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giovedì, settembre 25

Recensione: "I dodici bambini di Parigi" di Tim Willocks

Recensione a cura di Patrizia Seghezzi

"I dodici bambini di Parigi" di Tim Willocks è il nuovo fantasy-storico edito da Multiplyer.it Edizioni recensito oggi per voi da ThrillerPages 
La definizione per questo libro è: eccessivo. In tutto.
Iniziando dalla grandezza, più di 700 pagine da affrontare non sono poche, anche se il lettore bulimico come la sottoscritta non si spaventa davanti a niente (o quasi).
Proseguendo con le descrizioni sin troppo dettagliate di squartamenti, decapitazioni e chi più ne ha più ne metta. D'altronde è la caratteristica di questa trilogia, iniziata con Religion, dove i morti erano una moltitudine ma si era in guerra. In questo libro c' è una sorta di eroe alla ricerca della moglie incinta che porta morte e distruzione e quindi il numero di cadaveri è notevolmente inferiore al primo libro!

martedì, novembre 27

Recensione DOGLANDS di Tim Willocks

Tim Willocks è uno dei maestri dell'hardboiled inglese (Bad city blues, Re macchiati di sangue). Ora torna in Italia con un'altro romanzo dalla scrittura amara e potente proposto da Sonda Editore. Un noir avvincente ambientato in un universo canino intriso di metafore che suonano come frustate per l'umano lettore. Un linguaggio duro e spietato dove i Grandi (gli esseri umani) ne fanno le spese. Furgul scopre di essere un “bastardo” senza pedigree e non un greyhound di razza come la madre, ma scopre anche di essere figlio di Argal, un leggendario cane selvatico che vive nelle doglands. Un luogo dell'anima che, purtroppo, molti cani hanno perduto al posto di una ciotola di croccantini e della sterilità. Ma quelli sono cani senza palle (la lezione si presta bene pure per i gatti), lui è di un'altra razza, lui non accetterà mai di essere un cane in catene o di compagnia, con la coda tra le gambe e pronto ai comandi dei Grandi: “Qui! Dentro! Fuori! A cuccia!”, i quali, vedono i cani buoni per sponsorizzare la carta igienica o come regalo-giocattolo di compleanno e di Natale per i loro piccini. Così inizia l'epica violenta di Furgul che, aiutato dai suoi amici, sfida la morte affrontando mastini, bulldog, pit bull, lager canini, uomini foruncolosi, tatuati, ladri e assassini di cani, sempre alla ricerca di Argal e delle doglands, sempre di corsa, nel vento. Un romanzo emozionante che tutti, Grandi e Piccini, dovrebbero leggere.  

Recensione a cura di Giuseppe Casa


TRAMA: Di tutti i posti in cui un cucciolo potrebbe nascere, nessuno è peggiore di Dedbone's Hole, il campo di prigionia per i greyhound destinati alle corse. Se non hai tutti i requisiti di razza, non si limitano a farti fuori: ti gettano nell'abisso di una caverna. Furgul e le sue tre sorelline non hanno questi requisiti, a differenza della madre, che è una campionessa, e del padre, che è un fuorilegge. Ma Furgul ha troppi misteri da risolvere per arrendersi senza lottare: chi era suo padre? Cosa significa correre con il vento? Cosa, e dove, sono le Doglands? Sfidando la morte e affrontando qualsiasi ostacolo e nemico, Furgul corre lungo le Doglines in un'epica avventura verso l'ignoto. Erede della tradizione de "II richiamo della foresta" e "La collina dei conigli", Tim Willocks ci fa "entrare nella vita" di un cane, narrata attraverso i suoi occhi, e condita di paura ed eroismo, odio e amore.

Titolo Doglands. Storia di un cane che corre nel vento
Autore Willocks Tim
Prezzo di copertina € 14,00
Dati 2012, 224 p., brossura
Traduttore Buttazzi S.
Editore Sonda  (collana Idrogeno)

martedì, dicembre 13

Recensione de RELIGION di Tim Willocks

Recensione a cura di Martina Sartor:


"In Arabia si narra che, un tempo, tutte le rose fossero bianche."

Folgorata dalla personalità di Willocks, quando l'ho incontrato allo Sugarpulp a Padova, ho avuto conferma del suo talento leggendo questo romanzo, che mi ha altrettanto folgorato fin dal suo incipit.
La storia si svolge nel 1565 e narra il tentativo di conquista di Malta da parte dei turchi di Solimano il Magnifico. Se riuscirà nell'impresa, Solimano avrà le porte spalancate per la conquista dell'Europa meridionale. La strenua difesa dell'isola è in mano agli Ospitalieri, i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, meglio noti come "la Religione" e comandati dal Gran Maestro Jean de La Valette. La disparità tra le forze in campo è enorme, a tutto svantaggio dei maltesi. Quindi La Valette sa che dovrà ricorrere a qualcosa di eccezionale per avere una speranza contro i turchi. E la sua speranza ha un nome: Mattias Tannhäuser. Tannhäuser è un guerriero molto forte, ma la sua particolarità è che, rapito da ragazzo nelle pianure dell'Europa dell'est dai turchi stessi, ha militato per anni nel corpo scelto dei giannizzeri del sultano e quindi conosce molto bene il nemico. Ma Mattias è anche un uomo dalla forte personalità, che non si vende a nessun padrone. Ha lasciato ormai da tempo il suo compito al servizio del sultano e non sarà facile convincerlo a tornare in guerra. Solo una donna e un compito più importante della guerra per il controllo di un pezzo di terra potranno riuscirci.
Willocks mette in scena battaglie campali, raccontate con uno stile grandioso che riecheggia gli antichi poemi epici. Sembra quasi di respirare davvero l'odore della battaglia e di sentire il sapore del sangue. Ma la sua bravura sta anche nel costruire protagonisti che difficilmente si dimenticano: Tannhäuser e il fido compagno di battaglie Bors;, Carla e Amparo, le due donne che si contendono l'amore di Mattias; Orlandu, il figlio perduto; Ludovico, l'infida spia dell'Inquisizione. Personaggi descritti in modo vivido e a tutto tondo, con una prosa che nei momenti più alti diventa quasi poesia:

"Qui finisce il mio destino. Pure, anche nello scrivere la sua fine, un uomo può diventare una cosa piuttosto che un'altra. Anzi, forse soprattutto in quel momento."
Inoltre ogni particolare sia storico che dei personaggi è delineato con molta precisione, dando prova della grande cultura storica e generale che deve avere l'autore.
E' un bell'impegno leggere il libro di Willocks, un tomo di 800 e passa pagine, scritte in caratteri minuscoli. Ma ne è valsa la pena: è uno dei migliori romanzi storici che io abbia letto negli ultimi anni.



Voto 5/5

TRAMA: 1565: Solimano il Magnifico è a capo del più grande impero del mondo e vuole convertire l'umanità intera alla fede del Profeta. Ma nel mezzo di quel "lago turco" che è il Mediterraneo, un pugno di monaci guerrieri è deciso a resistergli. Per i turchi sono i "cani dell'inferno"; loro amano definirsi "la Religione": sono i Cavalieri di Malta. Ma la sorte dei Cavalieri sembra segnata: con i suoi settantamila soldati il gran sultano vuole spazzarli via. Nel frattempo, in Sicilia, una nobildonna maltese in disgrazia cerca di raggiungere la sua isola per ritrovare il figlio illegittimo che le è stato strappato alla nascita. Ma il Gran maestro dell'Ordine non consente l'accesso a nessuno che non possa combattere; anzi, per salvare Malta, ha bisogno di un guerriero d'eccezione. Il suo nome è Mattias Tannhauser, le sue origini sono oscure, per anni ha militato nell'esercito di Solimano. Mattias adesso è un uomo di pace e non sarà facile convincerlo a imbracciare nuovamente un'arma. A meno che non sia una donna a chiederglielo, una donna disposta a tutto pur di poter rientrare nell'isola dove è nata. Mentre il conflitto tra Islam e Cristianità assume i contorni dello scontro apocalittico, una madre disperata e un uomo reduce dall'inferno cercano un bambino senza nome e senza volto. E su di loro si allunga la mano insanguinata dell'Inquisizione...

Titolo Religion
Autore Willocks Tim
Prezzo di copertina € 22,00
Dati 2006, 823 p., rilegato
Traduttore Brovelli C.
Editore Cairo Publishing (collana Scrittori stranieri)



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domenica, novembre 13

INTERVISTA a Tim Willocks


VIRESCIR VULNERE VIRTUS

Cari Thrillerini, sono particolarmente contento oggi per essere riuscito, con la collaborazione di Corrado Artale, ad intervistare un'autore dal mio punto di vista molto interessante. Come sempre vi consiglio di cliccare Play e farvi trasportare dalle note di "God's Gonna Cut You Down" di Johnny Cash per leggere questa intervista a Tim Willoks, autore de "Il fine ultimo della creazione"







Da dove è nata la trama de “Il fine ultimo della creazione”?
Come psichiatra mi stavo occupando dello Stress Post Traumatico quando sull ‘ American Journal of Psychiatry lessi un articolo riguardante una terribile rivolta avvenuta nella prigione del New Mexico.
Mi resi conto che un ambientazione del genere, uno dei posti peggiori sulla faccia della terra, avrebbe potuto offrire non solo grande adrenalina, ma anche lo spunto per riflessioni di tipo etico , per contradizioni e paradossi e avrebbe permesso la creazione di grandi personaggi. Mi piace scrivere storie che si svolgono in un breve lasso di tempo, e avevo l’idea che il personaggio principale stesse per essere rilasciato proprio il giorno dello scoppio della rivolta ; questo avrebbe offerto spunti per sfide drammatiche e riflessioni morali ( e questa idea infatti è stata ripresa poi pari pari nel film “Con Air” con Nicholas Cage)


In pochi libri ho trovato una scrittura così potente, perfetta. Dove hai imparato a scrivere così? Autodidatta o corsi di scrittura? 

Non ho avuto nessun tipo di insegnamento particolare per quanto riguarda la scrittura, se non i normali corsi scolastici fino all’età di 15 anni. Da ragazzo scrivevo Western ( “all’Italiana” a dire il vero) e racconti di guerra e da lì è nata la mia passione. Amavo leggere e scrivere allo stesso modo, anzi, forse scrivere ancora di più perché durava più a lungo e potevo avere tutta l’azione e la violenza che volevo, per me non ce n’era mai abbastanza negli altri libri. E ancora oggi mi sento allo stesso modo.
Non ho mai seguito corsi di scrittura. Ho partecipato al laboratorio “Story” di Robert McKees ( 3 giorni) e ho letto i suoi libri, che raccomando per la grande analisi che fa del dramma, anche se il suo lavoro si rivolge principalmente a chi scrive soggetti cinematografici e non ai libri.
Come autore, trovo che sia fonte di grande ispirazione e di grande insegnamento incontrarsi con altri autori e parlare di scrittura. Per esempio al Sugarpulp ho visto Joe Lansdale, Massimo Carlotto, Matteo Strukul e Victor Gischlerl. Perciò trovo che l’incontro con altri autori sia meraviglioso e sono molto diffidente riguardo ai corsi che ti insegnano un metodo giusto o sbagliato, buono o cattivo, corretto o scorretto per quanto riguarda trama, stile e contenuti. La scrittura deve essere libera. Non è la fisica.
Ho letto un sacco di libri sul “Come si scrive”, ma non li ho mai trovati utili. L’insegnante migliore è un buon libro. Molti buoni libri. O meglio : non dovrei dire “ buoni libri” ma “ I libri che uno ama ”. Perché il “buono” è discutibile, cio che “ami” non lo è. La passione per la scrittura può venire solo da una grande passione per la lettura, e per questo i miei corsi di scrittura sono rappresentati dalle centinaia, probabilmente migliaia di libri che ho letto.



mercoledì, ottobre 12

Recensione IL FINE ULTIMO DELLA CREAZIONE di Tim Willocks

Recensione a cura di Diego Thriller:
Come al solito non sto li a raccontarvi la trama del libro che trovate sotto alla recensione. Vi dico solo le mie impressioni.
Poichè la guerra è la condizione naturale dell'umanità, La pace è sempre solo un preludio. 
Questa frase, che ho ritrovato anche in Meridiano di Sangue di McCarthy e che ho sempre condiviso, mi ha fatto capire subito di che pasta è fatto Tim Willoks! Il libro, oltre che scritto molto bene, contiene anche ottimi spunti per approfondire la conoscenza della psiche umana dei carcerati. Tim è riuscito, a mio parere, a farci conoscere quello che pensano veramente questi uomini, cosa provano, spiegandoci il perchè delle loro azioni. Tutti i personaggi sono tratteggiati eccezionalmente. Quello a mio parere più riuscito è il folle direttore del carcere Holmes, il quale, fin dalla prima volta che entra in scena, ha lasciato un segno indelebile nella mia mente. L'unico appunto che posso fare sta nel finale del libro, che a mio parere poteva essere più drammatico. Ma è solo una questione di gusti, anche perchè viene sicuramente sovrastato dalla potenza che l'autore mette in tutto il libro, libro il cui titolo e la cui copertina non potevano essere più azzeccati.


TRAMA:Texas, carcere di massima sicurezza di Green River. Duemilacinquecento detenuti rinchiusi in una gabbia di acciaio, granito e vetro, illuminata giorno e notte da una luce crudele. Una perfetta macchina punitiva che mette a nudo il colpevole in ogni momento della sua vita, facendo leva sulle sue fantasie paranoidi. Una concezione razionalista che dovrebbe garantire il funzionamento del potere, ma che non regge la prova dei fatti. Per questo, il direttore Hobbes decide nella sua coerente follia che è giunto il tempo di restituire la prigione ai suoi immondi abitanti, i quali, lasciati a se stessi, ristabiliranno una loro primaria morale. Ray Klein, medico condannato ingiustamente per lo stupro della fidanzata, da tre anni vive a Green River. È riuscito a sopravvivere alla violenza del penitenziario rimanendo fedele al motto: "Non sono cazzi tuoi". Poche parole scritte sullo specchio che rimanda la sua immagine ogni mattina. Da non dimenticare mai. Ed è riuscito a non impazzire lavorando nell'infermeria a fianco della psicologa Juliette Devlin. Ma il giorno in cui Klein ottiene la libertà vigilata, l'inferno di Green River prende fuoco. Il farneticante disegno del direttore sfocia in una rivolta di inaudita ferocia: assassini, rapinatori, stupratori bianchi scendono in guerra contro assassini, rapinatori, stupratori neri e latinos. Una lotta tribale di tutti contro tutti in nome della distruzione. Klein può rintanarsi nella sua cella e aspettare che l'apocalisse si consumi.


Titolo Il fine ultimo della creazione
Autore Willocks Tim
Prezzo di copertina € 18,50
Dati 2010, 461 p., rilegato
Traduttore Bagnoli K.
Editore Cairo Publishing (collana Scrittori stranieri)


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