Marc, scrittore fallito, cinquantenne, insegnante universitario dalla carriera mediocre ma molto apprezzato dalle studentesse, si appresta a concludere la serata con una delle sue migliori allieve che ha bevuto un po’ troppo. Al mattino dopo trova la ragazza priva di vita nel letto e passato un momento di panico decide di sbarazzarsi del corpo, nascondendolo in un crepaccio. Le indagini sulla scomparsa della ragazza procedono con lentezza fino all’incontro con la matrigna della vittima, di cui Marc si innamora…
Un romanzo denso di imprevisti, cinico e seducente, in cui le persone e i rapporti umani sono sempre diversi da come appaiono.
Recensione a cura di Diego Thriller: Philippe Dijan finalmente mi ha conquistato, non che il precedente "imperdonabili" non sia stato bello, ma questo "incideze" è nettamente più nelle mie corde.
Marc è un cinquentenne insegnante di scrittura in un'università, a cui piace la carne giovane, infatti si porta a letto un gran numero delle sue stundentesse. Una sera torna a casa con la sua 500 insieme alla sua studentessa di punta Barbara (di punta non perchè gli piaceva più delle altre, ma per le sue doti di scrittrice) ubriachi fradici, e al mattino quando si sveglia trova la povera ragazza morta accanto a sé. Ecco, la trova e la butta in un crepaccio per disfarsi del corpo, come se fosse un'oggetto di poco conto. INQUIETANTE.
Da qui partono una serie di "incidenze" che accadono nella vita di Marc, dando vita a un romanzo claustrofobico e molto triste, cinico e angosciate, ma che sa essere a tratti molto dolce.
Lo consiglio a chi vuole uscire un po' dai soliti schemi , sicuramente un noir diverso, dove non ci sono pallottole nè investigatori, non ci sono giustizieri nè killer, ma la storia di questo professore d'università alle prese con gli eventi e un triste passato. Un'autore che con la penna sicuramente ci sa fare e comprerò sicuramente il nuovo "Vendette"
Titolo Incidenze
Autore Djian Philippe
Prezzo di copertina € 14,00
Dati 2011, 176 p., brossura
Traduttore Petruccioli D.
Editore Voland (collana Intrecci)
Imperdonabili (ottobre 2009) Francis, un uomo di 60 anni, è uno scrittore che non scrive più da quando, dodici anni prima, sono morte in un tragico incidente la moglie e la figlia maggiore, Olga. La figlia sopravvissuta, Alice, nota attrice, scompare all’improvviso lasciando il marito e le due figlie. Francis, che non si fida della polizia e il cui senso di abbandono cresce insieme al sospetto che la nuova moglie lo tradisca, assume la sua vecchia amica e primo amore, A.M., per cercare Alice. Inizia così una particolare amicizia con il figlio delinquente di A.M., che lui paga per pedinare sua moglie. Chiuso in sé stesso per non crollare, scoprirà un mondo dove ogni perdono è ormai impossibile. Il regista francese André Téchiné ha realizzato un adattamento cinematografico di questo romanzo che parteciperà alla Quinzaine des Realisateurs di Cannes.
Recensione di Diego Thriller:
In quanto a detta di molti, questo romanzo sia molto triste, a me in più occasioni ha fatto sorridere. Chi di voi non ha mai conosciuto un sessantenne privo di senso dell'umorismo, bisbetico, pessimista, rompi coglioni e assolutamente antipatico. Io ne ho ben tre esempi, ma questo libro mi ha fatto riflettere sul perchè, una persona può diventare ed essere così. Non sappiamo le loro storie, non sappiamo i dolori che hanno subito e se per caso ne rivedo uno gli regalerò un sorriso, anche se loro risponderanno con un grugnito!
A Francis gliene capitano veramente di tutti i colori, è contornato da stronzi di prima categoria che per sua sfortuna non sono solo gli amici, che quelli te li puoi anche scegliere, ma sono anche i parenti stretti tipo la figlia e il genero, e quelli li hanno scelti altri per te!
Questo libro rispecchia anche un po' le vite della gente famosa che vediamo far di tutto per autodistruggersi e ci chiediamo il perchè! Hanno soldi fama e successo e buttano tutto nella spazzatura. Cari amici, sono ben felice di essere povero allora!
Di solito dico sempre alla gente di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma a Francis, se gli dicessi una cosa del genere sono sicuro che riceverei un pugno in faccia, e a ragione, perchè la cosa che ha mandato in malora tutta la famiglia non l'ha scelta lui, ma il destino per lui...
Più ci pensavo, più mi convincevo di quanto il dolore altrui sia insondabile per noi, privi come siamo di qualsiasi metro di paragone, pronti a stupirci, a restare di stucco per i danni che causiamo agli altri. Come quando con un pugno si ammazza qualcuno per una rissa. In fondo non avevo idea di quanto male le avevo fatto.
Il libro merita assolutamente 4 stelle, gliene do 3 solo perchè non è il genere di storie che preferisco, ma questo è assolutamente personale. Se a voi piacciono questa vicende familiari noir ve lo consiglio.
Proverò con il prossimo "Incidenze"
Voto: 3/5
Titolo Imperdonabili
Autore Djian Philippe
Prezzo di copertina € 14,00 Su Amazon a €11,90 Dati 2009, 176 p., brossura
Traduttore Petruccioli D.
Editore Voland (collana Intrecci)
Philippe Djian è Nato a Parigi nel 1949. Suo padre era un algerino di origine ebraica, che a sedici anni, al momento dello scoppio della guerra d’Algeria, si era arruolato, sua madre era una cattolica conservatrice. Philippe è il maggiore di tre fratelli e negli anni della scuola legge molto, pratica molti sport, ascolta Leo Ferre che canta Baudelaire, Verlaine o Rimbaud. Conosce Jerome Equer che diventerà suo inseparabile amico. Più avanti un professore gli trasmetterà l’amore per la musica e la letteratura e scoprirà Celine, Faulkner. A sedici anni inizia insieme a Equer l’apprendistato al sesso, all’alcol e alle notti bianche passate con le ragazze e nel 1967 vanno 4 mesi in America. Inizia a fare piccoli lavori e non cede alle sirene politiche sessantottine, che sembrano non interessarlo. S’iscrive a una scuola di giornalismo senza mai frequentarla. Fa il magazziniere per la casa editrice Gallimard e viene introdotto alla lettura di nuovi scrittori. Alterna i lavori ai viaggi e insieme a Equer realizza dei reportage sulla Colombia che tenta di vendere ai giornali. Non riescono nell’impresa, ma Djian inizierà a pubblicare racconti per “Detective” sotto pseudonimo. Viene riformato per sordità all’orecchio destro e incontra a 25 anni la pittrice Année e la sposa. A 26 diventa padre di Loic. In molti non credono all’inizio nel suo talento, solo Christiane Barroche non ha mai dubbi. Le prime opere pubblicate all’inizio degli anni 80 non ottengono un buon successo commerciale. Il successo arriva con l’adattamento cinematografico di 37°2 le matin, che realizza il regista Beineix. Il successo del romanzo, subito tradotto in venti lingue è assoluto. Si trasferisce con la famiglia (ora ha anche una figlia) prima a Biarritz poi in America nel 1989. Scrive molto. Una piccola isola a largo di Boston è la nuova residenza. Nel 1991 è in Italia, a Firenze, dove scrive Sotos. Rientra in Francia e si rifiuta di passare dalla casa editrice di Barrault a Flammarion come vorrebbero obbligarlo, firma con Gallimard nonostante le grandi promesse di denaro. Nel 1994 torna in Francia e si stabilisce a Bordeaux. Dopo altri libri tra cui una trilogia Assassins, Criminels e Sainte Bob, si sposta prima a Losanna e poi di nuovo in Francia. Djian sfugge la monotonia traslocando continuamente – da Boston a Firenze, da Biarritz a Parigi. Oggi Djian è considerato l’erede francese della beat generation; ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui recentemente il premio Jean Freustiè 2009. Dalla fine del 2009 Voland ha iniziato la pubblicazione dei suoi romanzi. Il primo è stato Imperdonabili; poi 37,2 le matin (giugno 2010), Incidenze (gennaio 2011), Vendette (edizione originale Gallimard giugno 2011, edizione italiana Voland settembre 2011) e poi la trilogia Sainte-Bob, Assassins e Criminels..
Djian afferma che la vita di una scrittore non è interessante, lo è il corpo a corpo con la scrittura. “il manifesto”
Djian esprime la vibrazione del mondo in cui viviamo.“L’espresso”
La scrittura di Philippe Djian è nostalgica, la sua grammatica echeggia di libri, di musica, di cinema e di sé, appassiona, coinvolge e pur con un ritmo denso, stordisce in una commedia degli equivoci affettivi e di scommesse sentimentali, che fa eco. Profondissima eco. “L’Unità”
Il ritmo dei romanzi dei Djian è un prestissimo. “La Repubblica”
I nostri noiristi farebbero bene a leggere Djian “Internazionale”
Fino a dove si può arrivare per poter vivere con gli altri? “Alias”
Imperdonabili (ottobre 2009) Francis, un uomo di 60 anni, è uno scrittore che non scrive più da quando, dodici anni prima, sono morte in un tragico incidente la moglie e la figlia maggiore, Olga. La figlia sopravvissuta, Alice, nota attrice, scompare all’improvviso lasciando il marito e le due figlie. Francis, che non si fida della polizia e il cui senso di abbandono cresce insieme al sospetto che la nuova moglie lo tradisca, assume la sua vecchia amica e primo amore, A.M., per cercare Alice. Inizia così una particolare amicizia con il figlio delinquente di A.M., che lui paga per pedinare sua moglie. Chiuso in sé stesso per non crollare, scoprirà un mondo dove ogni perdono è ormai impossibile. Il regista francese André Téchiné ha realizzato un adattamento cinematografico di questo romanzo che parteciperà alla Quinzaine des Realisateurs di Cannes. Recensione: http://thrillerpages.blogspot.com/2011/08/recensione-de-imperdonabili-di-philippe.html
37,2 al mattino (giugno 2010) Lui, trentacinquenne con ambizioni letterarie, è tuttofare in un complesso di appartamenti in mezzo al nulla. Lei, Betty, bella e imprevedibile, è entrata nella sua vita una mattina, valigia in mano. I due si immergono in una storia d’amore che rifiuta qualsiasi mediocrità. Per Betty, lui è il più grande scrittore della sua generazione ed è determinata a trovargli un editore, ma i numerosi rifiuti la fanno sprofondare in una forte inquietudine. Tra sesso, alcol e altri eccessi, la vita si trasforma in un percorso a ostacoli… Un noir sensuale e inconsueto, una scrittura che non lascia respiro.
Incidenze (gennaio 2011) Una Fiat 500. Al volante Marc, scrittore fallito e professore universitario. Accanto a lui, la sua studentessa più bella. È notte, e si affrettano a tornare a casa per concludere in bellezza la serata. Al mattino la ragazza non si risveglia. Superato lo shock iniziale, Marc si sbarazza del corpo...
Attorno a una morte anomala Djian costruisce un romanzo cinico e seducente.
E in uscita a Settembre:
Vendette (settembre 2011) Marc, quarantacinquenne scultore di successo un po’ troppo dedito ad alcol e droghe, vede la propria vita affondare quando il figlio diciottenne si fa saltare la testa durante una festa. Nel tentativo di capire dove ha sbagliato, raccoglie e ospita l’ex fidanzata del figlio, anche lei con problemi di alcolismo ma fredda e determinata nel suo odio contro di lui. Marc non immagina quanto della propria vita possa ancora volare in pezzi. Una tragedia dell’incomunicabilità al centro del mondo della comunicazione. Un Philippe Djian lucido e mortale come la lama di un rasoio.
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