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giovedì, aprile 7

Rubrica - Letture Patrizie: Patrizia Mintz Benfenati

Rubrica a cura di Patrizia Seghezzi

Per la nuova rubrica "Letture Patrizie" iniziamo con una bravissima scrittrice che non c'è più.

Patrizia Mintz Benfenati mi ha incuriosito da subito, una simpatia e una carica umana indescrivibili.
E tutto questo lo troviamo nel personaggio da lei creato, il vicequestore Arlia.
Prima con Veritas e poi con Il custode degli arcani Patrizia ci ha regalato due gioielli ricchi di humour e ironia che mi sono rimasti nel cuore.

Lei non c'è più da 2 anni ormai e io mi sono riletta questi libri (con una dedica molto speciale) con un velo di tristezza e malinconia. Lei mi sgriderebbe, era un uragano di allegria e piena di vita.
Scommetto che ovunque sia sta sicuramente sorridendo.

Vi invitiamo a leggere, quindi, il materiale presente su ThrillerPages riguardante Patrizia Mintz Benfenati:





giovedì, ottobre 6

INTERVISTA al Vice questore Arlia, protagonista del libro IL CUSTODE DEGLI ARCANI di Patrizia Mintz

Recensione a cura di Ferdinando Pastori:
Per comporre un puzzle, comunemente, la prima cosa da fare è cercare i pezzi che formano il bordo. Poi, separare i pezzi per forma e colore. Patrizia Mintz, con il suo Custode degli Arcani, ha seguito il medesimo percorso. Ha costruito un puzzle affascinante e complesso sotto gli attenti occhi del lettore, aggiungendo a ogni pagina un tassello fino a rivelare l’immagine finale. Impresa non facile quando i pezzi da far combaciare sono numerosi, ma condotta con successo grazie all’aiuto dei suoi personaggi. Tutti tratteggiati con l’occhio di chi prova simpatia e affetto per loro. Apprezzabile non solo l’intreccio narrativo, ma anche il meticoloso lavoro di ricerca precedente alla stesura della storia. Lavoro che è frutto sicuramente di passione, attenzione per i dettagli e curiosità. Affrontando la lettura…un solo consiglio. Quando si arriva alla fine del puzzle, quando mancano pochi pezzi, si è soliti pensare che oramai il più sia fatto. Solitamente è così, ma a volta capita di non trovare l’ultimo tassello. Magari caduto per terra e finito sotto il tavolo. Allora si trattiene il respiro e…attenzione ai colpi di scena. Sarà stata l’ambientazione, l’alone mistico ed esoterico, ma “Beyond the Invisible” degli Enigma come colonna sonora ha funzionato alla grande.










Intervista al vice questore Arlia a cura di Cristina Aicardi

....Questura di Roma, una mattina di Settembre, finalmente posso parlare con il Vice-Questore Arlia.

Mi trovo davanti un omone imponente, incastrato in una sedia che pare di dimensioni puffesche sotto la mole imponente..capelli rossicci, vestito spiegazzato con qualche patacchetta di unto sparsa a guisa di pioggerella e uno sguardo simpatico e sornione.

Finalmente posso togliermi un paio di curiosità:


-Vicequestore Arlia, “Il custode degli arcani” è il suo secondo caso qui a Roma, dopo “Veritas”, cosa trova di diverso tra queste due indagini? C’è stata un’escalation di violenza a suo parere?

Come si direbbe a Topolinia, stavolta c’è stato un bel massacro di topastri. Scherzi a parte, rispetto a “Veritas”, l’assassino del “Custode” non ha lesinato sull’immaginazione. Parafrasando il ’68, si potrebbe dire “l’orrore al potere”.

-Cosa pensa sia cambiato nella mente della mandante di tutte le azioni che le capitano intorno?

O nel frattempo ha subito una lobotomia oppure aveva parecchi conti da saldare. Che dire? Si sfoga così, la signora…

- L’ispettore Panetta, che lei definisce la sua Nemesi personale e il suo amico, François, sono sempre a suo fianco, me li descriverebbe in poche parole?

Panetta è ‘nu guaio ‘e notte, un mazzo di ortiche piantato nel sedere mentre si va a raccogliere il radicchio in campagna. Però… però… il ragazzo ogni tanto, per puro caso naturalmente, ha intuizioni geniali. Ripeto: assolutamente non volute. François è il mio alter ego, il mio doppelganger, il “me” non spiegazzato, non diversamente magro, non impataccato, organizzato. Assolutamente fondamentale, ma ogni tanto… maronn quanto rompe!

-Cosa vorrebbe dire a colei che la descrive e la fa parlare usando spesso simpatiche similitudini e verbi che si riferiscono al mondo animale e fumettistico, lei “cinguetta, ciangotta, miagola,sta muto come una tinca ,ha delle occhiaie tipo panda etc… Si vendichi e mi descriva Patrizia Mintz usando lo stesso linguaggio .

Patrizia Mintz non cammina… incede, non suda… traspira, non si incazza… si altera, non mangia… si approvvigiona, non vede… guata. non rutta… flatula

-Che rapporto ha con i suoi animali domestici? Sono loro che vivono con lei o è lei che vive con loro?

Siamo tutti mescolati, non si sa chi è chi. Ultimamente ho sempre più l’impressione che io sia a pensione da loro. D’altronde sono tre contro uno… Vabbè, a parte il gatto, Ugo: quello si vende al migliore offerente, al custode della dispensa, cioè il sottoscritto.

-Cos’è il cibo per lei?

Una divinità greca da idolatrare, cui consacrarsi. 

-Patrizia ha trasferito su di lei alcune delle sue caratteristiche personali, c’è invece qualcosa di lei che l’autrice invidia?

Il mignolo del piede sinistro? I miei capelli? Non saprei. Forse, anzi no certamente mi invidia la mia capacità di andare a culo col mondo, compreso quel perucchio del mio medico che vorrebbe tenermi a dieta

-E a lei cosa piace di Patrizia? E cosa invece non le invidia?

Uhm… mi piace… Mi piacciono le sue tette. La scriminatura dei capelli non rintracciabile. La gabbia dei pensieri arruffati. Quello che non le invidio è il suo tallone d’Achille, che peraltro vorrei trovare.

Grazie Vice.Questore, spero di rivederla presto alle prese con una nuova indagine, e naturalmente un grazie a Patrizia Mintz per essersi sottoposta a questa intervista insolita.

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domenica, settembre 12

Intervista a Patrizia Mintz,

La nostra prima intervista
Cristina Aicardi 
vs
Patrizia Mintz



Patrizia
È nata nel 1959. Dopo tre anni di giornalismo investigativo negli Stati Uniti, durante i quali ha spaziato dalla carta stampata alla radio, è tornata in Italia dove collabora con la Rai. Vive a Roma con il marito e i suoi due cani meticci, Rebecca e Mafalda.


Il suo primo libro, Io sono il mare - Cronaca della morte annunciata di Derek Rocco Barnabei (Alsaba, 2001) era dedicato alla pena di morte negli Stati Uniti. Con Veritas ha deciso di passare a un genere che ha sempre amato, il thriller esoterico.





C.A
Dopo anni di giornalismo e un libro sulla storia di Derek Rocco Bernabei, condannato a morte negli Usa,hai deciso di cimentarti nella scrittura di un thriller, come mai questa scelta?

P.M
Senza contare i primi racconti scritti, che erano fiabe per bambini, in realtà il libro sulla vicenda di Derek è il mio secondo. Il primo si intitolava “La lepre di pezza” ed era incentrato sulle indagini per la strage di piazza Fontana. In più, per anni, ho fatto la traduttrice dall’inglese per la Newton & Compton e, manco a farlo apposta, mi ero “specializzata” in saggi sul nazismo. Dopo tante storie di morti vere ho voluto cimentarmi in morti “di carta”, anche perché il thriller è il genere di lettura che più amo, da quando avevo sette anni e mi sono imbattuta ne “L’assassinio di Roger Ackroyd” di Agatha Christie.


C.A
Quali sono gli scrittori che ami in particolar modo?

P.M
Su tutti Preston e Child: il loro agente speciale Pendergast, pure impeccabile nei modi e nel vestire, ha molto in comune con Arlia. Poi Tess Gerritsen. Tra gli italiani sono caduta vittima del fascino dei romanzi di Alfredo Colitto, cui invidio più di una cosa. E, last but not least, ultimamente ho scoperto Pierluigi Porazzi: la sua “Ombra del falco” è spettacolare per le metafore e le atmosfere che esprime, oltreché per la trama.


C.A
Quali sono secondo te le caratteristiche di un buon thriller?

P.M
Il fiato, stanco di star sospeso, se ne andò definitivamente.


C.A
Nel tuo libro si parla anche di storia e di esoterismo. Quanto è importante e quanto tempo dedichi alla ricerca e all'approfondimento dei temi che poi tratterai nei tuoi libri?

P.M
La ricerca accompagna ogni pagina, anche perché, a ogni finestra che si apre, si spalancano decine di scenari. Ricerca e scrittura, quindi.


C.A
Come scegli i temi da trattare?

P.M
I temi li ho scelti (o meglio, mi hanno scelto) andando a una mostra, visitando una chiesa, sfogliando un giornale, guardando la televisione, tanto per fare alcuni esempi. Penso che sia la curiosità a offrire temi, appigliandosi molto spesso al passato che è sempre sedimentato dentro di noi. Basta risvegliarlo.


C.A
Dove trovi gli spunti per i tuoi personaggi?

P.M
Amici, conoscenti, il panettiere gentile sotto casa, il giornalaio isterico di prima mattina, l’autista dell’autobus, la bibliotecaria cafona. Forse dovrei distribuire anche a loro i proventi del libro.


C.A
E' nata prima la storia o Arlia, il suo protagonista?

P.M
Sono nati insieme, tenendosi sempre per mano.


C.A
So che hai già terminato la stesura del secondo libro e stai scrivendo il terzo. Avevi già in mente di scrivere una serie di gialli con protagonista Arlia, o questa è la conseguenza del successo del libro e della grande simpatia suscitata dal protagonista?

P.M
Direi la seconda: dopo aver letto “Veritas” sia un produttore cinematografico che la casa editrice Piemme mi hanno incoraggiato a realizzare una serie con lo stesso protagonista.


C.A
Quanto di te c'è nei tuoi libri?

P.M
Più volte ho detto che Arlia si rifà molto a una persona reale, cui però ho aggiunto molto del mio: i valori del sangue ad esempio, il suo essere trasandato, il suo infischiarsene delle convenzioni, l’impazienza che spesso fa commettere errori, l’istintualità, la tolleranza zero per gli stupidi.



Ringrazio Patrizia Mintz e Cristina Aicardi
per questa intervista
e vi ricordo che a questo link 
troverete l'approfondimento
al libro di Patrizia
VERITAS


giovedì, agosto 19

La stanza di Patrizia Mintz nella nostra casa di Thriller

La stanza di Patrizia Mintz nella nostra casa di Thriller





Patrizia
È nata nel 1959. Dopo tre anni di giornalismo investigativo negli Stati Uniti, durante i quali ha spaziato dalla carta stampata alla radio, è tornata in Italia dove collabora con la Rai. Vive a Roma con il marito e i suoi due cani meticci, Rebecca e Mafalda.
Il suo primo libro, Io sono il mare - Cronaca della morte annunciata di Derek Rocco Barnabei (Alsaba, 2001) era dedicato alla pena di morte negli Stati Uniti. Con Veritas ha deciso di passare a un genere che ha sempre amato, il thriller esoterico.






RICORDO CHE IN ACCORDO CON PATRIZIA MINTZ, QUESTI LINK SARANNO VISIONATI PERIODICAMENTE DA LEI STESSA PER RISPONDERE ALLE VOSTRE DOMANDE.

PARLA CON LEI & RECENSIONI ALLE SUE OPERE:
COMMENTA L'ALBUM FOTOGRAFICO:
TUTTI I SUOI LIBRI ONLINE:



È un giorno come tanti altri, per il vicequestore Michele Arlia, napoletano trapiantato nella capitale e, soprattutto, decisamente lontano dallo stereotipo del poliziotto giovane e atletico. Come ogni mattina è alla sua scrivania, con la pipa in bocca, spenta purtroppo, la giacca già macchiata nonostante siano solo le dieci e il cigolio della sedia a ricordargli che è ora di perdere almeno uno dei suoi centoquaranta chili, quando arriva quella maledetta telefonata: alla basilica di San Clemente una turista americana ha denunciato la scomparsa del marito durante una visita guidata e il caso ricade sotto la sua giurisdizione. Più seccato all’idea di dover lasciare le comodità dell’ufficio che preoccupato dal caso, in fondo si tratta di ordinaria amministrazione, il vicequestore raggiunge il luogo della sparizione.

Ad attenderlo, un’atroce scoperta: all’interno della nicchia ricavata in una parete giace l’uomo scomparso. Il corpo pare essere stato oggetto di un sadico rituale: evirato, con una ferita profonda sotto la scapola destra, le narici completamente ustionate. Per Arlia sarà il primo di una serie di omicidi eseguiti secondo la stessa procedura.

Solo la sua passione per la storia dell’arte e per l’archeologia lo porterà a capire che i delitti sono legati a un antico culto e che i luoghi in cui vengono lasciati i cadaveri non sono affatto casuali. Lottando contro il tempo e contro un assassino che vuole coinvolgerlo in un gioco perverso, Arlia si troverà solo e capirà di dover trasgredire alle regole per poter vincere la partita e salvarsi la vita.








Cristina Aicardi dice:

"Verrete trasportati nei sotterranei di una Roma che pochi conoscono,sarete rapiti dall'atmosfera esoterica dell'antico culto mitraico e rimarrete invischiati nella trama gialla del libro.Vostra guida in tutto questo sarà il meraviglioso vice.questore Arlia,140 kd di sagacia e humor napoletano!Un personaggio che conquista!"Veritas" ha tutte le caratteristiche che a me piacciono in un libro: è un giallo,quindi c'è un'indagine da seguire e un colpevole da scoprire; è un thriller storico ricco di spunti ed approfondimenti interessanti sulla storia di Roma e sul culto mitraico, ma soprattutto è un libro ricco di humor ed ironia.Una scrittura leggera, brillante scorrevole , mai nè noiosa nè banale. Cosa c'è di meglio che leggere un buon thriller dove ogni tanto scappa anche una piacevole risata? Arlia e Patrizia vi conquisteranno!"





PATRIZIA AL CENTRO, A SINISTRA ENZO BODYCOLD, DEL FAMOSO BLOG CORPI FREDDI, A DESTRA ALESSANDRA BUCCHERI DEL BLOG ANGOLO NERO.

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