lunedì, febbraio 20

Recensione del film E ORA PARLIAMO DI KEVIN a cura di Irene Petrella




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E ORA PARLIAMO DI KEVIN (We need to talk about Kevin), diretto da Lynne Ramsay con Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller, Siobhan Fallon. UK, USA 2011.




Non è facile descrivere un lavoro come quello della Ramsay. Il caotico, visionario tormento si manifesta da subito, con immagini dense, immortalate nella memoria in frantumi di Eva (una straordinaria Tilda Swinton). L'impotenza al cospetto del male e la consapevolezza di averlo generato ricordano a tratti il capolavoro di Polanski “Rosemary's baby”. Qui però non esistono sfumature legate all'universo soprannaturale, come non esistono sette che in qualche modo possono ricondursi ad esso. Tutto è descritto nel modo più lucido e concreto possibile, non si concede spazio all'immaginazione e non esistono culle nere. Si impone lo slancio della rabbia, racchiusa nelle frecce di un arco. Si evidenzia l'avversione nei confronti di certi stili di vita, privi di gloria o importanza (“...vi svegliate e guardate la tv, prendete l'auto e ascoltate la radio, andate al vostro insignificante lavoro o alla vostra ridicola scuola ma non ne sentirete parlare nel notiziario delle 6 perchè non fate notizia...”). Si sfoggia il disgusto per la gioia altrui. Si compie l'inevitabile.

Dal romanzo di Lionel Shriver emerge una storia d'amore e odio, un rapporto ambiguo tra madre e figlio, le due facce di un'unica medaglia. Kevin (Ezra Miller) sembra possedere tutte le peculiarità genetiche materne, drasticamente amplificate. Architetta dispetti macabri. Gode nel provocare strazio a colei che gli ha donato una vita indesiderata, sin dai primi giorni. Premedita la strage.
Anche se in un paio di frangenti il girato sembra rallentare, la tensione si mantiene elevata grazie ad un eccellente montaggio. La colonna sonora può forse stonare in qualche caso; eppure, riconsiderando il tutto, è da ritenersi perfetta.
Nell'originare la sofferenza, Eva ha superato se stessa.

Miglior film al London Film Festival.
Miglior regia (e sei candidature) ai British Independent Film Awards.
Tre nomination ai BAFTA.
Tilda Swinton, miglior attrice agli European Film Awards, ai National Board of Review Awards e ai San Francisco Film Critics Awards. Senza elencare il resto.

Articolo di Irene Petrella




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