martedì, settembre 21

NOTTE BUIA-SENZA STELLE di Stephen King



Raccolta di raccontiNebraska, 1922. Un allevatore, con la complicità del figlio, uccide la moglie che vuole vendere la proprietà di famiglia. Connecticut, al giorno d'oggi: una scrittrice subisce un violento agguato e decide di farsi giustizia da sola. Intanto, nel Maine, un uomo malato di cancro fa un patto scellerato: la sua vita in cambio di quella del suo migliore amico. E una donna, una tranquilla casalinga, dopo più di vent'anni di matrimonio scopre improvvisamente che il marito è un serial killer. Quattro romanzi brevi, quattro situazioni e ambientazioni diverse, che però affrontano tutti i temi cari a King: la banalità del male, la paura e l'immoralità del genere umano. Una lettura che non lascia scampo.


Marta Zelioli ha detto: In un libro di King, ci entri!

In un libro di King, ci entri.
Nel vero senso della parola, ti addentri nelle sue storie. La copertina è come una piccola porticina che, come da copione, non appena la spalanchi, cigola; quella è l'accoglienza del Re, perché, se lo conosci, ancora prima di leggere la prima riga, sai già che ad attenderti ci sarà un mondo intero.
E' il Re dell'Horror, così si dice in giro, così è definito. In realtà nei suoi libri ci sono più riscontri con la realtà di quanti si creda - forse proprio per questo si parla di horror -; spesso a farci salire più di un brivido sono le storie di donne maltrattate, stuprate, uccise. 


"Notte buia, niente stelle", non fa eccezione.

[...] "Non sai mai cosa farà un quattordicenne, giusto? A quell'età, uno rotola in giro come una bomba inesplosa."

Adesso non sei più inesploso, vero, Bob?

"Forse al momento di agire avremmo rinunciato, ma non è detto. Forse avremmo provato ad andare fino in fondo.
[...]
- citando "Un bel matrimonio " pag. 365 -

Sono quattro racconti in cui il punto di vista femminile è molto forte.

Sono scritti con la solita immensa maestria, con l'eleganza e l'ironia tipica di King. Ti sbalordisce con atrocità fuori dal comune, avvenimenti che la mente spesso fatica a visualizzare, per lasciarti poi di sasso con una battutina cinica; in questo caso trapela spesso il pensiero del personaggio - o le voci, le allucinazioni, le reazioni della mente all'orrore - il tutto è riportato in corsivo e nel dramma ti trovi, infine, anche a sorridere. Ti fa sentire in colpa insomma, perché sogghigni e ti fermi a pensare:"Sono un mostro... - e poi come a volerti giustificare, aggiungi: - è l'effetto del Re". E mi sovviene una citazione, da un libro che non ha nulla a che vedere con il genere, dice più o meno così:" Mi diverti contro la mia stessa coscienza".

[...] Lo guardò salire di corsa le scale e le venne da dirgli:"No, Bobby, non sforzare il cuore in quel modo.
Ma no.
No.
Che lo sforzasse quanto gli pareva.
[...]
- Citando: "Un bel matrimonio" pag. 380 -

Sono storie dure da digerire, anche per chi come me legge King da molti anni. 

Ti monta la tipica rabbia del romanzo coinvolgente, quello che ti spinge a voler collaborare in qualche modo, ad uscire da un angolo magari armato di mazza e spaccare la testa al cattivo di turno. King mette a nudo il nostro lato peggiore.
Sono tutte storie brevi, e giungono al "succo" in modo più rapido rispetto ad un romanzo, non hai modo di riposare la mente nemmeno per un istante, è un'escalation di follia che sale di giri ad ogni pagina, che dico: ad ogni riga.
Ho sempre ritenuto che la forza di King fosse il suo parlare di persone comuni, famiglie normali, cittadine dove la routine regna sovrana, il suo farti sentire più vicino al protagonista, il farti pensare che, tutto sommato, potrebbe accadere anche a te, o forse ti è anche già accaduto. Io me lo immagino così, il buon zio Steve, a guardarsi intorno e studiare ogni avvenimento che lo circonda, anche il più banale. Ad un certo punto poi si "spegne" la realtà e si "accende" la sua fantasia e fa un lavoro egregio... a dir poco.


[...] Vorrei vedere il terrore nei suoi occhi. Terrore, quando capisce che lo farò davvero. Questo ristabilirebbe un po' di giustizia. [...]
- Citando Maxicamionista, pag 196 -

Giustizia, perché di questo si parla. 

Giustizia per chi è morto assassinato, giustizia per chi ha subito un atto atroce, giustizia per chi all'improvviso si trova di fronte ad una realtà che non le appartiene, per l'inganno subito. Inciampi in una scatola e la tua vita, così come la conoscevi, cambia completamente e diventa un incubo ad occhi aperti.


1 Lascia un commento:

Thrillerpage ha detto...

Grazie mille Marta, per la bella recensione, ne aspettiamo altre!! ;-)

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