precedentemente pubblicati. C’è la passione per la musica, la vita dei gruppi musicali che nascono e si sciolgono cercando di sfondare, c’è “Despero” e “L’era del porco”. C’è Bologna che ti abbraccia e ti prende a calci in culo. C’è il lato oscuro, noir di “Black Out”, ma anche l’alone misterioso e soprannaturale di “Cicatrici”. Non resta altro che iniziare a leggere il racconto in prima persona della nuova eroina Angie e accompagnarla pagina dopo pagina fino all’imprevedibile (forse un po’ toppo veloce e sconcertante) finale. La colonna sonora di sottofondo? Chiedete direttamente a Morozzi, è lui l’esperto.

domenica, settembre 25

INTERVISTA a Ferdinando Pastori

Ciao Ferdinando, grazie per averci concesso questa intervista per i nostri amici curiosi di Thrillerpage. Come prima domanda, volevo chiederti da dove è nata la tua voglia di scrivere.

 Più che voglia, direi esigenza. Mi piace scrivere, ma soprattutto leggere. Probabilmente non è così per tutti, ma per me il passo da lettore a scrittore è stato naturale…e adesso le due cose sono complementari. Si alimentano l’una dell’altra. Leggo un po’ di tutto e scrivo quando mi accorgo d’avere in testa qualcosa che (a mio giudizio) valga la pena raccontare.

 Nero Imperfetto è il romanzo che hai scritto per Edizioni Clandestine uscito nel 2011, quali altri romanzi hai pubblicato prima di questo?

 L’esordio risale al 2003 con la raccolta di racconti “Piccole storie di nessuno”, seguita dal romanzo “No way out” (2004). Poi sono tornato ai racconti con “Vanishing Point” nel 2005 e l’anno successivo è stata la volta di un nuovo romanzo, “Euthanasia”.

Quando ho iniziato a leggere il tuo libro, come ti ho sempre detto, ho fatto fatica a prendere il ritmo a causa del modo di scrivere molto particolare che hai adottato, ma dopo una ventina di pagine anche un profano come me riesce a prendere il ritmo e proseguire la lettura con una sorte anche. Di divertimento. Vuoi spiegarmi questo genere di scrittura? L'hai appresa leggendo o per uno studio particolare che hai fatto?

 E’ una scrittura che si basa principalmente sulla scelta delle parole e sul ritmo della frase. Per raggiungere il mio obiettivo mi affido a periodi corti, sintassi non costretta da regole ferree e soprattutto alla punteggiatura. Il tutto per abbassare e alzare i toni, scivolare sulle parole o sbattergli contro. Per far si che l’attenzione del lettore si focalizzi su una frase piuttosto che un’altra. Voglio movimento e imprevedibilità. Preferisco tuffarmi nelle onde piuttosto che in un mare calmo e piatto. Tutto ciò non nasce da alcun studio particolare, ma da un’esigenza personale. Poi, ovviamente, la lettura di scrittori che hanno fatto della sperimentazione e dell’innovazione il loro credo mi ha sicuramente aiutato parecchio.

 “Piccole storie di nessuno” è il titolo della tua prima pubblicazione, ho sentito voci di corridoio che vogliono produrre una ristampa?


 La pubblicazione di una nuova edizione è prevista per Giugno 2012, una bella soddisfazione se si pensa che non è facile pubblicare e vendere racconti in Italia.

Il protagonista di Nero Imperfetto, Fabio, è un tipo al quanto noir, è proprio nero nell'anima, dove e quando ha cominciato a prendere vita?

 E’ nato nel momento in cui l’idea del libro ha cominciato a prendere forma. Perdenti, vittime e personaggi “interrotti” sono i miei preferiti. Non mi piacciono le storie popolate da vincenti. Gli eroi non fanno per me e i supereroi non esistono…Hulk è solo uno che ha assunto troppi steroidi anabolizzanti e per diventare Batman è sufficiente essere miliardari, comprare una tuta e un mantello da pipistrello e intrecciare una relazione vagamente omosessuale con un giovane di nome Robin. I vincenti guardano il mondo dall’altro e io preferisco osservarlo dal basso, dove le “cose” accadono realmente.



Il libro come un noir che si rispetti è basato sul pessimismo, tant'è che l'ultima frase della quarta di copertina, c'è scritto: "Perché la vita è una merda. Poi si muore". Tu che rapporto hai con la vita?

 Ci rispettiamo, anche se diffidenti l’uno dell’altra. Sono curioso, pessimista e mi piacciono i salmoni. Perché per loro è sempre e solo questione d’istinto. Anche quando risalgono la corrente pur conoscendo in anticipo il loro destino. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più della morte, ma per conoscerla dovrei frequentarla con assiduità e meno diffidenza, imparare dagli animali che quando la incontrano invece di fuggire la divorano.

Nero Imperfetto?

 Nero come noir, imperfetto perché scritto a modo mio. Con il mio stile e la mia voglia di raccontare qualcosa di diverso. Ma anche. Nero come il colore che preferisco e imperfetto perché non ci sono certezze in questo romanzo. Tutti i protagonisti hanno peccati da scontare e maschere dietro le quali nascondersi. Nessuno è davvero innocente e tutti sono a loro modo imperfetti. Aggiungo…per fortuna, perché la perfezione annoia. E’ banale nella sua prevedibilità.

Ti ho conosciuto per caso sulla nostra pagina Facebook di Thriller, dico per caso perché non hai mai fatto cenno ai tuoi libri nemmeno una volta, cosa che ho gradito parecchio, cosa ne pensi degli scrittori che si fanno in quattro per essere notati spiattellando il loro libro ovunque?

Non giudico, perché ognuno è libero di gestirsi come meglio crede. Io penso a scrivere, poi passo la palla alla casa editrice e all’ufficio stampa. Non mi nascondo, ma nemmeno cerco di intrufolarmi dentro il cono di luce che illumina il palcoscenico. Non credo che imporre la propria presenza, mostrarsi ovunque sia il metodo giusto per rivolgersi ai lettori…è una forma di rispetto nei confronti di chi legge. E della scrittura in generale.

Non credi che gli scrittori dovrebbero scrivere prima di tutto per passione? Senza magari pensare tanto alle vendite?

La scrittura per me è una fantastica passione/ossessione. Scrivo quello che mi piacerebbe leggere. Se pensassi alle vendite…forse scriverei diversamente, probabilmente affronterei anche tematiche diverse, ma mi divertirei sicuramente meno.

So che il tuo mondo è fatto di letteratura, oltre a scrivere leggi anche uno sproposito di libri, che genere prediligi?

 Nessun genere in particolare, leggo di tutto e senza pregiudizi. Ovviamente ci sono autori che prediligo e compro a scatola chiusa come B.E.Ellis, Jay McInerney e Palahniuk. Però se penso a due scrittori da consigliare mi vengono in mente Nabokov e Carver.

 So anche che leggi molta poesia, genere a me lontano anni luce, cosa mi consigli di leggere magari per entrare un po' in questo mondo?

 Bukowski, nonostante la sua precisazione “…non vi venga l’idea che io sia un poeta”. Sono poesie di stampo narrativo, da leggere come un racconto o una canzone. Poi, Ferlinghetti e il suo stile asciutto e molto ritmato che va dritto al cuore…e molti altri ancora, ma non posso dimenticare Anne Sexton per il modo decisamente personale di usare le parole e il loro significato.

 Cosa stai preparando per noi? Mi raccomando non ti metto fretta, ma muoviti!

 Al momento sto lavorando a un nuovo romanzo, più vicino a Euthanasia che a Nero imperfetto. Una storia per palati forti, dedicata a chi non cerca storie rassicuranti e consolatorie. 
Grazie per l’ospitalità e continuate così.
















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