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lunedì, gennaio 19

Recensione - "Anche i poeti uccidono" di Victor Gischler

Recensione a cura di Federica Belleri

"Anche i poeti uccidono" di Victor Gischler è il thriller edito da Meridiano Zero e recensito da ThrillerPages
Eastern Oklahoma University. Una ragazza muore, nel letto del suo professore; lei è Annie Walsh, lui è Jay Morgan, poeta in crisi. L'università è a corto di denaro e il velato razzismo contro gli afroamericani si percepisce con chiarezza. Chiedetevi di che "razza" è il rettore,  poi capirete cosa intendo. L'ultimo, polveroso e inutilizzato piano degli alloggi universitari è un mondo a parte, un rifugio, un nascondiglio, un'isola, dove si fanno incontri particolari, dove si "fuma" in santa pace, ci sono libri a volontà e si ascolta musica di ogni genere. Bussate alla sua porta e Valentine vi aprirà;  ah, non preoccupatevi di trovarlo nudo, per lui è normale...
Ma torniamo alla storia. La piccola cittadina è formata soprattutto da studenti, che possono rappresentare terreno fertile per il mercato della droga.

martedì, aprile 24

Recensione CORRI, UOMO, CORRI di Chester Himes

Voto 
Un altro bel noir anni '60, il secondo che leggo di Chester Himes e il primo che mi ha soddisfatto. L'altro che avevo letto si intitolava "Cieco con la pistola" e per me non c'è stato paragone, da tutti i punti di vista, dato che non l'avevo nemmeno finito. Ma questo l'ho divorato.

sabato, aprile 21

Recensione STANZE NASCOSTE di Derek Raymond

Voto 
Un libro fantastico, che è più di un' autobiografia, è un inno al genere noir.
Lo terrò sempre a portata di mano, come una sorta di libro di consultazione, tant'è che è il primo libro che ho sentito il bisogno di scarabocchiare, per segnarmi alcuni passaggi e alcune frasi citate dall'autore e che sicuramente mi hanno insegnato ad analizzare meglio le mie prossime letture.

mercoledì, gennaio 18

Recensione de ACQUA STORTA di Luigi Romolo Carrino

Ieri mi è arrivato il Acqua storta di Luigi Romolo Carrino. Verso le undici di sera, come mia abitudine quando ho un nuovo libro, gli ho dato una sbirciatina , così, tanto per leggere qualche frase, la trama. 
Alle due di notte chiudo il libro, perché l'ho finito.
Certo, sono poche pagine, ma come nella pittura, a volte una pennellata in più può rovinare il quadro, ed io questo libro l'ho trovato perfetto. Un romanzo breve ma di un impatto sorprendente.
L'amore tra due camorristi, un amore impossibile perchè l'onore della "Famiglia" è sopra ad ogni cosa e va rispettato, fino alla morte. 
Un libro dove la camorra viene usata solo

domenica, gennaio 1

Recensione de IL MUSEO DELL'INFERNO di Derek Raymond

Recensione a cura di Diego Thriller:

Mai un titolo è stato più azzeccato. Con questo libro Derek Raymond vi porterà dritti in un museo dell'inferno. 
La trama e l'assassino sono evidenti sin dalle prime pagine, sono messi in secondo piano, ma il suo realismo e la scrupolosa analisi della complicata personalità di Ronald ne fanno un ottimo libro.
Un vicino di casa un po' strano che forse tutti abbiamo avuto, di quelli che a volte si sentono nei tg, "un uomo apparentemente normale"ma che ha massacrato e ucciso più persone. Ronald Jidney fa parte di questi killer, all'apparenza un donnaiolo che cambia spesso partner , però non è uno di quelli che lascia le sue amanti, no, lui le uccide, e in modo atroce. "La mia esperienza delle donne, della bellezza, è troppo intensa per essere fatta direttamente; devo dissezionare e assorbire. Per fare quello che devo, la bellezza deve essere inerte".
Come sempre Raymond porta il lettore a braccetto nel male più assoluto.  Di solito l'assassino viene messo in secondo piano nei libri per dare maggior spazio alla risoluzione del "caso" , ma qui Ronald è il protagonista e l'autore ci svela "Il museo dell'inferno" che si trova nella sua mente. Non do il voto pieno perchè secondo me il suo migliore rimane "Il mio nome era Dora Suarez".

Voto 4/5

TRAMA: Ronald Jidney dà corpo alle sue visioni estetiche martoriando e uccidendo con dedizione totale le sue vittime, scomponendo e ricomponendo la loro carne come un artista fa con la materia, per affermarsi contro quella vita che l'ha maltrattato, con la certezza che "l'unico modo di scampare all'inferno è diventare l'inferno". Il Sergente della A14, sezione Delitti Irrisolti, si trova proiettato nell'indagine quasi per caso: un ex collega insospettito dal comportamento di un vicino di poche parole, una serie di donne scomparse, un'identità celata sotto nomi differenti. Esistenze avvolte da una patina di normalità così densa da poter offrire all'orrore il miglior nascondiglio. Emergono a poco a poco i particolari di un quadro terribile e angosciante, nitido eppure indecifrabile fino all'ultimo. Raymond, nel quinto romanzo della Factory, ci accompagna nei corridoi di questo museo dell'inferno per mostrarci gli insondabili abissi della natura umana, dove si nasconde la gelida tenebra di una mente omicida. Postfazione di Alberto Pezzotta.

Titolo Il museo dell'inferno
Prezzo € 14,00, brossura
Anno 2011 Pagine 224

domenica, ottobre 23

Recensione de IL MIO NOME ERA DORA SUAREZ di Derek Raymond

Recensione a cura di Diego Thriller:
Sin dalle prime pagine, il libro"Il mio nome era Dora Suarez", vi fa capire di che pasta è fatto. Le prime quaranta pagine contengono la descrizione minuziosa, a volte raccapricciante ed estremamente realistica, dell'assassinio di Dora e dell'affitta stanze ottantenne Betty Carstairs.
"La sollevò come se fosse un sacco dell'immondizia, e le fece sfondare la pendola accanto alla porta d'ingresso con una forza che neanche lui sapeva di avere. Dopo lo schianto di legno e vetri - La violenza inaspettata, il tonfo liquido della testa che si fracassava contro la cassa - la vecchia aveva emesso solo un gemito, gemello funebre di un singhiozzo: suono che eclissò ogni altro rumore, mentre moriva con la testa dentro l'orologio."
Questa è solo una piccola descrizione della morte di Betty; quella di Dora, la più agghiacciante, la lascio scoprire a voi, se deciderete di comprare il libro.
A indagare su questo omicidio viene chiamato un sergente della Factory di Londra, un uomo dal passato inquietante, al quale non viene mai dato un nome per tutto il libro. (Proprio ora, mentre scrivo questa recensione, cerco invano il suo nome in tutto il libro).
Sul luogo del delitto il sergente trova il diario di Dora , e leggendolo stabilisce un profondo legame con la povera ragazza indifesa, come se riuscisse a entrarle nelle ossa e nel cuore. Il sergente quasi se ne innamora e prende a cuore il caso, trasformandolo in una vera e propria vendetta.
Il caso Dora si collega anche ad un altro caso, quello di Roatta, che porterà il sergente a collaborare con l'altro poliziotto, Stevenson. Le indagini spingeranno i due a cercare il colpevole in un club, il Parallel, dove accadono cose da brivido. Derek Raymond vi trascinerà in una Londra fumosa in bianco e nero, lasciandovi per gran parte del libro senza respiro.
Vedete, questo a mio parere è tra i libri noir più belli che abbia mai letto. Sembra quasi che Raymond racconti una storia da lui vissuta, non inventata; riesce a commuovere, a infastidire, a turbare con quello che scrive.
Tratto da un'intervista fatta a Derek: "C’erano momenti in cui non riuscivo più a distinguere il male dentro di me da quello che creavo sulla pagina, la frontiera tra me stesso e quello che avevo evocato diventava sempre più indistinta".
Un libro per me merita 5 stelle quando riesce ad emozionare, quando è impossibile trovarvi un solo punto negativo: questo meriterebbe persino la stellina della lode!

TRAMA: Dora Suarez era perduta. Troppo bella per essere la donna di qualcuno, una puttana, un corpo malato e un'anima stanchissima: voleva morire; ma neppure lei si aspettava di finire dilaniata a colpi d'ascia, le sue membra sparpagliate e oltraggiate. E per il sergente che conduce l'indagine questo non può essere un caso come gli altri. Leggere il diario lasciato dalla donna, indagare fra le poche tracce della sua vita, significherà per il sergente confrontarsi con l'idea di un'innocenza violata, di una bellezza che non ha trovato protezione, di un equilibrio che non può essere ristabilito. Di un male radicale che irrompe ormai nel mondo, senza più argini.


Titolo Il mio nome era Dora Suarez
Autore Raymond Derek
Prezzo di copertina € 9,00
Su Amazon €7,65
Dati 2010, 254 p., brossura
Traduttore Pezzotta A.
Editore Meridiano Zero (collana Sottozero)

martedì, agosto 30

Recensione de ANCHE I POETI UCCIDONO di Victor Gischler

Il cadavere nudo di Annie Walsh, studentessa del primo anno, giace nel letto di Jay Morgan, professore di letteratura inglese della Eastern Oklahoma University. Dall'istante in cui Morgan decide di farlo sparire comincia per lui una frenetica girandola di eventi, Ginny Conrad, formosa e arrivista direttrice del giornale universitario, ha visto tutto e ha deciso di tacere in cambio di una spintarella nel mondo dell'editoria. Aggiungete un investigatore privato alla ricerca di Annie, una partita di droga trafugata, un boss con la sua gang che arriva al campus per un regolamento di conti, e un ex spacciatore che partecipa ad un reading di poesia. Avrete tutti gli ingredienti esplosivi della situazione.

Recensione di Pablo Seghezzi:
Un libro molto breve, decisamente scorrevole che ha avuto il pregio di conquistarmi dalle prime pagine fino alla fine... Sicuramente di un genere particolare, si potrebbe definire un noir decisamente ironico, a tratti esagerato e surreale ma sicuramente un'ottima compagnia ! Il protagonista si trova a dover fronteggiare molteplici guai, complici sicuramente gli strani personaggi che gli ronzano intorno, senza mai essere certo delle conseguenze di quello che farà! Una storia molto ironica, forse troppo poco noir ma sicuramente piacevole. Consigliato a chi cerca una lettura breve e leggera !

Voto 4/5

Titolo Anche i poeti uccidono
Autore Gischler Victor
Prezzo € 15,00
Dati 2010, 286 p., brossura
Traduttore Conti L.
Editore Meridiano Zero (collana Meridianonero)



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giovedì, giugno 9

Recensione de YELLOW MEDICINE di Anthony Neil Smith


Titolo Yellow medicine
Autore Anthony Neil Smith
Prezzo di copertina € 15,00
Dati 2011, 272 p.

TRAMA: Minnesota: fra i campi di granturco coperti di neve e il vento che fischia fra gli alberi Billy Lafitte cerca un nuovo inizio sulle pianure ghiacciate. È stato nominato vicesceriffo nella contea di Yellow Medicine, ma per uno come lui quel posto è solo un purgatorio. Perché Billy viene dal Golfo del Mississippi, è un uomo del Sud, tutto temperamento e testosterone, e fatica a capire le leggi rurali che regolano i rapporti fra gli abitanti delle terre del Nord e i Sioux dei casinò. In un universo popolato da perdenti e ubriaconi, medici alcolizzati e guardie del corpo corrotte, Lafitte è una mina vagante. E quando Drew, la ragazzina che gli ha acceso il sangue, gli chiede di rintracciare il suo fidanzato, non se lo fa ripetere due volte.Troverà Ian quasi subito in un dormitorio studentesco ma il ragazzo, che è a letto con un’altra, è già finito in un mare di guai: marchiato con un ferro da mandriani, è ora sul libro nero di una gang che sta progettando di fare del Minnesota la nuova raffineria di metanfetamine degli States. Ma se è vero che ogni indagine ha un prezzo, ficcare il naso in questa costerà a Billy molto caro, perché Ian e la sua nuova fiamma scompaiono e quando lui torna al college trova ad aspettarlo una testa mozzata e un manipolo di scalcagnati terroristi che ha l’obiettivo di ucciderlo.
Narrato in prima persona, intriso di humour nero e cinismo, Yellow Medicine è un formidabile pastiche di genere in cui la visione manichea e retrograda di un antieroe americano si fonde con le atmosfere dark della provincia più rurale e retriva. Ne emerge una storia che ha l’aroma ferroso del Thompson più crudele e l’onirica violenza di Fargo dei fratelli Coen.


La prima recensione su Thrillerpage di Michele Fiano, a cui do uno speciale benvenuto sul blog dei thrilleristi!!:

Non è semplice dare in pasto qualcosa di accattivante e originale ai cultori della letteratura di genere, soprattutto se i tuoi numi tutelari e, va da sé, gli autori verso la cui scrittura aspiri hanno i nomi — apprendiamo dal blog di Anthony Neil Smith — di James Lee Burke, James Crumley, Chester Himes, James Ellroy et similia. L’autore, al suo esordio in Italia, dà prova d’esserci riuscito, proponendo una storia che per la natura dei luoghi e dei personaggi nonché per l’inquietante e sottovalutato tema trattato, regalerà di sicuro agli estimatori di hard boiled ben strutturati delle ore di adrenalinico intrattenimento.
Possiamo considerare la vicenda narrata comparabile a quella che anima Notte di sangue a Coyote Crossing del collega Victor Gischler, altro autore di culto della scuderia Meridiano Zero. Anche inYellow medicine infatti spari ed esplosioni fanno da colonna sonora alle dinamiche narrative che scorrono a velocità sostenutissima su binari affini a quelli percorsi da Gischler. Ma il protagonista, Billy Lafitte, vice sceriffo della contea che dà il nome al libro, ha caratterialmente poco o nulla in comune con l’aiuto sceriffo di Coyote Crossing, Toby Sawyer, un personaggio decisamente positivo. Quello rappresentato da Smith invece non si può certo considerare uno stinco di santo: è un trentatreenne “duro come l’acciaio, un tripudio di baffi e basette” originario del Mississippi che a seguito del disastro provocato dall’uragano Katrina commette vergognosi atti illegali che lo costringeranno a cambiare aria e a dare un taglio col passato, nascondersi da esso e cercare di costruire un futuro migliore, ma non per il prossimo, solo per se stesso.
Cerca di dare una svolta alla sua vita, anche se con scarsi risultati, nel Minnesota; grazie ai favori del cognato, sceriffo della contea di Yellow Medicine, ottiene il posto di vice ma i blandi propositi di riabilitarsi vengono intralciati da una serie di eventi che, se in un primo momento appaiono come conseguenze degli intrallazzi che ha con i produttori locali di metanfetamina, si rivelano in realtà la fonte dei guai che lo scombussoleranno nel corpo e nell’anima per motivi del tutto inaspettati e impensabili.
In prima persona, Billy Lafitte, racconta dapprima come si fa strada nel nuovo ambiente, un Minnesota in disgelo primaverile e ancora maledettamente freddo, con una voce caustica che diverte in più occasioni il lettore; oltrepassa spesso — anche se per innocue incursioni — il confine di quella legalità che dovrebbe far rispettare. Insomma Billy è quasi feccia, quasi white trash, ma c’è gente peggiore di lui in giro, gente che cova un odio profondo: piccole cellule terroristiche inquietano ed invadono la tranquilla esistenza dell’americano medio, che non si aspetta che nel Minnesota gli estremisti musulmani creino grane, figurarsi ritrovarsi ad avere a che fare con attentati “a grappolo” nelle piccole contee o con le numerose teste mozzate che rotolano in vari frangenti del libro.
Forse la prova principale tra le tante sanguinarie sfide che affronta il vice Lafitte, è proprio il cercare di dimostrarsi un gradino al di sopra delle persone con le quali combatte in quella che è una vera e propria guerra che vede protagonisti i cattivi contro altri cattivi. Billy si chiede: vale la pena battersi per un ideale? O è meglio morire di noia? A noi lettori se capitano libri così avvincenti difficilmente toccherà la seconda alternativa.
Voto Thrillerpage:


Trovate Questo articolo pubblicato in originale su:

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Le recensioni sono personali, e noi non siamo dei critici ma dei semplici lettori. Aggiungendo commenti a questo post e facendo nuove recensioni aiuterete questo blog a bilanciare i giudizi. Grazie.

domenica, maggio 22

sabato, maggio 21

Recensione de REAL LIFE di Christopher Brookmyre

Titolo Real life
Autore Christopher Brookmyre
Prezzo di copertina € 17,00
Dati 2011, 400 p., brossura


TRAMA: Lo Spirito Nero è un mercenario omicida, l’incarnazione del terrorismo allo stato puro: nessun progetto di conquista o rivendicazione politica, semplicemente l’autore degli attentati più agghiaccianti degli ultimi anni. E ora ha in mente un obiettivo in terra britannica che farà dimenticare l’11 settembre.
Il bersaglio è ancora sconosciuto, ma i servizi segreti inglesi hanno saputo con certezza che si trova in Scozia. Fra i componenti della squadra speciale che viene approntata d’urgenza c’è Angelique De Xavia, tormentata e bellissima, letale nelle arti marziali, unica donna in una task force solo maschile.
Sarà grazie alle sue intuizioni e a una colorata banda di personaggi – un genio fallito dei videogame, una coppia di ragazzini terribili scappati da scuola e la vedova di un marito mai morto – che Angelique riuscirà a ricostruire l’identità dello Spirito Nero e a mettersi sulle sue tracce.
Con un intreccio magistrale e sanguinoso, spruzzato d’umorismo dark e sarcasmo, l’autore scozzese compone un plot ipercinetico che infila spettacolari sequenze d’azione e colpi di scena, false piste e vicoli ciechi, in un romanzo adrenalinico che cresce in modo esponenziale fino al pirotecnico finale a sorpresa.


Recensione di Michele Fiano:
Simon Darcourt ha una strana concezione della vita, soprattutto quella altrui. Non ha mai fatto del bene o perlomeno questo è quanto dichiarano le persone che hanno fatto parte della sua vita precedente, prima che diventasse uno dei terroristi più prezzolati e ricercati del mondo, sotto il nome di Spirito Nero.
Questo free lance del terrore considera la coscienza una pastoia che impedisce di fare ciò che più si desidera e frequenta persone innominabili, invischiate nei peggiori traffici e in innumerevoli attentati, gente che teme la pace come il cataclisma più insidioso.
Qual è lo spiegamento di forze che dovrà far fronte alla nuova minaccia del terrorista a contratto? Quale corpo speciale impedirà che sul suolo britannico si verifichi una tragedia dalle conseguenze ben peggiori dell'attacco dell'11 settembre?
Cristhopher Brookmyre ci sorprende affidando il compito al neopapà stressato Raymond Ash, ex mago dei videogiochi sparatutto, una poliziotta minuta ma esperta di arti marziali e due bambini convinti di avere a che fare con "mentalisti salamici"; è superfluo sottolineare quanto invece lo Spirito Nero sia scevro da qualsivoglia condizionamento religioso, dei fondamentalisti se ne frega, agisce in realtà per i soldi e soprattutto per il piacere di firmare i suoi attentati, così da ottenere — anche se nel totale anonimato — quei successi che non ha ottenuto in altri campi, quello musicale in particolar modo.
L'egocentrismo esasperante è solo una delle tare che appesantiscono il carattere di Simon e già dal primo capitolo emerge una delle sue idiosincrasie: il comportamento nel traffico dei TSS (Tristi Stronzi Suburbani) alle prese coi loro SUV dalle sigle impronunciabili, impegnati ogni istante a cercare di superare il TSS che li precede.
La scrittura spudorata e sarcastica che utilizza Brookmyre per tracciare le vicende di questo action thriller diverte il lettore sin dall'inizio; l'influenza filmica — l'autore ha esordito come critico cinematografico e alcuni suoi romanzi hanno destato l’attenzione di produttori hollywoodiani — è evidenziata dal plot che sembra disorientare in un primo momento, quando anche i personaggi principali appaiono indefiniti.
Ma è ai giochi multiplayer che impazzarono in rete negli anni novanta, come Doom o Quake III, che lo scrittore scozzese strizza l’altro occhio, quello che scruta nella realtà virtuale alla costante ricerca di nemici ai quali sparare o di trucchi da utilizzare per uscire dalle situazioni di pericolo. È ciò che capita a Raymond Ash, il principale antagonista di Simon , che è costretto ad affrontare prove nella vita reale ripescando dalla sua esperienza dei giochi in rete.
Quello di Christopher Brookmyre, riluttante a farsi accostare a esponenti del tartan noir quali Rankin e MacBride, non è solo un noir ben strutturato e spassoso, è una storia sull’evasione dalla realtà con ogni mezzo, senza curarsi dei sacrifici, in termini di vite umane nel caso di Simon e in termini di assoluta e cinica intolleranza verso una paternità stressante nel caso di Simon. Sacrificate qualche ora in acqua, tuffatevi sotto l’ombrellone a salvare migliaia di vite umane con gli eroi improvvisati di REAL LIFE™.

Voto Thrillerpage:


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UOMINI DA MANGIARE di Christine Leunens

Titolo Uomini da mangiare
Autore Christine Leunens
Prezzo di copertina € 14,50
Dati 2011, 176 p., brossura

lunedì, aprile 25

MISSIONE IN ALASKA di Mykle Hansen

Titolo Missione in Alaska
Autore Hansen Mykle
Prezzo di copertina € 13,00
Dati 2011, 160 p.
Editore Meridiano Zero (collana Primo parallelo)

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