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venerdì, ottobre 24

Recensione - "Le inutili vergogne" di Eduardo Savarese

Recensione a cura di Patrizia Seghezzi

"Le inutili vergogne" di Eduardo Savarese (Edizioni E/O) è il libro recensito oggi da ThrillerPages
Questo è uno di quei libri che ti rimangono dentro a lungo, per l'argomento, trattato con delicatezza e rispetto, per le parole che fanno riflettere, che vanno assaporate e lette più e più volte.
L'amore descritto in tutte le sue forme, sano e malato, sacro e profano, in un caleidoscopio di emozioni, frustrazioni, tra donne, uomini, trans e in sottofondo la Chiesa, che perdona e che pecca a sua volta.
Personaggi straordinari popolano questo splendido libro: Benedetto, ginecologo ("ma non si è specializzato in ginecologia soltanto per non avere peni tra le mani" cit.) omosessuale, collezionista di Barbie tra i più rinomati, con pezzi da esposizione, e davanti alle quali trova un suo personale piacere; Nunziatina, trans che sogna l'intervento che la porterà ad essere una donna e nel frattempo si ritiene incinta ("se io trovo una persona che mi possiede, che mi appartiene, qui dentro io mi sento automaticamente incinta" cit.); zia Gilda, personaggio quasi da melodramma, sposa infelice e mancata amante ancora più infelice, ossessionata da Cristo, dal suo corpo; padre Vittorio, responsabile di un centro dove vengono accolte donne a rischio, innamorato di Benedetto ("ti ho trattenuto a me, nelle tue paure. Perdonami. L'amore tra noi creature è azzoppato, sempre." cit.); Gaetano, il grande amore della vita di Benedetto, dipinge le ali degli angeli.
Sicuramente uno dei migliori libri letti negli ultimi anni.

martedì, maggio 27

Recensione - “A.R.C.A. - Il risveglio di Pito” di Matteo Marchisio e James Alvaro Silvio Arata

“A.R.C.A. - Il risveglio di Pito” di Matteo Marchisio e James Alvaro Silvio Arata è il thriller fantascientifico recensito oggi da ThrillerPages. Clicca qui e leggi la trama e le note sugli autori
Che bello! Finalmente anche in Italia possiamo fregiarci di avere un romanzo fantascientifico allo stato puro, parliamo di ARCA – Il risveglio di Pito, opera prima del giovane duo composto da Matteo Marchisio e James Alvaro Silvio Arata.
Lo diciamo subito, per gli amanti del genere è un libro più che consigliato, da non perdere assolutamente anche perché di così interessanti e intriganti non se ne vedono quasi mai, almeno in Italia.
I punti di forza del romanzo sono incentrati essenzialmente su quattro perni essenziali, quattro capisaldi, ovvero la costruzione dei personaggi, il pathos della trama, il linguaggio e lo stile e il rispetto della tradizione.

sabato, marzo 8

Recensione NEL FUOCO di Preston & Child

Recensione a cura di Patrizia Seghezzi

Pendergast lo adoro da sempre, dal primo libro che ho letto sino ad oggi, con gli autori che alternano capolavori a brutture deliranti. Ma io sempre lì, ad aspettare impaziente di sapere cosa il mio Pendergast farà per stupirmi ancora una volta.
In questo libro le sue intricate e quantomeno bizzarre vicende personali vengono messe da parte per lasciare spazio a un quasi nuovo personaggio (già apparso precedentemente in maniera superficiale), Corrie Swanson, la nuova "protetta" di Pendergast, allieva dell'Accademia di polizia e abbastanza incline a cacciarsi nei guai per la sua smania di sapere, di indagare, di andare oltre.
Il libro a volte scade un po' nella mediocrità degli argomenti, il piromane che non si riesce a catturare, la mega tormenta di neve che si abbatte sul luogo nel momento esatto della risoluzione dei casi, il commissario che invoca l'aiuto di Pendergast nonostante un atteggiamento iniziale diffidente per non dire ostile. 
Nonostante ciò il libro è scorrevole, godibile e lascia ampi spazi aperti al prossimo evolversi degli eventi, come se gli autori si fossero presi una sorta di "pausa" dalle vicissitudini personali di Pendergast lasciandoci con il fiato in sospeso.
E noi aspettiamo.

domenica, febbraio 9

CI RIVEDIAMO LASSU' di Pierre Lemaitre

TRAMA: Sopravvissuti alla carneficina della Grande Guerra, nel 1918 Albert e Edouard si ritrovano emarginati dalla società. Albert, un umile e insicuro impiegato che ha perso tutto, proprio alla fine del conflitto viene salvato sul campo di battaglia da Edouard, un ragazzo ricco, sfacciato ed eccentrico, dalle notevoli doti artistiche. Dopo il congedo, condannati a una vita grama da esclusi, decidono di prendersi la loro rivincita inventandosi una colossale truffa ai danni del loro paese ed ergendo il sacrilegio allo status di opera d'arte. "Ci rivediamo lassù" è il romanzo appassionante e rocambolesco che racconta gli affanni del primo dopoguerra, le illusioni dell'armistizio, l'ipocrisia dello Stato che glorifica i suoi morti ma si dimentica dei vivi, l'abominio innalzato a virtù. In un'atmosfera crepuscolare e visionaria, Pierre Lemaitre orchestra la grande tragedia di una generazione perduta.



Titolo Ci rivediamo lassù
Autore Lemaitre Pierre
Su IBS Sconto 15% € 14,88
Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62
Dati 2014, 454 p., brossura
Traduttore Ricciardi S.
Editore Mondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)
Disponibile in eBook a € 9,99


mercoledì, ottobre 2

Recensione L'AVVERSARIO di Emmanuel Carrère

Commento a cura di Diego R.

"Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano." 
Così inizia il libro l'avversario, di Emmanuel Carrère.
E attenzione, non è un romanzo thrille o noir, ma una vicenda realmente accaduta. Se così non fosse stato, avrei chiuso il libro a metà, perché avrei detto "no, non è una storia credibile", e io odio i libri thriller che non rispecchiano la verità, non potrebbe mai e poi esistere una storia del genere. Invece... si, può accadere, è accaduta, è inquietante, non la strage in se stessa, che ahimè se ne sentono tutti gli anni, ma è paurosa la motivazione che porta a quell'atto. E' paurosa la costanza di mentire di Jean-Claude Romand per così tanti anni, è terribile la mente di quest'uomo ed è pauroso l'abisso in cui questo libro ti trasporta. 
Libro assolutamente da leggere, anche perché scritto da Emmanuel Carrère, autore di "Limonov", che a mio modesto parere, è un maestro nello scrivere e riportare fatti di cronaca. 
Ora non mi resta altro che guardarmi anche il film, per cadere nell'abisso più completo.

lunedì, settembre 2

Commento a LIMONOV di Emmanuel Carrère

Commento a cura di Diego R.

Pag. 326 - "Appartengo a quella categoria di persone che non si sentono perdute in nessun luogo. Vado verso gli altri, 
gli altri vengono verso di me. Le cose si aggiustano naturalmente."

Un bel libro, questo di Emmanuel Carrère, in cui racconta la vita di Eduard Limonov. La vita di un uomo equivoco e controverso, un personaggio inclassificabile ma sempre sopra le righe. Una biografia, un romanzo storico, un resoconto giornalistico che rende le molte contraddizioni di un personaggio che non è mai stato l'eroe della sua storia, come invece avrebbe voluto. 
Parallelamente si snoda anche la storia della Russia, da Stalin a Putin, rivelando il giudizio più popolare sull'operato dei suoi protagonisti famosi. Insomma una scrittura molto coinvolgente.

martedì, maggio 21

MI SI E' FERMATO IL CUORE di Chamed

Chamed ha avuto sfortuna nella vita. Da piccola le diagnosticano la poliomielite: incurabile. E invece, grazie all'affetto del padre e al suo coraggio riesce a guarire, a camminare, a innamorarsi. Ma è nata sotto una cattiva stella, e a soli quattordici anni perde i genitori in un incidente d'auto. La tragedia viene acuita dal fatto che la zia, presso la quale viene affidata, la odia e la maltratta e in seguito a un tentato suicidio riesce a farla internare. I manicomi italiani, prima dell'entrata in vigore della legge Basaglia, erano un vero e proprio inferno. Molestie, violenze, abusi e, immancabile, l'elettroshock. Chamed entra in coma diverse volte a causa dei "trattamenti", ma trova comunque la forza di denunciare i suoi aguzzini grazie a un medico illuminato, che la adotterà per farle cominciare una nuova vita. Una storia vera, un libro che tocca le corde più profonde dell'animo umano e ci ricorda quanta fragilità e quanta forza possiede l'uomo.

lunedì, febbraio 18

Recensione TRE CAMERE A MANHATTAN di George Simenon

Questo è il mio terzo Simenon; ho letto 'I due complici', 'Lettera al mio giudice' e in ultimo 'Tre camere a Manhattan'.
Simenon è intenso, sanguigno, passionale. E' feroce, aggressivo e brutale. Lo è stato in tutti e tre i libri che ho letto e inevitabilmente non ho potuto non collegare 'Lettera al mio giudice' con le prime 50 pagine di 'Tre camere a Manhattan'.
Un uomo solo, un uomo depresso, annoiato, con un passato che lo tormenta. Una vita che non lo soddisfa, che lo rende inquieto tanto da farlo vagabondare incontro a questa donna. Lui è Combe lei è Kay, si incrociano in una nottata Newyorkese e, semplicemente, passeggiano entrando e uscendo dai locali, con l'inquietudine, l'ansia, l'emozione, il dubbio di chi si è appena conosciuto; uniti però alla complicità di due anime affini.

domenica, febbraio 3

Recensione LA PORTA DEL PARADISO di Alfredo Colitto

Nel 1637 Napoli è una città il cui popolo vive nell’indigenza più profonda per le tasse imposte dagli Spagnoli. Solo i nobili conducono un’esistenza agiata: fra essi la famiglia Baiamonte, originaria della Sicilia, che, però, sta per andare incontro alla rovina. A causa di una vendetta covata da tempo, i Baiamonte perdono tutto e Leone, il primogenito, è costretto a fuggire in Messico per sottrarsi alla giustizia. Arrivato a destinazione dopo un lungo viaggio per mare in cui ha rischiato spesso la vita, il giovane va incontro a nuove vicende, mentre a Napoli il malcontento del popolo cresce, gettando le basi della rivolta che sarà capeggiata da Masaniello.
“La porta del Paradiso” è un romanzo d’avventura raro nel panorama letterario italiano dei nostri tempi. Ma è anche un grande affresco storico, che dà pienamente l’idea di un’Europa devastata dalla Guerra dei Trent’anni e di un’America centrale in cui l’influenza della Chiesa è molto forte e spesso reca più danni che aiuti. Se è vero che il protagonista principale è Leone, sono forse le figure femminili ad emergere maggiormente.

domenica, novembre 11

Recensione NON PASSARE PER IL SANGUE di Eduardo Savarese

In una storia il mistero è molto spesso legato al tempo. A volte il mistero è rappresentato dal tempo che si impiega a capire perché quello stesso mistero è nato, altre volte invece il mistero è qualcosa di inesplicabile e il tempo è ciò che serve per capire come andare avanti senza aver avuto la possibilità di comprendere. Probabilmente è a questo secondo tipo di mistero, più intimo e più personale, a cui si riferisce Eduardo Savarese con il suo romanzo Non passare per il sangue, edito da E/O per la nuova collana Sabot/age curata da Massimo Carlotto. Un romanzo sulla ricerca, forse impossibile, del senso della vita dopo che una morte ci ha colpito da vicino. Luca torna in Italia in licenza dopo che Marcello, suo compagno nella vita e sul campo di battaglia, è morto per mano dei guerriglieri talebani; qui si incarica di riconsegnare gli effetti personali di Marcello alla sua famiglia ma Agar, nonna di Marcello, si frappone tra Luca e il resto della famiglia impedendo a Luca di condividere il proprio dolore con la famiglia del compagno. Il rapporto aspro e in qualche modo tenero che però si crea tra Agar e Luca è qualcosa che fa tornare alla mente di entrambi ricordi e pensieri che sembravano indicibili, li riflettere e discutere sulla morte e sul passato riportando a galla pensieri sepolti ma che col passare dei giorni diventano sempre più impellenti e inevitabili.

giovedì, ottobre 18

Recensione IL PROFESSIONISTA di W.C Heinz

Altro libro da leggere, non è un thriller, non è un noir, è solo un gran libro. Non a caso c'è una stupenda introduzione di Elmore Leonard, che adorò questo romanzo, e anche un apprezzamento di Ernest Hemingway 
- L'unico bel romanzo sulla boxe che abbia mai letto -
Scritto dal punto di vista del giornalista sportivo Frank Hughes, il romanzo osserva senza sconti e reticenze il lungo allenamento di Eddie Brown, un pugile che - dopo una lunga ma anonima carriera - ha infine la possibilità di combattere per il titolo della sua categoria. La narrazione si incentra, oltre che sulle difficoltà, gli entusiasmi e i tormenti di un atleta davanti alla svolta della propria vita, sull'arduo rapporto che lega il pugile (figura ingenua e, malgrado tutto, innamorata dello sport) al suo manager Doc Carroll, per il quale il combattimento di Eddie Brown è l'ultima chance di ottenere il successo nella vita. Lo sguardo disincantato e crudo, per non dire crudele, di Heinz, fa del "Professionista" la più riuscita esplorazione di uno sport che, nella sua lunga storia, ha dovuto spesso subire le interferenze della malavita.

lunedì, agosto 20

Recensione IL GIARDINO DI CEMENTO di Ian McEwan

Che strano libro, questo "Il giardino di cemento". Ho pensato fino alla fine se mi piaceva o no. Il voto alto è dovuto alla scrittura di Mc Ewan, che è sempre eccezionale, e alla sensazione di conato perennemente nel gargarozzo.
Julie, Jack, Sue e Tom sono quattro fratelli e sorelle inglesi. Il padre anafettivo muore e la famiglia inizia un lento processo di decomposizione. La madre-chioccia si relega alla propria stanza e al letto, vittima di una malattia non specificata, ma si lascia morire di inedia. E' così che i quattro figli, adolescenti tranne il bambino Tom, decidono di non separarsi dal cadavere della madre. Lo cementano in un baule in cantina.

lunedì, luglio 30

Recensione LO SCOMMETTITORE di Remo Bassini

Voto 
Lo scommettitore è uscito per i tipi della Fernandel nel 2006 e a distanza di 6 anni dalla pubblicazione, rimane un testo più che attuale, e credo che lo resterà ancora per molti anni a venire.
È la storia di un personaggio (che lo scrittore non nominerà mai) alla ricerca di se stesso, o meglio, in fuga da se stesso. Di mestiere ha fatto l’investigatore privato, ma nella realtà è uno sporco faccendiere intrallazzato con oscuri poteri, immerso in un mondo politico fatto di spie, corruzione, prostituzione ed altro, ma sempre e in ogni caso sguazzante  nell’amoralità.

mercoledì, luglio 4

Recensione LA BREVE E FAVOLOSA VITA DI OSCAR WAO di Junot Diaz

Voto
Fukù o Zafà?Se non credete in queste superstizioni, va bene lo stesso. Anzi, non solo bene: benissimo.Perchè se anche voi non credete nel fukù, il fukù crede in voi.

domenica, giugno 10

Recensione LA RAGAZZA DELL'ADDIO di Giorgio Scerbanenco

Voto 
 "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" - Amici mai, A. Venditti
Anche se, a molti, questo romanzo di Scerbanenco potrà sembrare morbido, rosa, quasi "d'appendice", io l'ho trovato sublime. E' stata una sorpresa, per me, leggere uno Scerbanenco non noir, ma di una grandezza incredibile.

venerdì, maggio 25

Recensione EVERYMAN di Philip Roth

Premetto subito
che Everyman è un buon libro, che mi è piaciuto e che l’ho subito riletto;
che Roth è indubbiamente uno dei più grandi scrittori contemporanei;
che il dono di scrivere di Roth è fuori dal comune;
che Roth è insuperabile nel dosare il racconto e bilanciare tutti i rapporti fra il protagonista e gli altri personaggi;
che tutte le sue riflessioni sulla morte, la vecchiaia, la malattia resteranno indelebili nella mia memoria perché uscite fuori dall’intimo riflessivo di ogni uomo e narrate con una incisiva e disarmante semplicità;
che la narrazione è piuttosto originale e procede fluida nel difficile campo dei salti temporali;

che ho apprezzato molto l’autoironia, il nichilismo e la tragicomicità di Roth in questo racconto privo di qualsiasi metafora;
che la chiusa del racconto con il dialogo fra il becchino ed il protagonista è una pietra miliare della letteratura contemporanea, in grado di richiamare alla memoria l’autorevole figura di un grande metafisico come “Amleto”.

Tutto quanto premesso e considerato

mi autorizzo a criticare un papabile premio Nobel partendo dal titolo, perché non è azzeccato e non gli si addice per niente.

Io lo avrei chiamato “Morte, vecchia, malattia, pentimento di un pubblicitario di successo”, senz’altro il risultato sarebbe stato migliore. L’opera letteraria, infatti, parla proprio di un pubblicitario di successo in pensione, intento a fare i conti con la vita che gli è scivolata innanzi con tutti i suoi amori, e indugia sempre sulla continua demolizione del corpo da parte della vecchiaia e della malattia che lo porteranno inevitabilmente alla morte.

Il romanzo è un continuo fare i conti con la morte. Inizia con il funerale del protagonista, continua con la scoperta della morte degli estranei e delle persone care, finisce con la propria morte, dopo avere visto lo scadimento del corpo attaccato dai morsi di una vecchiaia tiranna che tutto sbriciola, che tutto demolisce.

Il nostro protagonista giunto alle soglie della senilità traccia il bilancio della sua vita, con la costante presenza delle malattie, ma non è un conto obiettivo che lo rende credibile, perché privo d’autocritica.

Mai il protagonista di questo romanzo ha pensato di essere stato un uomo “fortunato”, di avere vissuto fino a 75 anni con una gran reputazione, con successo, con soldi, con donne stupende, viaggiando da Parigi ai Caraibi e circondato da tante belle cose che un Everyman qualunque non può permettersi di sognare.

Sì, ha anche sofferto, ma le pessime relazioni matrimoniali sono il frutto del suo esacerbato egoismo.

Ha sofferto per la morte dei genitori e delle persone care, ma chi non soffre o soffrirebbe per questo.

Ha sofferto perché malato, infatti, ha subito diverse operazioni al cuore con la paura che la malattia vinca sulla vita, ma permettetemi di dire che non c’è niente d’incredibile in tutto questo. Milioni di persone nel mondo tirano avanti in questa maniera, basti pensare che pure il sottoscritto è un cardiopatico ed ha subito 3 interventi al cuore (a proposito, la descrizione delle angioplastiche rende bene l’idea dell’estraneità del corpo nel processo operativo di una sala chirurgica ed è ottimamente descritta, ma non vi è alcun accenno in tutta l’opera, alla schiavitù della pillola, vero incubo di chi deve fare i conti con la malattia che giornalmente ti ricorda di esserci). Proprio per tutto questo il protagonista mi sembra privo d’attendibilità ed il libro a tratti riesce a scadere nella mera contabilità degli acciacchi, come in una qualsiasi operazione di ragioneria, dove il risultato finale è purtroppo sempre lo stesso.

Anche un altro titolo si sarebbe addetto a questo lungo racconto, come ad esempio: “La solitudine di un uomo di successo”.

Questo perché il nostro acritico personaggio è solo nelle malattie, solo nella vecchiaia, solo nella morte stessa, ma non è quello che può definirsi un povero Cristo, un disgraziato segnato dalla vita, dal destino. È uno che ha dato, che ha preso anche molto, e che solo prima di morire, ha capito di avere bisogno degli altri.

È un uomo che alla fine della vita paga il suo sviscerato egoismo, frutto della civiltà del benessere e capisce gli sbagli.

Manca una critica seppure velata da parte dello scrittore, al personaggio che dalla vita ha saputo prendere solo l’effimero, fatto di fama, soldi, donne a scapito dei valori fondamentali dell’esistenza umana.

Per finire permettetemi una terza e ultima disapprovazine sul titolo.

Se Everyman prende il nome da un classico dell’antica drammaturgia inglese che metaforicamente ha in sostanza l’appello di tutti gli uomini innanzi alla morte, la sua traduzione letterale in “ogni uomo” ha la pretesa universale di accumulare, svilire, forfettizare e soprattutto spersonalizzare ogni essere umano solo perché nasce, vive e muore.

“Ogni uomo” non è uguale all’altro, perché vive in maniera diversa, perché affronta la vita, l’amore, la vecchiaia e la morte in maniera diversa dall’altro. L’assunto di Roth con la sua pretesa d’essere tutti uguali solo perché viviamo, amiamo e moriamo è troppo collettivo, comune, assolutista e cinico e non sposa il titolo del racconto, finendo per depistare il lettore che ovviamente non s’identifica.

Se è vero che tutti gli esseri umani hanno in comune una vita ed una morte, è anche vero che il percorso è sempre diverso per tutti, anche se porta allo stesso posto.

Proprio per questo ogni uomo non ha niente di comune con gli altri. Perché ogni uomo è diverso. Perché ogni uomo è arbitro del proprio destino.

Recensione di Ivo Tiberio Ginevra


Titolo Everyman
Autore Roth Philip
Prezzo di copertina € 13,50
Su Amazon €11,48
Dati 2007, 123 p., rilegato
Traduttore Mantovani V.
Editore Einaudi  (collana Supercoralli)
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Fonte: Thrillerpages.blogspot.com

martedì, maggio 8

Recensione 1Q84 di Haruki Murakami

Voto 
Questo è il primo libro che leggo di questo scrittore giapponese, all’inizio ero un po’ scettica ma poi con l’andare avanti delle pagine mi sono dovuta ricredere, con mio grande stupore, ed ammettere che mi è piaciuto.
E’ un libro strano per me, sono abituata ad altri tipi di letture, ma è riuscito ad attirare la mia attenzione, ad incuriosirmi e spingermi ad andare avanti malgrado abbia trovato alcuni pezzi prolissi e noiosi, per il resto è una lettura piacevole, scorrevole e liscia.

domenica, aprile 1

Recensione IL CENTENARIO CHE SALTO' DALLA FINESTRA E SCOMPARVE di Jonas Jonasson

Recensione a cura di Elisabetta Caramitti
Voto 
Geniale. A me, solitamente, non piace leggere libri divertenti, ma questa è un'eccezione che ho assaporato pagina dopo pagina. La scrittura di Jonasson è intrisa di quell'umorismo raro e travolgente, paragonabile a quello di Jerome K. Jerome. Allan Karlsson compie 100 anni. E' in una casa di riposo svedese, piena di regole ferree e proprio non gli va di finire lì i suoi giorni.

martedì, febbraio 28

Recensione di CHESIL BEACH di Ian McEwan


Recensione a cura di Elisabetta Caramitti   Voto *****/5
Ian McEwan mi devasta. Alla fine di ogni suo libro mi sento rintronata come dopo un incontro di pugilato contro un peso massimo. 
Edward e Florence hanno ventidue anni, sono freschi di laurea, vergini e innamorati. Dopo un anno di fidanzamento, durante il quale Edward tiene a bada ogni desiderio di intimità eccessiva, finalmente, il matrimonio. E la prima notte di nozze. Florence sa che dovrà vincere una ripugnanza fisica e psicologica; sa che dovrà dimostrare, con i fatti, di amare veramente e di essere all'altezza, ma... 

Recensione de TRILOGIA DELLA CITTA' DI K di Agota Kristof

Recensione a cura di Sara Bilotti   Voto *****/5 
Durante una guerra, La Guerra, due fratelli vengono catapultati in una realtà arida, disumana, brutale, e dovranno imparare a cavarsela da soli.
Impareranno a non provare fame, sete, dolore. Amore. E le loro vite saranno per noi un labirinto, da percorrere trattenendo il fiato, respirando solo dopo aver svoltato gli angoli.
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