sabato, febbraio 25

Recensione de LA MORTE PAGA DOPPIO di James M. Cain

Recensione a cura di Diego Thriller / Voto ****
La morte paga doppio è un romanzo noir del 1943, sono passati ben 69 anni dalla sua pubblicazione ed è un testo ancora assolutamente  attuale. Anzi, c'è da dire che è ancora più datato perchè uscì per la prima volta a puntate sulla rivista «Liberty» tra il febbraio e l’aprile del 1936. E l'autore, James m.Cain è lo stesso autore de "Il postino suona sempre due volte" che sarà una delle mie prossime letture.
Hollywood, fine anni trenta. Il cinico agente assicurativo Walter Huff si invaghisce di Phyllis, moglie di Nirdlinger, uno dei suoi clienti.
Tra i due sorge una torbida relazione: con la complicità dell'amante, Walter ordisce un piano per far sottoscrivere a Nirdlinger una polizza sulla vita, poi organizza un incidente simulato, facendo credere che l'uomo sia accidentalmente caduto da un treno in corsa. La tipologia del sinistro è talmente infrequente da garantire ai beneficiari una "doppia indennità" che poi sarebbe il suo titolo originale "Double Indemnity" . Ma nonostante il piano sia stato congegnato fin nei minimi dettagli, subito dopo l'omicidio le cose iniziano a complicarsi.
"Tanto basta, una goccia di paura, per cagliare l'amore in odio"
Storie di questo genere, dove la moglie mette in scena l'omicidio del marito per riscuotere il premio dell'assicurazione, ne abbiamo viste e lette molte sino ad oggi, ma per me questa storia, è sicuramente la migliore. Un libro di sole centoventotto pagine, senza inutili descrizioni, ma con tanti capovolgimenti di scena che mantengono il lettore incollato al libro. Ora non mi rimane che guardare il film che a detta di molti è uno dei pochi casi dove la pellicola riesce ad essere migliore del libro....vedremo...
Il film si intitola "La fiamma del peccato" uscito nel 1944 e diretto da Billy Wilder. Una curiosità,  il record stabilito da Wilder stesso, che divorò il romanzo di Cain in cinquantotto minuti contro le due ore, cinquanta minuti e sette secondi indicati dalla rivista come tempo necessario alla lettura.
Il mio consiglio è sicuramente di leggere questo bel libro, che oltre ad essere un ottimo noir, una radice del noir, costa anche solo 8 euro, che in questo periodo di crisi non è per nulla male. 

Titolo La morte paga doppio
Autore Cain James M.
Prezzo di copertina € 8,00
Su Amazon a €6,80
Dati 1998, 128 p., 3 ed.
Traduttore Salvatorelli F.
Editore Adelphi  (collana Gli Adelphi)

1 Lascia un commento:

Madison Spazzanido ha detto...

Frase veramente memorabile: «Basta una goccia di paura per far cagliare l'amore in odio.» Nitido, perfetto e schematico. Grande piacere di lettura fino al compimento dell'omicidio poi il politicamente corretto degli anni '40 brucia il romanzo. Per i miei personalissimi gusti da assassina bisognava avere il coraggio di portare a buon fine il progetto criminale. Stilisticamente è un romanzo simbolista e archetipale. La figura femminile è scissa in due personaggi, uno demoniaco e uno angelico. Di lì a 4 anni anni le dark lady tenderanno a scoparire sotto la spinta dell'essenzialità delle donne all'economia di guerra degli USA. I simboli e gli archetipi non si fermano a questo, si pensi alla tecnica dell'anticipazione. Questo giallo non comincia col delitto, non può. Comincia con l'evocazione del delitto. «Fu così che capitai nella Casa della Morte...» si legge nel primo periodo dell'incipit e il delitto viene "raccontanto" attraverso la descrizione della dimora, in particolare attraverso le tende rosse di velluto: «I tendaggi rosso sangue c'erano, ma non volevano dire niente. Tutte queste case alla spagnola hanno tende di velluto rosso che scorrono su bastoni di ferro, accompagnate di solito da arazzi di velluto rosso ai muri...». Con drappi di velluto rosso sangue il romanzo inizia e con drappi di velluto rosso sangue si chiude melodrammaticamente rivestendo l'assassina pronta ormai a cercare l'oblio tra i flutti dell'oceano. Sotto il profilo contenutistico è pregevole e moderna l'asseverazione della morte a mero dato contabile. Su questo spunto si poggia la motivazione dell'omicida che a partire dalla professione di assicuratore degrada la vita umana e la morte ad accidente statistico e ne trae forza per uccidere. Le frasi sono brevi, scintillanti efficaci anche se non amo il thriller narrato in prima persona. Tutto veramente fantastico fino all'involuzione datata che segnalavo.

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