Recensione a cura di Massimo Minimo
“Le regole del buio” si apre con l’incendio di un’auto, all’interno della quale vengono rinvenuti i corpi di due donne ricercate per quattro omicidi. La lunga e difficile indagine condotta dal commissario capo Jeanette Kihlberg e dal suo fedele assistente Jens Hurtig sembra dunque essere giunta al termine. Eppure i due investigatori non sono affatto convinti e soddisfatti perché i dubbi da chiarire sono ancora tanti ed alcune figure fondamentali sono svanite nel nulla. Mentre le ricerche continuano e fanno venire a galla orrori legati ad un lontano passato, Jeanette porta avanti una relazione con la psicologa Sofia Zetterlund, senza sospettare che quest’ultima abbia un ruolo chiave nella vicenda.
Risulta pressoché impossibile leggere e giudicare il romanzo in questione senza prendere in considerazione i due capitoli precedenti. Varie storie si intrecciano e la stessa struttura narrativa è complessa, caratterizzata dai continui cambi di prospettiva a seconda di chi sia il personaggio coinvolto. Tutto ruota intorno al misterioso ed inafferrabile avvocato Viggo Durer, la cui identità viene rivelata solo nel finale e rappresenta una grossa sorpresa. Con questo libro la trilogia dovrebbe essere conclusa, anche se gli autori lasciano aperto un piccolo spiraglio per un eventuale seguito.
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