venerdì, luglio 22

Recensione de IL TRIBUNALE DELLE ANIME di Donato Carrisi


Titolo Il tribunale delle anime
Prezzo di copertina € 18,60
Dati 2011, 498 p. 450
Editore Longanesi

TRAMA: Il nuovo romanzo di Donato Carrisi. La storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti. La storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo.

Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L’altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c’è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell’impresa a pochi mesi dall’incidente che gli ha fatto perdere la memoria?
Anomalie. Dettagli.
Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una foto rilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall’obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole.. Ma c’è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona. Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta.
Questa è la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti. Questa è la storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo. Questa è una storia basata su fatti veri, ispirata a eventi reali: la sfida non è crederci, ma accettarlo.


Recensione a cura di Massimo Minimo:
Marcus è un giovane dotato di un particolare talento, quello di individuare le “anomalie” presenti in alcuni casi delittuosi e contribuire alla loro soluzione. Sandra Vega è una poliziotta della Scientifica di Milano, che si occupa di fotografare i luoghi dei delitti e carpirne i segreti. Recatasi a Roma per indagare sulla morte sospetta del marito, Sandra si imbatte più volte nel misterioso Marcus. Completano il quadro un agente dell’Interpol, un poliziotto in pensione divenuto cieco ed un killer che assume le identità delle sue vittime; ognuno di loro ha qualcosa da nascondere …..
Parecchia carne al fuoco nel secondo romanzo di Carrisi, il cui filo conduttore è la vendetta in tutte le sue sfaccettature. Ho apprezzato particolarmente la storia della Penitenzieria e dell’archivio dei peccati, argomenti a me non familiari. Bella anche la descrizione di alcuni luoghi sacri di Roma poco conosciuti. Se devo indicare un “difetto”, proprio la presenza di tante vicende può generare delle perplessità nel lettore ed in effetti qualche dubbio mi è rimasto. Nulla toglie, però, alla scorrevolezza della scrittura ed all’intreccio che resta in ogni caso interessante.

7 Lascia un commento:

brontolo ha detto...

‎"C'è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre.E' lì che avviene ogni cosa: nella terra delle ombre dove è tutto è rarefatto ,confuso, incerto....." Questo è il mondo dei protagonisti del romanzo, che si trovano ad affrontare il male, in tutte le sue mille vesti. Una trama molto ricca, articolata, un intreccio talmente complesso che in più punti, specialmente nella prima metà, si arriva quasi al limite della confusione e questo va sicuramente a scapito del coinvolgmento . Un'altra cosa che mi ha lasciato perplessa sono alcuni indizi, soluzioni, intuizioni che vengono trovati durante le indagini : alcuni paiono un po' assurdi, altri son spiegati con troppa superficialità , una sorta di " è così e basta..." più che intuizioni o deduzioni logiche sembrano illuminazioni.Rimangono parecchi dubbi....
Il libro è comunque una lettura piacevole e ricca di colpi di scena anche se, personalmente , continuo a preferire " il suggeritore"

Elisabetta Caramitti ha detto...

Recensione a cura di Elisabetta Caramitti:

Culpa gravis

Un commento impossibile, questo, a "Il Tribunale delle anime". Le pagine scorrono fra un misto di incredulità e riconoscimento di quanto poco si sappia di una materia che, proprio perché cattolici e italiani, dovrebbe essere più nostra. Devo dire che la lettura spacca il cervello come poche e che,nonostante si riconosca la mano di Carrisi, siamo molto distanti da "Il Suggeritore". L'ambientazione nella Roma misteriosa e mistica è inquietante e fa da perfetto palcoscenico al progredire della trama. I personaggi sono un'infinità, i salti temporali tengono col fiato sospeso, sbilanciando la sensazione di bene e male continuamente. Il colpo di scena finale è vagamente prevedibile,ma imprevedibile nella modalità. La nota finale di Carrisi, essenziale per riacquistare la fiducia in quello che si credeva avere capito ad un certo punto della lettura...Anche quando sembra che nulla abbia collegamento,alla fine tutto torna ed è una corsa soffocante insieme al protagonista/attore/vittima/carnefice/cacciatore/trasformista/angelo e demonio. Davvero un lavoro dietro al quale si immaginano una ricerca approfondita e una capacità non comuni.

Luisa Corà ha detto...

Un brano “C’è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre”, ripetè a memoria. “ E’ lì che avviene ogni cosa: nella terra delle ombre, dove tutto è rarefatto, confuso, incerto. Noi siamo i guardiani posti a difesa di quel confine. Ma ogni tanto qualcosa riesce a passare. Il mio compito è ricacciarlo indietro”.Il tribunale delle anime di Donato Carrisi. Dopo il successo del suo primo libro molta era l'attesa per il suo secondo libro uscito con un battage pubblicitario senza precedenti. Il tribunale delle anime ci porta in una Roma che ben difficilmente abbiamo letto nei romanzi, sferzata dalla pioggia in un gioco di luci e ombre da thriller noir. Roma è la coprotagonista del romanzo ci addentriamo nelle sue vie, nelle sue chiese, nei palazzi arricchiti da affreschi o passaggi segreti. La storia al limite dell'incredibile riporta invece fatti veri,la Penitenzieria esiste, la ragazza nello specchio è veramente esistita, un serial killer trasformista tra Ottocento e Novecento è veramente esistito.Tutto inizierà con il rapimento di una ragazza Lara e due personaggi che cercano di ritrovarla. Sono Marcus e Clemente. Marcus è stato colpito alla tempia in una sparatoria e soffre di amnesia è "un cacciatore del buio" e ha il dono di carpire i segreti nella zona in cui si sono svolti dei delitti. Lo stesso dono ha una foto rilevatrice della Scientifica di Milano, Sandra, che indaga sulla morte del marito,andrà a Roma e si troverà coinvolta in una serie di delitti fino ad incontrare Marcus...Ci sono molteplici trame e personaggi che si intrecciano leggendolo ci si pone mille domande sull'importanza del perdono o della ineluttabilità della vendetta fino al finale thriller nel thriller.Nulla è come sembra in questo avvincente romanzo consiglio la lettura!

Sara Bilotti ha detto...

Il Male, la più grande fonte d'ispirazione, è presente anche nel secondo romanzo di Donato Carrisi, uno degli autori italiani più letti nel mondo. E' interessante lo spunto da cui prende origine l'idea del romanzo: chi ha commesso un peccato grave e non ne ha più traccia nella memoria, come dev'essere giudicato? Il Male va giudicato in quanto tale, o come frutto di determinate circostanze, ambienti, esperienze?
Gli ingredienti che (sicuramente) renderanno Il Tribunale un bestseller internazionale ci sono tutti: organizzazioni segretissime, identità confuse, un serial killer, una ragazza in difficoltà, una morte sospetta. E Carrisi li mescola con maestria, perdendosi però, questa volta, in lunghissime descrizioni che secondo me smorzano la tensione in modo irreversibile.
Affascinata dall'argomento della narrazione sono però giunta fino alla fine, per scoprire che avevo capito tutto già da diverse pagine.
Rispetto al Suggeritore, il ritmo è decisamente più lento,lo sviluppo della trama meno intrigante. Troppi personaggi, troppe vicende che si intrecciano e si accavallano, senza darmi il tempo di immedesimarmi.
Bellissimi gli spunti della trama, un po' noioso e dispersivo il suo sviluppo.

PENNYWISE ha detto...

Era difficilissimo scrivere un libro dopo il successo dello splendido "Il suggeritore".
Carrisi ci è riuscito, scrivendo un thriller appassionante e coinvolgente, trattando un argomento a me sconosciuto e che mi ha letteralmente conquistato.
Unico neo, a volte mi sono persa nelle situazioni, ho perso di vista alcuni personaggi, mille fili a volte dispersi che creano una trama a volte un po' difficile da seguire.
Ciò non toglie che è un libro che ho apprezzato molto e letto in volata.

Tiziana ha detto...

Il nuovo libro di Carrisi è davvero bello e interessante. Le situazioni si susseguono e si sviluppano in diversi momenti nel tempo e in diverse città ( e ogni tanto non è semplice orientarsi fra i vari personaggi). I personaggi sono interessanti e, in particolare, Sandra Vega mi ha conquistata. Lo consiglio vivamente!

mipiaceleggere ha detto...

Finito da poco , ho dovuto arrivare a 50 pag per trovare un pò di scorrimento . il finale inaspettato anche se a volte quell' intreccio di fili era incomprensibile ho tenuto duro

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