giovedì, maggio 5

INTERVISTA a Dave Zeltserman (Autore de Piccoli crimini)

David (Dave) Zeltserman (23 maggio 1959) è uno scrittore statunitense autore di romanzi polizieschi..
Dopo la laurea in matematica all'Università del Colorado e un master in informatica all'Università di Boston, ha lavorato per venticinque anni nello sviluppo di software per grandi aziende di comunicazione. In seguito alla pubblicazione del suo primo romanzo, ha lasciato la sua attività lavorativa per dedicarsi alla professione di scrittore di romanzi polizieschi.


Molti dei suoi racconti sono stati pubblicati in importanti riviste di settore. Il suo primo romanzo, Fast Lane (pubblicato in Italia da Meridiano Zero con il titolo L’occhio privato di Denver) ha riscontrato il successo della critica.
Nel 2007 è uscito il suo secondo romanzo Bad thoughts. In seguito, è stata pubblicate una trilogia composta da Small crimes, Pariah e Killer, incentrata sulla storia di un poliziotto corrotto che esce di prigione e che ha quale leitmotiv il tema della corruzione.
In Italia i suoi lavori sono pubblicati da Fanucci Editore.

Ciao Dave, benvenuto a Thrillerpage, ti ringraziamo per aver accettato la nostra intervista virtuale!
Diamo inizio alle domande allora:

Cosa ti ha spinto a diventare uno scrittore?

Penso di essere un masochista, o qualcosa del genere perché prima di iniziare a scrivere lavoravo come ingegnere informatico e conducevo una vita bella e tranquilla. Io ho sempre letto molto e negli anni il germe nella scrittura si è insediato sempre più profondamente in me.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Sono troppi da citare! Vi do qualche nome di nuovi scrittori che ritengo molto bravi: Paul Tremblay, Roger Smith e Nic Pizzolato. Altri scrittori che amo molto sono Bruce Jay Friedman ,Flannery O’ Connor, Ray Bradbury, Donald Westlake , Jim Thompson, Charles Willeford e Joseph Heller .Ma in assoluto il mio scritore di gialli preferito è Dashiell Hammett

Conosci qualche scrittore di thriller/noir europeo o italiano?

Mi piacciono molto i libri della serie Factory di Derek Raymond ,e naturalmente i cosiddetti “Romanzi duri di Georges Simenon, come per esempio “La neve era sporca”, sono dei capolavori. Uno dei miei scrittori preferiti è anche Gianrico Carofiglio: “Ragionevoli dubbi” è un giallo scritto magnificamente.

Perché hai scelto di scrivere noir?

Ho scritto più o meno 6 romanzi noir ( si potrebbe discutere sul fatto se “ La vera storia di Kyle Nevil (Pariah) sia un noir o meno , ha sicuramente un aspetto molto “dark”, ma non sono sicuro sia veramente un noir). Ho scritto anche storie di misteri affascinanti , alcune “hardboiled” , altre horror e anche alcune fiabe allegoriche, non scrivo quindi solo noir. Quello che mi interessa è la storia che voglio raccontare, non il genere. Ma il noir ti permette di entrare veramente in affascinanti storie psicologiche che catturano il lettore e lo trascinano in un vortice infernale.

Come definiresti il genere noir?

Un destino funesto ed inevitabile. Il protagonista oltrepassa il limite morale, e non c’è via d’uscita. Ci possono essere alcuni sprazzi di speranza, prima di arrivare all’inevitabile fine, ma in definitiva è condannato. Il destino ineluttabile non è necessariamente la morte, può essere anche la distruzione psicologica ,ma in ultima analisi il nostro eroe noir non ha speranza, è spacciato .Qualsiasi libro finisca con un raggio di speranza, non potrà assolutamente essere definito un noir!

Piccoli crimini” è scritto in prima persona. Ritieni che questo aiuti il lettore ad entrare più in profondità nella mente del protagonista?

Sì, “Piccoli Crimini” ha una trama con un ritmo molto sostenuto e molti intrecci, ma quello che la fa funzionare veramente è che il lettore riesce ad entrare profondamente nella mente di Joe e nella sua logica distorta, malata.

“Piccoli crimini” è stato nella classifica americana del 2008 dei migliori libri noir, e so che ci sarà probabilmente una versione cinematografica di alcuni tuoi libri. Dicci qualcosa di più ….

La National Public Radio ha inserito “Piccoli Crimini “ tra i cinque migliori libri gialli/noir del 2008 .Il Washington Post ha scritto che “ La vera storia di Kyle Nevil” ( Pariah) è uno dei migliori libri del 2009 ,e “The Caretaker of Lorne Field” (non ancora uscito in Italia) è stato recentemente inserito dalla American Library Association tra i migliori libri horror del 2010. Quindi devo dire che ultimamente mi è andata bene. Un autore non può mai fare affidamento sulle trasposizioni cinematografiche. E’ un processo che può andare all’infinito e non si può mai essere sicuro che poi si attui . Detto questo, il mio libro “Outsorced” (anche questo inedito in Italia) sembra dovrebbe diventare presto un film . E’ stato un processo lungo, il mio agente cinematografico comprò i diritti nel 2005, ci siamo sentiti un sacco di volte e quando stavo per rinunciare definitivamente all’idea, poco più di 2 anni fa, la Impact Pictures ha opzionato il progetto. Sono quelli che hanno realizzato la serie “Resident Evil”. La sceneggiatura è pronta ed è stata approvata, il finanziamento è a posto ed hanno appena preso un regista molto bravo., quindi dovrebbe mancare davvero poco. Venerdì scorso ho passato tre ore a parlare con il presidente di uno studio indipendente che ha realizzato molti bei film e ci siamo accordati per il mio prossimo “ A killer’s Essence”. Ci sono anche molti interessamenti per “the Caretaker of Lorne Field”, con un grande regista che lo vuole dirigere e uno studio interessato all’acquisto dei diritti. Quindi entro le prossime due settimane dovrei riuscire a chiudere un po’ di accordi.

Nella tua trilogia “Uomini fuori dalla prigione” intendevi fare forse anche una critica alla società?

“La vera storia di Kyle Nevil” ha sicuramente un aspetto di satira sul mondo editoriale newyorkese e sulla nostra società ossessionata dalla celebrità ad ogni costo, ma in generale no. “Piccoli Crimini “ e “Killer” sono fondamentalmente delle storie psicologiche che parlano di uomini profondamente rovinati moralmente, e anche “La vera storia di Kyle Nevil” tratta di questo.

Una persona è sempre libera di scegliere e a volte la società e la realtà ci spingono verso decisioni che liberamente non avremmo mai preso, cosa ne pensi?

E’ una domanda troppo profonda .Non mi sono mai trovato in situazione tanto disperate nelle quali alcuni invece si sono ritrovati, così non posso veramente dare una risposta. Posso solo dire che i personaggi della mia trilogia “man out of prison” non hanno veramente il controllo delle loro azioni. In un certo senso sono in trappola , e anche se Joe Denton in “Piccoli Crimini” può pensare che ci sia una possibilità di redenzione, o Leonard March di “Killer” può credere che avrebbe potuto essere una persona diversa, non hanno nessuna altra scelta se non fare quello che faranno, è la loro natura.

C’è un libro che vorresti avere scritto?

Sono soddisfatto dei libri che ho scritto. Certo, sarebbe stato bello avere scritto “Harry Potter”, così sarei più ricco della Regina d’Inghilterra, ma non cambierei i miei libri con quelli di nessun altro. Risponderò in un modo diverso : il libro giallo che ammiro di più in assoluto è “Piombo e sangue” di Dashiell Hammett. Un libro perfetto.

Come procedi quando scrivi? La trama è pianificata prima di iniziare o può cambiare inaspettatamente durante la scrittura?

Preparo uno schema molto dettagliato .Poi, una volta che ho iniziato a scrivere ed il libro ha in un certo senso “preso vita”, mi ritrovo a deviare molto dalla traccia iniziale. Nascono nuovi personaggi e nuovi intrecci, però in qualche modo cerco sempre di rimanere fedele al progetto iniziale.

Quando ti sei reso conto per la prima volta che eri uno scrittore di successo?

Il successo è una cosa relativa e la mia visione continua a cambiare. Se mi guardo indietro mi ritengo soddisfatto di quanto ho raggiunto e dei riconoscimenti che i miei libri e le mie storie hanno ottenuto ,ma non ho ancora attenuto il livello di successo per il quale sto lavorando. Ma ci sono vicino, e con i film che stanno per essere prodotti dovrei riuscire ad arrivarci.

E’ possibile vivere di scrittura negli Usa? In Italia è molto difficile se non impossibile..

E’ difficile, veramente difficile .E’ ancora più difficile se tu stai cercando di scrivere bei libri e non robaccia commerciale. Veramente pochi scrittori riescono a mantenersi solo con la scrittura. Io sto quasi per poterlo fare, ma è solo grazie ai film .

Quante copie deve vendere un libro negli Usa per essere considerato un successo?

Io ho un piccolo editore indipendente e vendo tra le 6.000 e le 10.000 copie, che per loro è molto buono. Penso che editori più grossi vogliano almeno 20.000 copie vendute. Ritengo che la maggior parte dei romanzi non venda più di 1000 copie. Lo ripeto, è un lavoro duro!!

Dimmi la cosa più buffa o strana che ti è successa da quando sei diventato un scrittore famoso.

Io conduco una vita molto tranquilla, e non succede molto quando partecipo a eventi letterari o a incontri per la firma delle copie. Ti dirò la cosa più bella che mi è successa: in una libreria di New York mi hanno detto che l’ex presidente Bill Clinton aveva comparto delle copie di “Piccoli crimini” da regalare.

"Piccoli crimini è un romanzo nerissimo, all'altezza dei grandi scrittori americani che hanno lanciato il genere noir, come Jim Thompson e David Goodis. Quali sono gli autori preferiti e di riferimento di Dave Zeltserman?

James M.Cain ha scritto il mio noir preferito “La morte paga doppio”. Mi piace Jim Thompson anche se penso che Joe Denton sia l’esatto opposto dei suoi eroi noir. Nei romanzi di Thompson i personaggi si presentano al lettore esattamente per quello che sono, mentre Joe Denton è talmente falso che cerca di convincere il lettore e se stesso che egli è qualcun altro rispetto al suo vero io. Anche Charles Willeford e Dan Marlowe hanno scritto dei grandi noir, come anche Cornell Woolrich e Gil Brewer.

La tua visione della vita è cupa e senza speranza come nel romanzo?"

Se leggessi i miei libri sui misteri affascinanti avresti un’immagine diversa di me . In ogni libro esce un mio aspetto diverso . A volte tendo al cinismo e mi aspetto il peggio in certe situazioni (come ora che mi aspetto che i miei due accordi per i film vadano a quel paese, anche se sono convinto che “Outsorced” verrà sicuramente prodotto), ma sono fondamentalmente una persona persino entusiasta e se mi conoscessi non crederesti mai che io possa scrivere libri noir e horror.


Grazie di cuore A Dave per questa stupenda intervista, e per la disponibilità che ci ha offerto. Ricordo a tutti che Dave è su Facebook, a questo link http://www.facebook.com/profile.php?id=1434849193, dove risponde a tutti con molta cortesia, e inoltre vi ricordo le prossime uscite in Italia: “La vera storia di Kyle Nevil” il secondo libro della trilogia “Man out of prison” 

E come non ringraziare lo staff di Thrillerpage, il quale ha dato vita a questa bella intervista!!


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