TRAMA - Kōbe. Durante una cena tra imprenditori e funzionari ministeriali, una cameriera si avvicina a uno dei commensali e gli sussurra qualcosa all’orecchio. C’è una chiamata per lui da Tokyo. L’uomo, Tsuneo Asai, si alza senza dare nell’occhio e raggiunge il telefono. Sua moglie Eiko, poco più che trentenne, è morta improvvisamente d’infarto. Una notizia non del tutto inattesa, dal momento che Eiko era già da tempo malata di cuore. Eppure le circostanze della sua morte, avvenuta in un quartiere un po’ fuori mano di Tokyo, a due passi da un albergo a ore, gettano un’ombra sulla sua figura timida e riservata, e sul suo passato.
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giovedì, novembre 26
martedì, novembre 24
Tokyo Express di Matsumoto Seicho
SINOSSI - Si era appena fatto giorno. Il mare era avvolto in una foschia lattiginosa. Shikanoshima, l’isola dei cervi, si vedeva a malapena, così come il sentiero del mare. Tirava una brezza fredda e salmastra. L’operaio, col bavero alzato e il capo chino, procedeva a passo svelto. Attraversava quella spiaggia rocciosa per arrivare prima in fabbrica, come era sua abitudine. Ma qualcosa di totalmente inatteso attirò il suo sguardo, sempre rivolto al suolo. Due corpi adagiati su una lastra di roccia scura stonavano incredibilmente con quel paesaggio a lui così familiare
lunedì, luglio 20
"Viaggio nella paura" di Eric Ambler
L'inventore della spy stoy Eric Ambler torna nelle librerie italiane con un suo grande capolavoro "Viaggio nella paura" grazie ad Adelphi Editore
TRAMA - È il gennaio del 1940, il mondo attende una «primavera sanguinosa», e Mr Graham, ingegnere inglese specializzato in artiglieria navale, si appresta a lasciare Istanbul dopo aver assicurato alla propria azienda l'appalto per il riequipaggiamento della flotta militare turca. Graham è un tipo tranquillo, simpatico, con una mente matematica e la cordialità senza smancerie di «un dentista di lusso che cerchi di distrarti», e ora non desidererebbe altro che trovarsi a casa in compagnia dell'affettuosa moglie e delle sue noiose amiche. Ma quella ferita di striscio alla mano destra, che si contempla nascosto sul piroscafo Sestri Levante in partenza per Genova, gli ricorda l'inaccettabile verità che gli si è svelata nelle ultime ventiquattr'ore: qualcuno lo vuole morto. O meglio: i nazisti lo vogliono morto – e faranno di tutto per impedire che rientri a Londra.
giovedì, novembre 14
ASSASSINIO ALL'ETOILE DU NORD e altri racconti, di George Simenon
Nel 1933 Simenon compie trent'anni e decide che è venuto il momento di diventare un vero scrittore. Per far questo, opera due rotture significative: con il personaggio che gli ha dato la fama e con l'editore Fayard che lo ha pubblicato. In giugno termina "Maigret", il romanzo in cui manda in pensione il commissario. In ottobre firma un contratto con Gaston Gallimard, patron della più prestigiosa casa editrice francese. Ciò nonostante, da Maigret non riesce a staccarsi, e in fondo anche al suo nuovo editore non dispiacerebbe vederlo "resuscitare", sebbene entrambi sappiano che un ritorno del commissario rischierebbe di interferire con la nuova carriera dello scrittore. Il quale, però, troverà un compromesso soddisfacente, che consisterà nel limitarsi a scrivere dei racconti destinati ad apparire solo su riviste. In molti di essi, come nei quattro raccolti in questo volume, Maigret è sì in pensione, ma è "costretto" a indagare su casi più o meno tenebrosi: o perché non riesce a vincere la curiosità (come nel "Notaio di Châteauneu") ; o perché, in vacanza con la moglie, si trova ad assistere a un omicidio (come in "Tempesta sulla Manica") ; o perché non sa respingere una richiesta di aiuto (come nella "Signorina Berthe e il suo amante"); o infine perché, commettendo quello che è difficile non definire un atto mancato, quarantott'ore prima di lasciare il Quai des Orfèvres risponde a una telefonata nell'ufficio dei suoi ispettori (come in "Assassinio all'Étoile du Nord").
mercoledì, ottobre 2
Recensione L'AVVERSARIO di Emmanuel Carrère
Commento a cura di Diego R.
"Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano."
Così inizia il libro l'avversario, di Emmanuel Carrère.
E attenzione, non è un romanzo thrille o noir, ma una vicenda realmente accaduta. Se così non fosse stato, avrei chiuso il libro a metà, perché avrei detto "no, non è una storia credibile", e io odio i libri thriller che non rispecchiano la verità, non potrebbe mai e poi esistere una storia del genere. Invece... si, può accadere, è accaduta, è inquietante, non la strage in se stessa, che ahimè se ne sentono tutti gli anni, ma è paurosa la motivazione che porta a quell'atto. E' paurosa la costanza di mentire di Jean-Claude Romand per così tanti anni, è terribile la mente di quest'uomo ed è pauroso l'abisso in cui questo libro ti trasporta.
Libro assolutamente da leggere, anche perché scritto da Emmanuel Carrère, autore di "Limonov", che a mio modesto parere, è un maestro nello scrivere e riportare fatti di cronaca.
lunedì, settembre 2
Commento a LIMONOV di Emmanuel Carrère
Commento a cura di Diego R.Pag. 326 - "Appartengo a quella categoria di persone che non si sentono perdute in nessun luogo. Vado verso gli altri,
gli altri vengono verso di me. Le cose si aggiustano naturalmente."
Un bel libro, questo di Emmanuel Carrère, in cui racconta la vita di Eduard Limonov. La vita di un uomo equivoco e controverso, un personaggio inclassificabile ma sempre sopra le righe. Una biografia, un romanzo storico, un resoconto giornalistico che rende le molte contraddizioni di un personaggio che non è mai stato l'eroe della sua storia, come invece avrebbe voluto.
Parallelamente si snoda anche la storia della Russia, da Stalin a Putin, rivelando il giudizio più popolare sull'operato dei suoi protagonisti famosi. Insomma una scrittura molto coinvolgente.
lunedì, febbraio 18
Recensione TRE CAMERE A MANHATTAN di George Simenon
Questo è il mio terzo Simenon; ho letto 'I due complici', 'Lettera al mio giudice' e in ultimo 'Tre camere a Manhattan'.
Simenon è intenso, sanguigno, passionale. E' feroce, aggressivo e brutale. Lo è stato in tutti e tre i libri che ho letto e inevitabilmente non ho potuto non collegare 'Lettera al mio giudice' con le prime 50 pagine di 'Tre camere a Manhattan'.
Un uomo solo, un uomo depresso, annoiato, con un passato che lo tormenta. Una vita che non lo soddisfa, che lo rende inquieto tanto da farlo vagabondare incontro a questa donna. Lui è Combe lei è Kay, si incrociano in una nottata Newyorkese e, semplicemente, passeggiano entrando e uscendo dai locali, con l'inquietudine, l'ansia, l'emozione, il dubbio di chi si è appena conosciuto; uniti però alla complicità di due anime affini.
Simenon è intenso, sanguigno, passionale. E' feroce, aggressivo e brutale. Lo è stato in tutti e tre i libri che ho letto e inevitabilmente non ho potuto non collegare 'Lettera al mio giudice' con le prime 50 pagine di 'Tre camere a Manhattan'.
Un uomo solo, un uomo depresso, annoiato, con un passato che lo tormenta. Una vita che non lo soddisfa, che lo rende inquieto tanto da farlo vagabondare incontro a questa donna. Lui è Combe lei è Kay, si incrociano in una nottata Newyorkese e, semplicemente, passeggiano entrando e uscendo dai locali, con l'inquietudine, l'ansia, l'emozione, il dubbio di chi si è appena conosciuto; uniti però alla complicità di due anime affini.
giovedì, febbraio 14
VIVI E LASCIA MORIRE di Ian Fleming
domenica, agosto 19
Recensione I COMPLICI di George Simeon
Eh, sì, salvo una rarissima eccezione, Simenon è una certezza.
Joseph Lambert e la sua segretaria Edmonde sono "I complici" del titolo. Uniti da un rapporto amoroso inspiegabile, torbido ed eccitante, involontariamente provocano un terrificante incidente ad un pullman che trasporta 48 bambini in gita. Invece di fermarsi a prestare soccorso, o, quantomeno, ad avvisare polizia e ambulanze, i due fuggono dal luogo dove il rogo sta divorando il mezzo uccidendo tutti i suoi occupanti. Non si parlano, Joseph ed Edmonde, non comunicano, a parole, ma sono come sintonizzati su di un sentire solo loro, un agire all'unisono, freddamente, lucidamente.
Joseph Lambert e la sua segretaria Edmonde sono "I complici" del titolo. Uniti da un rapporto amoroso inspiegabile, torbido ed eccitante, involontariamente provocano un terrificante incidente ad un pullman che trasporta 48 bambini in gita. Invece di fermarsi a prestare soccorso, o, quantomeno, ad avvisare polizia e ambulanze, i due fuggono dal luogo dove il rogo sta divorando il mezzo uccidendo tutti i suoi occupanti. Non si parlano, Joseph ed Edmonde, non comunicano, a parole, ma sono come sintonizzati su di un sentire solo loro, un agire all'unisono, freddamente, lucidamente.
venerdì, luglio 20
Recensione LA NEVE ERA SPORCA di Geroges Simenon
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Questa recensione non vuole essere un oggettivo e distaccato giudizio sull’opera in questione, esprime solo il mio personale punto di vista sulla stessa.
Come sempre, i “critici”, quelli ufficiali, non capiscono un cazzo.
Questo è il mio primo Simenon.Perché non ne ho mai letto uno? Semplice, amo la letteratura anglosassone e non mi fido molto dei cugini francesi. Lessi un Vargas, tempo fa. Roba buona per ragazzini delle elementari. La mia esperienza francese morì con Fred. Poi un giorno lessi una recensione di questo romanzo firmata dallo scrittore Marco Proietti Mancini. Uomo di grande sensibilità. In realtà mi fermai al primo paragrafo. Fu sufficiente per decidere di leggere “La neve era sporca” e non volevo farmi influenzare dalla recensione.
Questa recensione non vuole essere un oggettivo e distaccato giudizio sull’opera in questione, esprime solo il mio personale punto di vista sulla stessa.
Come sempre, i “critici”, quelli ufficiali, non capiscono un cazzo.
Questo è il mio primo Simenon.Perché non ne ho mai letto uno? Semplice, amo la letteratura anglosassone e non mi fido molto dei cugini francesi. Lessi un Vargas, tempo fa. Roba buona per ragazzini delle elementari. La mia esperienza francese morì con Fred. Poi un giorno lessi una recensione di questo romanzo firmata dallo scrittore Marco Proietti Mancini. Uomo di grande sensibilità. In realtà mi fermai al primo paragrafo. Fu sufficiente per decidere di leggere “La neve era sporca” e non volevo farmi influenzare dalla recensione.
lunedì, luglio 9
Recensione LETTERA AL MIO GIUDICE di George Simeon
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"Perché io, vede, ho comunque un immenso vantaggio su di lei: ho ucciso."
La cosa che mi ha colpita di più, di questo "Lettera al mio giudice" è come la storia sia totalmente folle, ma, allo stesso tempo, comprensibile, addirittura condivisibile in certi aspetti eccessivi. Sicuramente, Simenon tratteggia un carattere simile a quello suo reale: psicotico, morboso, preda di un istinto distruttivo difficile da gestire.
Charles Alavoine ha origini contadine molto umili e povere, ma la laurea in medicina e la costante, silenziosa, ma opprimente presenza della madre gli consente di aprire uno studio in una cittadina della provincia francese.
"Perché io, vede, ho comunque un immenso vantaggio su di lei: ho ucciso."
La cosa che mi ha colpita di più, di questo "Lettera al mio giudice" è come la storia sia totalmente folle, ma, allo stesso tempo, comprensibile, addirittura condivisibile in certi aspetti eccessivi. Sicuramente, Simenon tratteggia un carattere simile a quello suo reale: psicotico, morboso, preda di un istinto distruttivo difficile da gestire.
Charles Alavoine ha origini contadine molto umili e povere, ma la laurea in medicina e la costante, silenziosa, ma opprimente presenza della madre gli consente di aprire uno studio in una cittadina della provincia francese.
domenica, giugno 10
Recensione PERICLE IL NERO di Giuseppe Ferrandino
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"Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie...Io mi chiamo Pericle Scalzone... Di mestiere faccio il culo alla gente"
Un libro di sole 144 pagine che si legge in giornata e sicuramente lascia il segno.
Pericle è un galoppino Napoletano trentenne che lavora per Luigino Pizza. E' brutto, ignorante e ha i capelli un po' bianchi, ma mamma gli ha detto che anche suo padre gli aveva. Lui per Luigino picchia la gente, con un sacchetto pieno di sabbia li stordisce, dopo li lega e tira fuori il "pesce", lo cosparge di pomata antibiotica e......
"Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie...Io mi chiamo Pericle Scalzone... Di mestiere faccio il culo alla gente"
Un libro di sole 144 pagine che si legge in giornata e sicuramente lascia il segno.
Pericle è un galoppino Napoletano trentenne che lavora per Luigino Pizza. E' brutto, ignorante e ha i capelli un po' bianchi, ma mamma gli ha detto che anche suo padre gli aveva. Lui per Luigino picchia la gente, con un sacchetto pieno di sabbia li stordisce, dopo li lega e tira fuori il "pesce", lo cosparge di pomata antibiotica e......
sabato, febbraio 25
Recensione de LA MORTE PAGA DOPPIO di James M. Cain
Recensione a cura di Diego Thriller / Voto ****La morte paga doppio è un romanzo noir del 1943, sono passati ben 69 anni dalla sua pubblicazione ed è un testo ancora assolutamente attuale. Anzi, c'è da dire che è ancora più datato perchè uscì per la prima volta a puntate sulla rivista «Liberty» tra il febbraio e l’aprile del 1936. E l'autore, James m.Cain è lo stesso autore de "Il postino suona sempre due volte" che sarà una delle mie prossime letture.
Hollywood, fine anni trenta. Il cinico agente assicurativo Walter Huff si invaghisce di Phyllis, moglie di Nirdlinger, uno dei suoi clienti.
mercoledì, gennaio 4
Recensione de LA MASCHERA DI DIMITRIOS di Eric Ambler
Recensione a cura di Diego Thriller:
Se un libro è stato scritto nel 1939 ed è ancora pubblicato al giorno d'oggi un perché ci sarà, no?
Charles Latimer, giallista inglese di successo, viene avvicinato dal colonnello Haki, ufficiale dei Servizi Segreti e scrittore alle prime armi. Haki allude a Dimitrios Makropulos, il più grande criminale europeo di quegli anni, coinvolto in ogni delitto, compreso il traffico di eroina e l'assassinio politico. E così ha inizio l'"esperimento investigativo" di Latimer, che inseguirà il criminale fra le rive dell'Egeo, i quartieri turchi di Sofia, i boulevard di Bucarest.
Se un libro è stato scritto nel 1939 ed è ancora pubblicato al giorno d'oggi un perché ci sarà, no?
Charles Latimer, giallista inglese di successo, viene avvicinato dal colonnello Haki, ufficiale dei Servizi Segreti e scrittore alle prime armi. Haki allude a Dimitrios Makropulos, il più grande criminale europeo di quegli anni, coinvolto in ogni delitto, compreso il traffico di eroina e l'assassinio politico. E così ha inizio l'"esperimento investigativo" di Latimer, che inseguirà il criminale fra le rive dell'Egeo, i quartieri turchi di Sofia, i boulevard di Bucarest.
sabato, ottobre 29
GIUSTIZIA di Friedrich Dürrenmatt
Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) su cui si impernia questo romanzo giallo: o meglio "antipoliziesco", giacché sin dall'inizio ci esibisce l'assassino. La prima palla a finire in buca, per un colpo a la bande, è la testa calva del professor Winter, esimio germanista: centrato dai proiettili dello squisito consigliere cantonale Kohler, cade con la faccia nel piatto di tournedos Rossini che stava gustando nel ristorante Du théâtre. Quindi, a una a una, rotoleranno in buca le altre palle - un playboy, una squillo d'alto bordo, una perfida nana, un protettore -, delineando un autentico rompicapo: "II comandante era disperato. Un omicidio senza motivo per lui non era un delitto contro la morale, bensì contro la logica". Kohler, poi, in galera è l'uomo più felice del mondo: trova giusta la pena, meravigliosi i carcerieri, e intreccia serafico ceste di vimini. Ha un unico desiderio: che l'avvocato Spät, squattrinato difensore di prostitute, si dedichi finalmente a un'impresa seria (ma a lui sembrerà pazzesca) e riesamini il caso partendo dall'ipotesi che non sia Kohler l'omicida: "Deve solo montare una finzione. Come apparirebbe la realtà, se l'assassino non fossi io ma un altro? Chi sarebbe quest'altro?". Accettata la sfida, Spät precipiterà ben presto in un gorgo, in una surreale commedia umana e filosofica che tiene tutti - lettori in primis - col fiato sospeso: per quale ragione Kohler è di umore tanto allegro? E perché mai ha ucciso Winter?
Titolo Giustizia
Autore Dürrenmatt Friedrich
Prezzo di copertina € 18,00
Dati 2011, 211 p., brossura
Traduttore Agabio G.
Editore Adelphi (collana Fabula)
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Titolo Giustizia
Autore Dürrenmatt Friedrich
Prezzo di copertina € 18,00
Dati 2011, 211 p., brossura
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domenica, febbraio 27
IL TERZO REICH di Roberto Bolaño
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