mercoledì, ottobre 19

INTERVISTA a Francesca Battistella


Finalmente siamo pronti. Cliccate play e godetevi l'intervista!
Era tempo che volevamo intervistare Francesca Battistella, autrice di "Re di bastoni, In piedi". Forse uno degli unici libri che ha ricevuto commenti positivi da tutto lo staff di Thrillerpage. 
Quando mi è arrivato il libro, il titolo non mi convinceva molto, ma sbagliavo...Francesca, Puoi spiegare ai nostri lettori il perché del titolo? 

Detto così: “Re di bastoni, in piedi” il significato risulta abbastanza oscuro. Ma bisogna sapere che, nella lettura divinatoria delle carte napoletane, quando il re di bastoni compare diritto – mescolandole potrebbe anche presentarsi capovolto – vuol dire che c’è un uomo cattivo, sgradevole, un brutto ceffo insomma che ha tutte le intenzioni di far danno. E nella trama del libro si vedrà quanto è cattivo questo “re di bastoni” ….


Tutti i personaggi sono estremamente reali nel tuo libro. Tu sei ispirata a persone che esistono realmente? Ma loro lo sanno?

Nessuno dei personaggi del mio libro esiste nella realtà, sono tutti un parto della mia fantasia. Naturalmente per crearli ho pescato dal pozzo senza fondo di memorie, esperienze, libri letti e storie ascoltate. Sono personaggi verosimili, non veri. Forse per questo sembrano reali …E poi mi sono comportata come una specie di antico mago alchimista: gli ho dato vita …e quei fetenti mi hanno preso la mano cominciando a camminare con le proprie gambe e comportandosi come più gli piaceva. E’ anche vero che il personaggio di Fausta è la copia quasi conforme di un’amica che aveva come vizio il lamento a tutto tondo, ma visto che non ci frequentiamo più mi auguro che non lo venga mai a sapere ….

Senza contare che anche il libro, purtroppo, è estremamente reale, i fatti che racconti hanno un fondamento di cronaca?

Parte di quello che racconto è cronaca, ma il resto è di nuovo frutto della mia immaginazione. La famiglia camorrista del libro, ad esempio, l’ho costruita sul modello di una grossa e nota famiglia di camorra del quartiere napoletano di Forcella e l’episodio in cui appare il calciatore Maradona è storia documentata. La truffa su cui si basano i maneggi dell’avv. Amoruso e dei camorristi sono inventati, ma potrebbero essere reali e sicuramente qualcosa di simile è successo o succederà. Per me usare l’immaginazione è questo, proprio come indovinare quale numero viene per ultimo in una sequenza matematica non completa …

Nel romanzo c’è una Napoli con poche speranze per il futuro. Pensi sia davvero così?

Quello che penso io conta poco. Spero dal profondo del cuore che non la pensino così i napoletani. E devo dire che, ogni volta che torno a Napoli, mi sorprende un fiorire di attività culturali e sociali nuove e interessanti. Purtroppo, quello che è terrificante è il contorno, o se preferisci il contesto, in cui chi vive a Napoli è costretto ad agire. Per quel che mi riguarda posso dire, parafrasando un famoso autore, che io sono una cinica che ha fede in quel che fa, dunque provo a dare il mio modestissimo contributo nello scuotere le coscienze per una rinascita di Napoli.


Che importanza ha la lettura dei tarocchi nella cultura partenopea?

Il magico, che spesso sconfina nel sacro, ha una grandissima importanza nella cultura partenopea. Medium, assistiti – persone in contatto con le anime dei defunti attraverso le quali conoscono i numeri giusti da giocare al lotto – scacciatori di malocchio e persone in grado di interpretare i sogni o leggere i tarocchi sono all’ordine del giorno. Persino Eduardo De Filippo se n’era servito in una delle sue commedie – credo fosse “Non ti pago”, ma potrei sbagliare – dove uno dei protagonisti riceve in sogno i numeri al lotto vincenti. La stessa cerimonia dello scioglimento del sangue di S.Gennaro è a cavallo fra sacro e magico/profano. Comunque, credo che, almeno una volta nella vita, tanti napoletani si siano fatti “fare le carte”. E’ successo anche a me. Un esperienza davvero scioccante visto che poi tutto quel che mi è stato detto si è puntualmente avverato ….

Quando è nata la tua passione di scrittrice? E’ il tuo primo libro “Re di bastoni”?

Scrivere è una passione che mi perseguita da più di trent’anni, ma solo adesso sono riuscita a vedere giungere a buon fine i frutti del mio lavoro. E infatti “Re di bastoni” non è il mio primo libro, bensì il terzo, ma le vicende che hanno accompagnato la pubblicazione degli altri due preferisco dimenticarle.

Quanto tempo hai dedicato per scrivere il libro?

All’incirca quattro mesi dal momento in cui mi sono seduta al computer. Di più se calcoli per quanto tempo ho rigirato nella mente questa storia e quante volte ho rimaneggiato lo scritto. Non ultime le correzioni che mi sono state indicate dalle mie editor/editrici e che ho accettato con gioia perché arriva sempre il momento in cui si sente il bisogno di una voce esterna che aiuti e consigli sul da farsi.

Ora di Napoli si parla molto (anche in Europa) per i successi della squadra di calcio. Pensi che possa aiutare la città o è solo un modo per sviare l’attenzione dai problemi quotidiani?

Purtroppo sono una a cui il calcio non dice alcunché, ma ho sentito – è la globalizzazione baby! – che la squadra del Napoli sta andando bene. Penso che tutto può aiutare la città, certamente anche questo e non credo, nello specifico, che sia un modo per sviare l’attenzione dai problemi quotidiani. Di spazzatura lasciata in giro, ahimè, si continua a parlare. Perciò…..

Napoli è una città molto bella, ricca di mille sfaccettature. Cosa ti manca di questa città?

Mi manca la luce particolare di certe mattine di primavera sul Lungomare di Via Caracciolo. Mi manca la vista di Capri in lontananza che somiglia al profilo di una bella donna sdraiata. Il colore del mare al tramonto nelle sere d’estate. La folla che riempie vicoli e strade, gli amici che ho lasciato. Mi manca pure la Napoli della mia infanzia, i pomeriggi al teatro S.Carlo insieme a mia mamma per i concerti, la pizza con la birra a 3000 lire, le nottate nella Villa Comunale quando c’era l’austerity, negli anni ’70, e le auto non potevano girare nei fine settimana. Non mi manca il traffico ….

Hai un brevetto come pilota d’aereo, è un tuo hobby?

E’ stato un mio hobby, ma ormai sono passati quasi vent’anni. Imparare a pilotare un aereo era una sfida. L’ho vinta e la cosa è finita lì. Oltretutto, quando ho capito che se sbagliavo l’atterraggio non sarei tornata per raccontarla, il gioco ha smesso di divertirmi. Adesso sto sfidando me stessa a ballare l’hip-hop e finché riuscirò a rialzarmi dalle scivolate di prammatica continuerò a farlo. Poi si vedrà.

Pensi che scrivere sia socialmente utile, oltre che intrattenere il lettore?

Penso che dovrebbe essere così, che le due cose dovrebbero andare di pari passo: utilità e intrattenimento. Mi piacerebbe che alla fine del libro il lettore dicesse: bene, questo volume mi ha tenuto compagnia, mi ha impedito di pensare ai miei guai e mi ha anche insegnato qualcosa che non sapevo - oppure mi ha aiutato ad approfondire qualcosa che conoscevo solo superficialmente. Sapere questo, per chi scrive, è molto appagante. Almeno lo è per me.

Cosa stai preparando per i tuoi lettori? O sei in fase di raccoglimento?

Le mie editrici di Scrittura&Scritture hanno altri miei manoscritti nel cassetto, ma non abbiamo ancora deciso come muoverci. Nel frattempo, c’è una storia che mi gira per la testa e un incipit già messo giù …La creatura è in gestazione. Pazienza, pazienza …..

Di cosa ti occupi o ti sei occupata oltre che scrivere?

Nel corso degli anni ne ho combinate un tot. Ho insegnato lingua italiana e storia contemporanea all’Università di Auckland in Nuova Zelanda, ho fatto l’attrice di teatro d’avanguardia – ho pure girato un film, pensa te! – ho fatto la bibliotecaria, la segretaria di direzione, la traduttrice dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici a Napoli … Adesso do’ una mano a mio marito col lavoro, ma non più di tanto, e scrivo, ma soprattutto leggo moltissimo …..E all’occasione faccio la nonnastra “cheraccontastoriebellissimeainipoti”, e ti assicuro che è un lavoro a tempo pieno ….

Colonna sonora: Night&day … you are the one ….Hai presente? Cole Porter? O sbaglio? E guarda che, paradossalmente, il fan di Nino D’Angelo è il mio moooolto nordico compagno …imprenditore e musicista!

Grazie a Francesca per aver risposto alle nostre domande e grazie a voi 
per averla letta. Quindi se vi è piaciuta, condividetela su Facebook o su Twitter
di modo che anche altri possano conoscere questa brava e simpatica autrice
e il suo libro 


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2 Lascia un commento:

Anonimo ha detto...

Desideriamo ringraziare Thrillerpages per questa intervista a Francesca Battistella, contente che il libro sia piaciuto, così come ha colpito noi fin dalla prima lettura!
Le editrici
Chantal ed Eliana Corrado
Scrittura & Scritture

Antonia ha detto...

Mi piace molto l'intervista degli amici thrilleristi e Francesca Battistella. Mi incuriosisce molto anche come scrittrice, peccato che qui in Sardegna non sia riuscita a trovare il suo libro. Vuol dire che lo ordinerò in rete!! Grazie a tutti

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