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lunedì, luglio 8

Recensione SORDIDE NOTE INFERNALI di Roberto Mistretta

Recensione a cura di Patrizia Seghezzi

Una Sicilia "nera", descritta in maniera magistrale dall'autore. Un serial killer freddo, lucidissimo, che attorno al collo delle vittime lascia una corda di violino e accompagna ogni suo delitto con una melodia straziante e bellissima suonando appunto questo meraviglioso strumento.
Un commissario mezzo americano e mezzo siciliano, decisamente odioso in alcune scene, che percorrerà la sua personale discesa all'inferno nel cercare di risolvere questi casi.
Un libro che ti spiazza, ti incanala in vicoli ciechi, con un finale sicuramente da 10 e lode, uno dei migliori finali letti negli ultimi anni.
Scrittura serrata, intensa, emozionante, non riesci a staccare gli occhi dal libro.
Super consigliato

domenica, settembre 2

IL SOTTERRANEO di Stephen Leather

TRAMA: New York. Con una popolazione di circa quindici milioni di abitanti, è facile passare inosservati. Anche se sei un serial killer che tortura e uccide donne giovani, belle, di professione segretarie. L'assassino ha ora catturato una nuova vittima e la tiene prigioniera in un sotterraneo, da qualche parte in città. Ai detective del dipartimento di polizia Ed Turner e Lisa Marcinko tocca l'ingrato compito di passare al setaccio quei quindici milioni fino a trovare il colpevole, prima che sia troppo tardi. E questa volta sono sicuri di averlo individuato: si tratta dell'aspirante sceneggiatore Marvin Waller. È sempre più frustrato perché non riesce ad avere successo, e i poliziotti pensano che la rabbia possa averlo portato a uccidere, anche se lui non sembra minimamente preoccupato di averli alle costole.

martedì, agosto 14

Recensione DURI A MARSIGLIA di Giancarlo Fusco

Bellissimo! Piacevole, ironico, drammatico, cupo.. un solo e unico difetto: è breve! Una scrittura molto fluida,la narrazione mai monotona. La storia dell'Italia, una nazione abbigliata da "camicie nere ", l'arrivo del Fascismo. L'anarchia, una scelta per diversificarsi. E l'abbandono della propria famiglia e essere accolti in un'altra. La mafia, le regole delle "famiglie" mafiose e un alternanza di personaggi singolari. Si può cambiare nazione, nome, identità, stile di vita, ma ciò che siamo, il nostro "io" non cambierà mai, come non cambieranno mai le proprie origini. Un enigma, quanto di vero c'è in questo libro? Un velo di mistero aleggia intorno alla vita di Fusco,e noi resteremo col dubbio.

Recensione di Laura Angeloni

TRAMA: Duri a Marsiglia", scritto nel 1974, racconta le avventure (autobiografiche o no, non importa) di un adolescente italiano che si fa chiamare "Charles Fiori" e in poco tempo diventa "bambu", soldato di marciapiede della mala, sempre mantenendo il suo sguardo meravigliato e insieme finto-cinico. "Charles Fiori" si immerge a capofitto tra i gangster corsi, calabresi e via dicendo dai panciotti colorati, dai nomi assurdi e dai traffici molteplici, in guerre senza quartiere, nel gran respiro della città. E ne nasce, ha scritto Giovanni Arpino, "un "feullieton" inesausto, tutto giocato sull'onda del filone "nero" francioso, un po' Gabin e un po' teatro "d'abord", tanto cinema in sequenza e grani di Prévert sparsi qua e là."

Titolo Duri a Marsiglia
Autore Fusco G. Carlo
Prezzo di copertina € 12,50
Dati 2005, XXVI-192 p., brossura
Editore Einaudi  (collana Einaudi. Stile libero. Noir)
Disponibile anche usato a € 6,25 su Libraccio.it

mercoledì, luglio 11

Recensione RESURRECTUM di Gianfranco Nerozzi

Voto 
Il precedente "Genia" è stato una scoperta, questo è la conferma. Di cosa? Della bravura di un autore italiano che non conoscevo e che d'ora in poi non smetterò di leggere.
Più che un sequel ritengo Resurrectum un prequel, nel senso che assistiamo alla nascita e all'evolversi di un serial killer esorcista, alle sue paure e angosce.
Meno horror del romanzo precedente ma se possibile ancora più angosciante, ricco di emozioni forti, di cambi di rotta, di personaggi in lotta contro il Male vero, il Male puro.

mercoledì, aprile 4

Recensione UN GIOCO DA RAGAZZE di Andrea Cotti

Recensione a cura di Elisabetta Caramitti:
Voto 
Il lato peggiore di questo libro è l'avere preso una storia criminale reale, quella di Novi Ligure, e, dopo averla rimaneggiata molto poco, averla usata per costruirci una trama thriller. Le qualità più rilevanti di uno scrittore dovrebbero essere la fantasia, la novità, l'inventiva, sostenute da un impianto narrativo che tenga: qui fa più acqua delle falle del Titanic. E, come il Titanic, affonda miseramente.

martedì, febbraio 28

Recensione de TRILOGIA DELLA CITTA' DI K di Agota Kristof

Recensione a cura di Sara Bilotti   Voto *****/5 
Durante una guerra, La Guerra, due fratelli vengono catapultati in una realtà arida, disumana, brutale, e dovranno imparare a cavarsela da soli.
Impareranno a non provare fame, sete, dolore. Amore. E le loro vite saranno per noi un labirinto, da percorrere trattenendo il fiato, respirando solo dopo aver svoltato gli angoli.

mercoledì, febbraio 22

Recensione de NON MI UCCIDERE di Chiara Palazzolo





Recensione a cura di Patrizia Seghezzi    Voto ****
Primo libro di una trilogia horror originale e inquietante.
Una storia d'amore maledetta tra Mirta, la classica brava ragazza e Robin, l'"enfant terrible" della situazione, dannato e tossicodipendente. I ragazzi muoiono per una dose mal tagliata.

mercoledì, febbraio 1

TREDICI CENTESIMI di K. Sello Duiker

TRAMA: Opera prima di Sello Duiker, considerato tra i più promettenti autori sudafricani del dopo-apartheid, il romanzo racconta la storia di Azure, un ragazzino di tredici anni che in una "periferia del mondo" fa mille mestieri ma sopravvive principalmente prostituendosi. Il romanzo ha vinto il Commonwealth Writer's Prize nel 2001.







Titolo Tredici centesimi
Autore Duiker K. Sello
Prezzo di copertina € 10,00
Dati 2005, 160 p., brossura
Traduttore Fruner S.
Editore Cargo  (collana Biblioteca di Cargo)



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sabato, gennaio 21

Recensione de IN FUGA di Jim Thompson

Terzo romanzo di Jim Thompson che leggo, e questo è quello che mi è piaciuto meno.
Doc McCoy è un esperto in rapine alle banche, e ha deciso di tentare il colpo perfetto. Ma ci sono alcuni dettagli che ha tralasciato, come il fatto che Rudy Torento, il suo complice, non è semplicemente un traditore, ma anche un folle omicida, e che sua moglie Carol deve ancora imparare a comportarsi da professionista. E, peggio ancora, ha dimenticato che quando un crimine è particolarmente sanguinoso occorre organizzare una fuga "pulita".
Sicuramente un buon libro che però non soddisfa i miei gusti, dove a mio parere manca il carisma e la follia dei

lunedì, gennaio 16

Recensione de A SANGUE FREDDO di Truman Capote

Nella notte fra il 14 e il 15 novembre 1959, a Holcomb,sobborgo rurale del Kansas, vengono uccisi, a fucilate, a sangue freddo, Herbert Clutter, sua moglie Bonnie e i due figli minori, Nancy e Kenyon. Pur essendo una ricca famiglia di agricoltori, l'omicidio a scopo di rapina viene escluso: è risaputo che la famiglia non ha denaro, mai, in casa, per l'abitudine di pagare sempre e comunque con assegno, anche minime cifre. Vendetta? Nemmeno, perché la famiglia Clutter non ha, non può avere nemici, vista la considerazione in cui viene tenuta e gode la meritata stima di tutta la comunità. E' devastata tutta la piccola frazione,è ammutolita la contea, inspiegabile la ferocia di quella che viene considerata una vera e propria esecuzione. 

martedì, gennaio 3

Recensione de L'URLO di Andrea Salieri

Recensione a cura di Cristina Aicardi:

Dalla quarta di copertina " Attraverso gli occhi di un serial killer ,il senso della vita, della morte e dell'amore. Un surreale percorso esistenziale nel lucido delirio di una coscienza che si trascina verso l'autodistruzione".
Un viaggio nella mente di un serial killer che alterna momenti di spietata razionalità ad altri di delirante follia.Non solo la descrizione degli atroci delitti, ma anche e sopratutto riflessioni sui sentimenti e sui rapporti ,con una logica a volte contorta.Il tutto raccontato con un linguaggio decisamente originale ma che spesso può risultare alquanto ostico e di non immediata comprensione.



Voto 2/5

TRAMA: Attraverso gli occhi di un serial killer il senso della vita, della morte e dell'amore. Un surreale percorso esistenziale nel lucido delirio di una coscienza che si trascina verso l'autodistruzione. Un uomo la cui vita oscilla tra l'inutile tragicità del moderno vivere e il folle, quasi anacronistico, incanto della poesia. Uno spietato carnefice e tuttavia egli stesso vittima della mediocrità dell'esistenza, dell'umana indifferenza, del quotidiano squallore.


Titolo L' urlo
Autore Salieri Andrea
Prezzo € 8,50
Dati 2005, 104 p., 2 ed.
Editore Edizioni Clandestine  (collana Narrativa tascabile)



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sabato, dicembre 31

Recensione de IL COMMISSARIO DELLA TARTUFAIA di Pier Magnan

Recensione a cura di Cristina Aicardi:

Autore molto conosciuto in Francia, Magnan ambienta i suoi libri in Provenza, questo in particolare in un piccolo centro della Haute-Provence, alla base delle Alpi. Un piccolo borgo che è rimasto ancorato alle vecchie tradizioni, usanze e credenze , nel quale la vita scorre con ritmi lenti ed antichi. Un paese nel quale la vita sembra scorrere tranquilla, se non fosse per i rancori e le vendette che attraversano gli animi dei suoi abitanti sferzandoli come un folata di Mistral, il vento che colpisce il paese e ne sconvolge i ritmi.Con una prosa ricca e abbastanza lenta, anche se non scevra di qualche guizzo ironico, Magnan descrive accuratamente la vita, i suoni e gli odori di questo borgo scolvolto da una serie di brutali omicidi. Il protagonista è il Commissario Laviolette, che risulta abbastanza simpatico anche se, a mio parere, rimane una figura poco definita..Tra tutti i personaggi, quella che risulta senza dubbio irresistibile è Roseline. Femmina tenace, ostinata, imbattibile nel suo lavoro,simpatica e a suo modo affettuosa ,la prima che "fiuta" che qualcosa di orribile è stato commesso : una scrofa da tartufi di grande valore!!
Un giallo basato sull'investigazione classica, nonostante qualche apparizione della polizia scientifica, decisamente poco coinvolgente e troppo descrittivo per i miei gusti.

Voto 3/5

TRAMA: Il commissario Laviolette, arrivato a Banon per gustarsi un'omelette ai tartufi, si trova inaspettatamente a dover risolvere l'ennesimo enigma. Un covo di hippy assassinati, una scrofa di nome Roseline e uno spiacevole incidente nei pressi di una tomba protestante sono gli originali elementi di questa vicenda. In un crescendo di suspense, fino alla quasi inaspettata soluzione del delitto, il lettore può tornare a immergersi nella vita di provincia che Pierre Magnan sa descrivere in modo impeccabile.


Titolo Il commissario nella tartufaia. Le inchieste del commissario Laviolette. Vol. 2
Autore Magnan Pierre
Prezzo € 9,00
Dati 2005, 253 p., brossura
Traduttore Gut E.
Editore Robin  (collana I luoghi del delitto)



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lunedì, dicembre 12

Recensione de AMERICAN PSYCHO di Bret Easton Ellis

Recensione a cura di Cristina Aicardi:

Un romanzo crudele, non tanto e non solo per gli efferati omicidi commessi dal protagonista , ma soprattutto per la descrizione del vuoto assoluto nel quale si muovono i protagonisti. Feroce e mai compiaciuta descrizione di una generazione, quella degli yuppies degli anni 80, che aveva fatto dell'apparire la propria ragione di vita. Un mondo indifferente a tutto e a tutti,dove non c'è compassione, partecipazione , comprensione, ma solo disprezzo per chi non "ha. Il protagonista è un folle, ma gli altri non sono da meno- E' un mondo che pare finto..come è possibile che anche quando il protagonista confessa i suoi omicidi nessuno lo ascolti?E' un mondo dove nessuno si fa domande anche perchè non saprebbero darsi delle risposte e neanche sono interessati a farlo, tutti presi da discussioni effimere sull'abbigliamento e sul miglior ristorante dove far sfoggio della propria carta di credito platino.Un mondo talmente finto , spersonalizzato, dove tutti sono in fondo uguali ed infatti i protagonisti faticano e riconoscersi, confondendo visi e volti dentro i capi firmati. Una realtà dove il dolore più grande è rendersi conto che il proprio biglietto da visita non è poi così raffinato come si credeva. Un mondo fatto di nulla..dal quale non c'è uscita ,non c'è finale .....this is not an exit.

Voto 4/5

TRAMA: Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la migliore cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Ma la sua vita è ricca di particolari piuttosto inquietanti e quando le tenebre scendono su New York, Patrick Bateman si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato.


Titolo American Psycho
Autore Ellis Bret E.
Prezzo di copertina € 13,00
Dati 2005, 522 p.
Traduttore Culicchia G.
Editore Einaudi (collana Super ET)



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lunedì, settembre 26

Recensione de RUGGINE di Stefano Massaron

Negli anni Settanta in un cortile di un agglomerato-alveare della periferia milanese, una banda di bambini si ritrova ogni giorno a giocare. Sono figli di immigrati meridionali, e nella banda ci sono ragazze, fratelli minori e capi. Il luogo magico è per i bambini il capannone della ditta di recupero di materiali ferrosi che sorge nelle vicinanze e i bambini sono gli unici a sapersi orientare al suo interno. Poi un bambino scompare. Qualche settimana prima una bambina era stata ritrovata morta. I sospetti cadono su una specie di scemo del villaggio che però per i bambini è innocente...

Recensione di Maria Luisa Lamanna:
Riletto in funzione della visione del film, riprovo le stesse forti emozioni della prima lettura. Argomento scomodo, atroce, da incubo notturno: il Mostro, terrificante figura che invade e sconvolge l'infanzia di un gruppo di ragazzini nell'estate del '77. Da allora tutto cambia o forse tutto si cristallizza in quello spazio di tempo. Dopo decenni Cinzia e Sandro, attraverso salti temporali, raccontano la loro spensierata normalità vissuta all'ombra di un deposito di rottami dove l'unica, certa presenza è la ruggine, che compare costantemente durante tutto l'evento sconvolgente. Dove il dolore unisce il gruppo, che compatto prova a cercare e sconfiggere il mostro. Pag. 67 " L'hanno trovata. Non lo disse a voce alta, ma fu come se una saetta di silenzio avesse attaversato il cortile, cancellando all'istante ogni altro rumore. I maschi, intenti a litigare per una rimessa laterale, smisero immediatamente di berciare e si voltarono verso la piccola piattaforma che ospitava la centralina dell' Enel. La Cì smise immediatamente di arrotolarsi l'elastico intorno ai polsi e sollevò lo sguardo sulla Betta- Quando,- disse con un filo di voce. Tonio il rosso e Carmine erano già lì, il pallone dimenticato in un angolo del riquadro di cemento. Gli altri stavano arrivando intorno alla centralina, rapidi, silenziosi come una pupilla che si restringe per una luce improvvisa.- Quando,- ripetè Carmine. Quella era l'unica domanda che avesse un senso. A nessuno venne in mente di chiedere qualcos'altro perchè, al contrario dei grandi, i bambini degli Alveari sapevano benissimo dove era stata trovata la piccola. Non c'era altro luogo possibile. Il ricordo dellla sera prima era ancora troppo vivo; l'avvenimento aveva occupato i bisbigli e le parole non dette di tutta la giornata, aggrovigliandosi al caldo e al sudore insolitamente nervoso delle innumerevoli partite di calcio: i bambini della banda degli Alveari, ognuno nel proprio letto, erano rimasti ad ascoltare le mamme strillarsi disperate l'allarme da un balcone all'altro, poi a osservare il bagliore delle torce elettriche filtrare dalle fessure delle tapparelle mentre i papà passavano tra i cortili chiamando a gran voce Margherita, Margherita, Margherita. - Quando,- insistette Carmine.- adesso, - disse la Betta". Dicevo voci narranti Cinzia e Sandro e il Mostro, Lui c'è, vive, parla, come se ce ne fosse bisogno, e invece sì, perchè parlata da Lui la storia non è cronaca sterile ma la descrizione del Male, quello vero.Pag 72 "Dimmi come ti chiami, dimmi che mi ami. Con mano esperta, solleva la gamba della bambina prendendola da sotto il ginocchio e la lascia ricadere per constatare il rigor mortis. Nel farlo, gliela scosta leggermente, e subito tenta di scacciare il ricordo della penetrazione, la sensazione di allargamento, di sfondamento, di meraviglioso possesso. Non ci riesce, e sente dentro di sè l'inizio pallido e vagamente doloroso di un'erezione distratta." Scrittura secca, cruda , penetrante. Ti inchioda alla pagina, incerto se sostare o leggere ancora. Come l'autore intitola molti capitoli un TempoFermo.

Voto 4/5

Titolo Ruggine
Autore Massaron Stefano
Prezzo di copertina € 9,50
Dati 2005, 238 p., brossura
Editore Einaudi (collana Einaudi. Stile libero)

venerdì, settembre 23

Recensione de CON LA MORTE NEL CUORE di Gianni Biondillo

Chi ha sparato all'ispettore capo Lanza del commissariato di Quarto Oggiaro? L'ispettore Michele Ferraro è alle prese con uno dei più difficili casi che gli siano mai capitati. Perché, in quella periferia milanese dove tutti si conoscono e dove è quasi impossibile distinguere gli innocenti dai colpevoli, sta succedendo qualcosa di grosso. Cosa c'è dietro? Che parte ha il Baffo, un sognatore finito a fare il barbone? E che strani intrecci si sono formati tra le mafie pugliesi, calabresi e slave? Ferraro indaga, facendo quotidianamente i conti con i suoi malumori, con l'ennesimo tentativo di prendere una laurea, e con il popolo minuto di una città raccontata con durezza sarcastica e simpatia contagiosa.

Recensione a cura di Patrizia Seghezzi:
Torna l'ispettore Ferraro, più in forma che mai.
Le scene di delirante ironia già pregustate nel precedente romanzo in questo diventano semplicemente capolavori. Memorabile la scena del collegamento TV tra Roma e Milano dopo una violenta sparatoria e quella delle pantegane.
I colleghi Lanza e Comaschi, da semplici spalle nel precedente romanzo diventano anche loro protagonisti con la loro umanità, le loro meschinità, diventano persone vere.
L'ispettore, sfigato, separato con una bimba, diventa nostro amico, il vicino di casa chde vorremmo avere, uguale a tante persone che magari conosciamo davvero.
Procedo con Ferraro... gran bella figura.



Voto 4/5

Titolo Con la morte nel cuore
Autore Biondillo Gianni
Prezzo di copertina € 16,00
Dati 2005, 448 p., brossura
Editore Guanda (collana Narratori della Fenice)
Disponibile anche in ebook



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domenica, agosto 28

Recensione di BACIAMI GIUDA di Will Christopher Baer


Ex poliziotto radiato dal corpo, tossicodipendente, perseguitato dal ricordo della moglie morta in circostanze mai chiarite, Phineas Poe non è al massimo della forma quando esce dall'ospedale psichiatrico in cui è stato ricoverato per sei mesi. Quella sera stessa in un bar incontra la bella e misteriosa Jude. Vestito rosso, capelli neri, un corpo affilato come un coltello, la donna accetta di seguirlo nella sua camera d'albergo per una manciata di dollari. Poe si risveglia solo, in una vasca da bagno piena di ghiaccio, con uno squarcio malamente ricucito sul fianco e un rene in meno. Jude non gli ha però rubato solo un rene, ma anche il cuore. Così Phineas Poe si mette in caccia, la mente confusa e il corpo straziato, senza sapere neppure lui se a guidarlo sulle tracce della donna sia la vendetta o l'amore. A partire da una classica leggenda metropolitana, Baer ha dato forma a un romanzo selvaggio e allucinato, intriso di un tenebroso romanticismo, che innova radicalmente il genere poliziesco spingendosi oltre i confini del noir.


Recensione di Ferdinando Pastori:
In "Baciami Giuda", l’anti-eroe nichilista e autodistruttivo Phineas Poe da poco dimesso da un ospedale psichiatrico, deve fare i conti con una fra le più inflazionate leggende metropolitane. Dopo una notte di sesso con una misteriosa sconosciuta, infatti, si risveglia immerso in una vasca di ghiaccio con una profonda cicatrice sul fianco e un rene in meno. Costretto a imbottirsi di droghe per sopportare il dolore, confuso e vittima di allucinazioni, l’ex poliziotto si mette sulle tracce della ragazza animato da sentimenti contrastanti, sospeso fra il desiderio di vendetta e l’attrazione che spesso finisce per legare vittima e carnefice.
La prosa di Baer (tutto in prima persona e senza veri e propri dialoghi) è asciutta, il ritmo nervoso e la sintassi decisamente poco organica, ma sicuramente efficace. Baer non si risparmia e non concede tregua nemmeno al lettore ("Scrivo più internamente che posso […] cerco di guardarmi dentro e rovesciarmi come un guanto, cerco di non fermarmi in superficie, ma di arrivare sottopelle per trovare la nausea, la vertigine, la smarrimento che spesso condiziona i rapporti personali. Ho la difetto di concentrarmi sui dettagli viscerali, sul dolore sotto la pelle"). Continui colpi di scena riescono a mantenere alta la tensione e Baer sembra quasi divertirsi a mescolare le carte, invertire i ruoli i ruoli trasformando i buoni in cattivi e viceversa, il tutto sorretto da un dissacrante humour nero e da un continuo alternarsi fra realtà e dimensione onirica.
Alla luce di queste considerazioni "Baciami Giuda" non può essere considerato un semplice Noir come può sembrare a prima vista (è lo stesso autore a confermarlo quando afferma che (“…non è mai stato il mio fine ultimo quello di scrivere noir, nonostante i libri e i film attorno a cui gravito tendano spesso in quella direzione"), ma molto di più. Un romanzo spietato e commovente, tenebroso e romantico, inizia come un giallo e si trasforma in una attenta e profonda analisi psicologica dell’uomo e delle sue passioni/ossessioni. Sentimenti contrastanti, spinti all’eccesso, distruttivi e catartici al tempo stesso.


Titolo Baciami Giuda
Autore Will Christopher Baer
EditoreMarsilio (CollanaBlack)
Data uscita 20/04/2005
Pagine291, brossura
Lingua Italiano

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sabato, agosto 27

Recensione de PAZZA DA UCCIDERE di Jean-Patrick Manchette


Thompson è un killer professionista e qualcuno lo ha incaricato di uccidere un bambino, Peter, destinato erede di una vera fortuna, un marmocchio collerico e viziato. Julie ha avuto un'infanzia difficile, un'adolescenza travagliata e dopo cinque anni di cure psichiatriche sembra stare bene. A lei è affidato il compito da fare da bambinaia al ragazzino. E se fosse un modo per eliminare il bambino e far ricadere su di lei la colpa? Il romanzo è stato pubblicato a puntate sul "Corriere della Sera" nell'estate del 2004.


Recensione di Antonia Dettori:
Il signor Hartog è un uomo ricchissimo ma anche generoso, abita in una grande villa dove oltre a suo nipote Peter, gran parte della servitù è composta da folli personaggi, malati e storpi, forse qualcuno normale si intravede ma non ne sono troppo sicura. Ma che persona è il ricchissimo Hartog che assume solo personaggi alla deriva?
L’assurda figura di Julie che deve badare al piccolo Peter, futuro erede di una grossa fortuna economica, è ampiamente descritta in questo romanzo noir di Manchette. Questa protagonista con una vita travagliata alle spalle, viene fatta dimettere da un ospedale psichiatrico, è la vittima di un piano criminale ben architettato.
Che cosa mi ha colpito di questo autore? Sicuramente lo stile della sua scrittura asciutta, senza fronzoli. E’ terribilmente preciso quando racconta una sparatoria, un ferimento ma lo fa in un modo così “normale” che il lettore non è infastidito da tanta violenza.
Il mio giudizio è di tre stelle per il finale, non mi ha convinto. L’autore a mio parere poteva trovare qualcosa di meno scontato, ma a un certo punto del libro era più che evidente chi era il mandante di quest’azione criminale. Se la trama scorre così bene compresa la particolarità delle caratteristiche personali di un gruppetto di gangster perché allora chiudere in un modo così scontato? Senza contare che questa anticipazione viene fornita anche nella quarta di copertina!

Voto 3/5

Titolo Pazza da uccidere
Autore Manchette Jean-Patrick
Prezzo di copertina € 10,00
Dati 2005, 168 p., brossura
Traduttore Bernardi L.
Editore Einaudi (collana Einaudi. Stile libero. Noir)

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domenica, agosto 7

Recensione de IL MANUALE DEL CONTORSIONISTA di Craig Clevenger


Le overdose di Daniel Fletcher si possono contare sulle dita della sua mano sinistra, dato che in quella mano di dita ne possiede sei. Daniel Fletcher è anche Christopher Thorne o John Vincent o Vincent Dolan o Eric Bishop, o qualsiasi altra combinazione gli venga in mente quando gli chiedono l'identità. Del resto la sua arte è quella del falso: falsificare ogni tipo di documento, dalle carte d'identità ai certificati di matrimonio. Craig Clevenger offre con questo libro un noir crudo e cattivo.

Recensione a cura di Cristina Aicardi: 
Una narrazione sobria, stringata ed incisiva che catttura sin dalla prima pagina e ci trascina nella vita di un uomo che nasce con un'anomali alla mano sinistra...e una particolare propensione all'osservazione del prossimo, alla contraffazione ed all'imitazione. Non è solo la sua mano che vuole nascondere, ma la sua abilità e i suoi "spaccadio" senza rimedio, lancinanti dolori senza causa apparente che lo portano vicino a fatali overdose. Tutto questo lo porta a trasformarsi nel contorsionista del titolo , con una vita spesa a nascondersi, a mimetizzarsi ed a fuggire dal passato e dagli i ingranaggi di uno stato che lo vuole giudicare, analizzare, incasellare. una vita spesa a inventare nuove vite, per dimenticarsi la propria. Clevenger riesce a farci intrufolare nella mente del protagonista, creando sin da subito una grande empatia e costruendo un noir atipico, pieno di melanconia e dolore, ma assolutamente affascinante.
Voto 4/5

Titolo Il manuale del contorsionista
Autore Clevenger Craig
Prezzo di copertina € 15,00
Dati 2005, 257 p., brossura
Traduttore Caronia A.
Editore Mondadori (collana Strade blu. Fiction)


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venerdì, luglio 15

Recensione de L'ASSASSINO CHE E' IN ME di Jim Thompson


Recensione a cura di Diego Thriller:Bene, per leggere questo libro dovete adottare la voce strascicata classica del Texano, il che, già,  mi ha divertito parecchio e mi ha fatto entrare nel personaggio che Thompson ci descrive usando la prima persona.Fantastico! Entrerete nella vita di Lou Ford, no, anzi, di Looooooou Fooord, vice sceriffo della piccola cittadina di Central City, Texas. Giovane trentenne, cappello sempre in testa, camice dai colori anni 50', farfallino e l'immancabile sigaro in bocca!!

martedì, maggio 24

Recensione de CANE MANGIA CANE di Edward Bunker

Titolo Cane mangia cane
Autore Bunker Edward
Prezzo di copertina € 13,00
Dati 2005, 330 p.
Traduttore Turchetti E.
Editore Einaudi 
(collana Einaudi. Stile libero)

Dopo gli anni passati a San Quintino, Troy Cameron è un uomo consapevole che ormai per lui c'è posto solo nell'"underworld"; nemmeno la classe sociale a cui appartiene lo ha messo ai ripari dai maltrattamenti di un padre ricco professionista di Beverly Hills, ma alcolizzato e violento, che poi ucciderà rimanendo segnato per tutta la vita. Solo una cosa Troy non aveva messo in conto: il mondo della malavita è cambiato. Più che dalla follia omicida di Mac dog Mc Cain, anche se resa incontrollabile dalla cocaina, il buon senso dei criminali vecchia maniera è minacciato dalla delinquenza delle gang nere dei ghetti di Los Angeles, inselvatichite dalla droga e dall'emarginazione, ma comunque vittime dell'abbandono e della mancata infanzia.


Recensione a cura di Diego Thriller:
Un libro per stomaci forti, perché sin dalle prime pagine Bunker ti fa capire di cosa si parla in questo libro:
Mac Dog Mc Cain è in casa, solo, strafatto di cocaina che si è sparato in vena. Arriva la sua fidanzata con la figlia e hanno un piccolo e banale litigio, per cui la fidanzata vuole indietro la sua carta di credito. Qualche minuto dopo il FOLLE Mac Dog, dopo una breve scazzottata con la fidanzata, la uccide sgozzandola sul pavimento, lei chinata prona e lui seduto sulla schiena le taglia la carotide lasciandola in un lago di sangue. Mentre guardava la tv, destata dalle grida della mamma, la piccola figlioletta va in suo soccorso, ma il FOLLE uccide anche lei soffocandola col cuscino e si addormenta subito dopo colpito dalla fase down della droga, aiutato da una dose da cavallo di valium.. Il giorno dopo quando si sveglia mette i due cadaveri in freezer, prende la carta di credito e va ritirare la macchina dal meccanico.
Se questa scena è troppo forte, non prendete in considerazione di leggere questo libro!!!
Ma andiamo avanti, Mac Dog e Diesel stanno aspettando il rilascio dal carcere del personaggio principale del libro, Troy, per mettere a segno delle rapine al quanto originali, si tratta di rubare soldi e droga ai malavitosi. Certamente sono azioni ad alto rischio ma perlomeno si abbassa il rischio di essere denunciati alle forze dell'ordine anche perché per i tre amici sarebbe la terza condanna, che con le nuove leggi Americane porta direttamente all'ergastolo.
In questo libro a mio parere Bunker mette in evidenza meglio le caratteristiche dei personaggi e le loro vite piuttosto che le azioni di rapina che sono altrettanto molto ben costruite.
Troy è il capo della banda, benvoluto dagli altri due complici, un uomo colto, intelligente e saggio, il pianificatore e il punto di riferimento del trio. Ma come capo è anche quello che prende le decisioni di tutto, decisioni che ogni giorno che passa sono sempre più difficili da prendere, ma che ha l'obbligo di portare a termine calpestando anche la sua stessa coscienza.
Mac Dog, un'infanzia che non si augura a nessuno, pestato e torturato dalla madre, può concedersi solo una vita da criminale tra droghe, riformatori e carceri. Per sopravvivere e stanco di essere sopraffatto, diventa un folle, la sua prima follia la compie al riformatorio prendendo a mazzate in testa,nel sonno, un negro che lo minacciava, togliendogli buona parte del suo quoziente intellettivo e dell'uso della parola.
E infine il grande Diesel, grande perché davvero è un gigante. L'unico del trio che dopo il riformatorio ha una parvenza di vita normale, una moglie, un figlio piccolo, un mutuo da pagare, un po di soldi  e un lavoro. Certo, un lavoro normale e uno extra un tantino illegale, ma dopo la vita che ha avuto non si può cambiare così drasticamente.
Pag.122 "La loro amicizia risaliva a vent'anni prima, e sebbene talvolta avessero avuto da discutere, ognuno sapeva per certo che l'altro era un amico fidato. Una certezza che raramente può vantare chi appartiene alla borghesia. Non c'era alcun gioco delle apparenze tra di loro, e non ne avvertivano la necessità, poichè nessuno dei due giudicava l'altro per alcun motivo; erano amici come soltanto i ladri riescono ad esserlo."
Sono questi tre amici che danno vita a "Cane mangia cane", un bel libro realistico, profondamente noir, dove l'autore trasmette perfettamente le emozioni dei personaggi e ci dipinge il mondo criminale americano!
Vi piacciono i libri duri? Allora non perdetevelo!!

Voto Thrillerpage: 


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