Visualizzazione post con etichetta Ivo Tiberio Ginevra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ivo Tiberio Ginevra. Mostra tutti i post

lunedì, agosto 1

Recensione - "Guarda come si uccide" di Ivo Tiberio Ginevra

Recensione a cura di Massimo Minimo

"Guarda come si uccide" di Ivo Tiberio Ginevra è il nuovo thriller I Buoni Cugini Editori recensito da ThrillerPages
Due vicende apparentemente non collegate fra loro costituiscono la base di questo breve, intenso romanzo. Da un lato, un gruppetto di ragazzini si sfida in una prova di coraggio: entrare nelle pericolanti rovine di una vecchia clinica. Dall’altro, il figlio di un ex boss aspira a diventare un vero mafioso.  All’inizio le due storie corrono parallelamente per poi incontrarsi, dando vita a un sorprendente finale. 

Ambientato negli anni ’70 in un paesino siciliano, Guarda come si uccide è il terzo thriller scritto da Ivo Tiberio Ginevra, il primo pubblicato con la sua casa editrice I buoni cugini editori. Il romanzo segna la perdita dell’innocenza di un gruppo di amici, in particolare Calogero, costretto, suo malgrado, ad assistere a scene drammatiche.

domenica, febbraio 17

Recensione SICILY CRIME di Ivo Tiberio Ginevra

Mi unisco al coro dei commenti positivi al libro di Ginevra. Condivido appieno i giudizi sulla scrittura semplice ma molto comunicativa e sulla trama ben delineata ma il punto forte del libro rimane per me la caratterizzazione dei personaggi. Siciliani focosi ed imprevedibili, i nostri poliziotti riescono a strappare un sorriso anche in momenti drammatici come una scena del crimine. Abbondante è l'uso di parolacce ed imprecazioni proprio a sottolineare l'umanità dei protagonisti con tutti i loro pregi e le loro debolezze. L'unica nota lievemente stonata, a mio giudizio, ho intuito molto semplicemente l'identità dell'assassino nonostante io sia generalmente un lettore "distratto". Ho espresso questo giudizio anche all'autore ( persona veramente squisita e di un umiltà ammirevole ) il quale mi ha risposto che effettivamente questo libro nasce per intrattenere e divertire il lettore a differenza di altri libri più "impegnati" dove celare l'identità del cattivo fino alla fine diventa essenziale.

mercoledì, gennaio 9

Recensione THE HOT ROCK di Donald Westlake

Articolo di Ivo Tiberio Ginevra

AVVERTENZE

Un giorno un vecchio amico m’incontrò alla cassa della libreria con un libro di Westlake in mano. Dopo i primi convenevoli iniziò a parlarmi dell’autore americano che avevo appena acquistato come se fossi un suo ammiratore ed era felice di poter parlare finalmente con qualcuno che lo stimava, perché “Westlake in Italia è poco tradotto”….”perchè di lui in giro si trova poco e niente”…”dobbiamo fare un club per farlo conoscere”. Insomma era un vero estimatore che mi dava pacche sulla spalla contento come un bambino parlando del suo beniamino. All’inizio restai frastornato. Pensai pure di filargliela perché non volevo deluderlo, ma sull’argomento era anche troppo preparato. Provai ad uscirmene spostando la conversazione su altri autori, però anche questo fu impossibile. Quando poi iniziò ad attaccarmi con delle domande specifiche, non mi restò altro che confessare l’amara verità: “Io non ho mai letto nulla di Westlake”. In effetti avevo comprato quel libro perché la copertina era accattivante e la quarta mi aveva intrigato. “Poca cosa” disse congedandomi. “Mi cercherai a casa per farti prestare tutto quello che ho di Donald” disse proprio così: “Donald” perché: “Ricorda! Lui è peggio di una droga se ti piace un suo libro non potrai più farne a meno. Devi leggerli tutti”.

mercoledì, novembre 21

Recensione L’AMMAZZATORE di Rosario Palazzolo

Un buon libro non ha età e lo scorrere degli anni lo fa diventare ancora più buono. È un po’ come il vino, cambia solo il suo alloggio da botte di rovere a ripiano di una libreria, ma il sapore, quello di una buona bevuta, resta, eccome se resta. 
Palazzolo a me fa quest’effetto. Ubriacante. Cento e rotti pagine di un vino d’annata rosso dal sapore corposo e complesso. Rosso, perché nelle sue storie c’è sempre il sangue, complesso perché evoca sapori dalle pulsioni ancestrali, corposo perché non può prescindere da un contesto sociale che si appiccica alla pelle diventando una sola unica cosa con il lettore.
Ne L’ammazzatore, così come nelle altre opere di Palazzolo,  la prima cosa che colpisce è lo stile più che innovativo e personale del linguaggio, fatto da un uso scorretto della punteggiatura e delle maiuscole, al quale si devono sommare lunghi periodi che contengono spesso errori di sintassi o di grammatica.

lunedì, luglio 30

Recensione LO SCOMMETTITORE di Remo Bassini

Voto 
Lo scommettitore è uscito per i tipi della Fernandel nel 2006 e a distanza di 6 anni dalla pubblicazione, rimane un testo più che attuale, e credo che lo resterà ancora per molti anni a venire.
È la storia di un personaggio (che lo scrittore non nominerà mai) alla ricerca di se stesso, o meglio, in fuga da se stesso. Di mestiere ha fatto l’investigatore privato, ma nella realtà è uno sporco faccendiere intrallazzato con oscuri poteri, immerso in un mondo politico fatto di spie, corruzione, prostituzione ed altro, ma sempre e in ogni caso sguazzante  nell’amoralità.

venerdì, maggio 25

Recensione EVERYMAN di Philip Roth

Premetto subito
che Everyman è un buon libro, che mi è piaciuto e che l’ho subito riletto;
che Roth è indubbiamente uno dei più grandi scrittori contemporanei;
che il dono di scrivere di Roth è fuori dal comune;
che Roth è insuperabile nel dosare il racconto e bilanciare tutti i rapporti fra il protagonista e gli altri personaggi;
che tutte le sue riflessioni sulla morte, la vecchiaia, la malattia resteranno indelebili nella mia memoria perché uscite fuori dall’intimo riflessivo di ogni uomo e narrate con una incisiva e disarmante semplicità;
che la narrazione è piuttosto originale e procede fluida nel difficile campo dei salti temporali;

che ho apprezzato molto l’autoironia, il nichilismo e la tragicomicità di Roth in questo racconto privo di qualsiasi metafora;
che la chiusa del racconto con il dialogo fra il becchino ed il protagonista è una pietra miliare della letteratura contemporanea, in grado di richiamare alla memoria l’autorevole figura di un grande metafisico come “Amleto”.

Tutto quanto premesso e considerato

mi autorizzo a criticare un papabile premio Nobel partendo dal titolo, perché non è azzeccato e non gli si addice per niente.

Io lo avrei chiamato “Morte, vecchia, malattia, pentimento di un pubblicitario di successo”, senz’altro il risultato sarebbe stato migliore. L’opera letteraria, infatti, parla proprio di un pubblicitario di successo in pensione, intento a fare i conti con la vita che gli è scivolata innanzi con tutti i suoi amori, e indugia sempre sulla continua demolizione del corpo da parte della vecchiaia e della malattia che lo porteranno inevitabilmente alla morte.

Il romanzo è un continuo fare i conti con la morte. Inizia con il funerale del protagonista, continua con la scoperta della morte degli estranei e delle persone care, finisce con la propria morte, dopo avere visto lo scadimento del corpo attaccato dai morsi di una vecchiaia tiranna che tutto sbriciola, che tutto demolisce.

Il nostro protagonista giunto alle soglie della senilità traccia il bilancio della sua vita, con la costante presenza delle malattie, ma non è un conto obiettivo che lo rende credibile, perché privo d’autocritica.

Mai il protagonista di questo romanzo ha pensato di essere stato un uomo “fortunato”, di avere vissuto fino a 75 anni con una gran reputazione, con successo, con soldi, con donne stupende, viaggiando da Parigi ai Caraibi e circondato da tante belle cose che un Everyman qualunque non può permettersi di sognare.

Sì, ha anche sofferto, ma le pessime relazioni matrimoniali sono il frutto del suo esacerbato egoismo.

Ha sofferto per la morte dei genitori e delle persone care, ma chi non soffre o soffrirebbe per questo.

Ha sofferto perché malato, infatti, ha subito diverse operazioni al cuore con la paura che la malattia vinca sulla vita, ma permettetemi di dire che non c’è niente d’incredibile in tutto questo. Milioni di persone nel mondo tirano avanti in questa maniera, basti pensare che pure il sottoscritto è un cardiopatico ed ha subito 3 interventi al cuore (a proposito, la descrizione delle angioplastiche rende bene l’idea dell’estraneità del corpo nel processo operativo di una sala chirurgica ed è ottimamente descritta, ma non vi è alcun accenno in tutta l’opera, alla schiavitù della pillola, vero incubo di chi deve fare i conti con la malattia che giornalmente ti ricorda di esserci). Proprio per tutto questo il protagonista mi sembra privo d’attendibilità ed il libro a tratti riesce a scadere nella mera contabilità degli acciacchi, come in una qualsiasi operazione di ragioneria, dove il risultato finale è purtroppo sempre lo stesso.

Anche un altro titolo si sarebbe addetto a questo lungo racconto, come ad esempio: “La solitudine di un uomo di successo”.

Questo perché il nostro acritico personaggio è solo nelle malattie, solo nella vecchiaia, solo nella morte stessa, ma non è quello che può definirsi un povero Cristo, un disgraziato segnato dalla vita, dal destino. È uno che ha dato, che ha preso anche molto, e che solo prima di morire, ha capito di avere bisogno degli altri.

È un uomo che alla fine della vita paga il suo sviscerato egoismo, frutto della civiltà del benessere e capisce gli sbagli.

Manca una critica seppure velata da parte dello scrittore, al personaggio che dalla vita ha saputo prendere solo l’effimero, fatto di fama, soldi, donne a scapito dei valori fondamentali dell’esistenza umana.

Per finire permettetemi una terza e ultima disapprovazine sul titolo.

Se Everyman prende il nome da un classico dell’antica drammaturgia inglese che metaforicamente ha in sostanza l’appello di tutti gli uomini innanzi alla morte, la sua traduzione letterale in “ogni uomo” ha la pretesa universale di accumulare, svilire, forfettizare e soprattutto spersonalizzare ogni essere umano solo perché nasce, vive e muore.

“Ogni uomo” non è uguale all’altro, perché vive in maniera diversa, perché affronta la vita, l’amore, la vecchiaia e la morte in maniera diversa dall’altro. L’assunto di Roth con la sua pretesa d’essere tutti uguali solo perché viviamo, amiamo e moriamo è troppo collettivo, comune, assolutista e cinico e non sposa il titolo del racconto, finendo per depistare il lettore che ovviamente non s’identifica.

Se è vero che tutti gli esseri umani hanno in comune una vita ed una morte, è anche vero che il percorso è sempre diverso per tutti, anche se porta allo stesso posto.

Proprio per questo ogni uomo non ha niente di comune con gli altri. Perché ogni uomo è diverso. Perché ogni uomo è arbitro del proprio destino.

Recensione di Ivo Tiberio Ginevra


Titolo Everyman
Autore Roth Philip
Prezzo di copertina € 13,50
Su Amazon €11,48
Dati 2007, 123 p., rilegato
Traduttore Mantovani V.
Editore Einaudi  (collana Supercoralli)
Condividi su Facebook
Fonte: Thrillerpages.blogspot.com

venerdì, aprile 27

Recensione UN TIPO TRANQUILLO di Marco Vichi

Voto 
Siete sicuri di non avere dentro di voi una bestia immonda capace di realizzare il più turpe dei vostri desideri?
Siete sicuri che resterà sempre in letargo?
Qualunque sia la risposta vi dico che c’è.
Che un giorno potrebbe svegliarsi, rompere i legacci e scatenarsi per il suo univoco piacere che è il vostro inconfessabile desiderio segreto.
Mario Rossi, il protagonista del romanzo di Marco Vichi “Un tipo tranquillo”, questa bestia ce l’ha.

mercoledì, aprile 11

Recensione 14 COLPI AL CUORE - Autori vari

Voto 
l mio amico Nino Bonanno mi ha prestato da leggere un libro di Autori Vari edito Mondatori nel 2001, dal titolo “14 colpi al cuore”. 
Quest'antologia è curata da Serge Quadruppani e gli scrittori che è riuscito a raccogliere sotto l’etichetta Mondatori sono di tutto rispetto, basti dire che il primo racconto è di Andrea Camilleri, per l’appunto la “Ballata per Fofò La Matina”, divenuto in seguito quel meraviglioso e singolare romanzo di “La stagione della caccia” edito Sellerio.

lunedì, marzo 26

Recensione QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA di Carlo Emilio Gadda

Condividi su Facebook
Compralo su Amazon € 15,81
Titolo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
Autore Gadda Carlo E.
Prezzo di copertina € 18,60
Dati 2007, XVII-275 p., rilegato
Editore Garzanti Libri  (collana Nuova biblioteca Garzanti)
Recensione a cura di Ivo Tiberio Ginevra
Voto 

domenica, marzo 4

Recensione de LA TROMBA di Walter De la Mare

Recensione a cura di Ivo Tiberio Ginevra
Parliamo di Walter De la Mare e in particolare di un suo piccolo racconto, La tromba (pubblicato nel 1936) di appena 50 pagine iniziando proprio dal suo esergo: 
Ed egli rispose… Son forse io il custode di mio fratello? (Genesi, 4, 9).

giovedì, febbraio 2

Recensione de PERCHE' NO di Cristina Zagaria

Recensione a cura di Ivo Tiberio Ginevra: 

Ho sempre avuto un’attrazione per quei libri di poche pagine che all’interno racchiudono grandi contenuti, pertanto, se da naufrago mi aggiro negli scaffali di una libreria alternativa e mi trovo dinanzi ad una copertina accattivante, con i suoi bei colori e una veste grafica ricercata, una casa editrice che è sinonimo di serietà e avanguardia, un titolo intrigante, e per finire una scrittrice che è anche una gran bella donna… resto senza nuove scelte e procedo subito all’acquisto. Eccovi spiegato come il libro di Cristina Zagaria è finito nelle mie mani con quasi tre anni di ritardo, ma in compenso Perché no, l’ho letto e riletto fra sabato e domenica.

lunedì, ottobre 31

RACCONTI - MADRE E FIGLIA di Ivo Tiberio Ginevra


Clicca Play, e leggi il racconto.

L’assistevo oramai da vent’anni. Si era ridotta a un vegetale. Ogni giorno la pulivo due volte da capo a piedi e poi ogni volta che se la faceva addosso. Non mangiava più. Non parlava più. Non una parola. Mai una parola. Guardava semplicemente il soffitto. Solo il soffitto in un punto fisso senza mai cambiare. Tutto il giorno. Senza chiudere gli occhi. Sempre così. Io le parlavo, ma non capiva niente. Niente. Poi presi a parlarle per abitudine. Per far passare il tempo. Per non impazzire da sola in quella stanza tutto il giorno con quel vegetale che sì, ho tanto amato. Anche i pensieri oramai li dicevo ad alta voce. Poi ieri mentre parlavo, vidi un qualcosa di strano. Si era animata. O meglio, stava sempre ferma, ma sembrava che vivesse. Poi prese a respirare sempre più forte con un maggiore affanno. Pensai che stesse per morire. Mi spaventai, poi all’improvviso gridò “SI’”. Solo un'unica parola uscita dal profondo del suo essere. Pronunziata, anzi gridata con tragica disperazione dopo aver raccolto tutte le forze dai punti più oscuri e profondi del suo corpo. Poi basta. Di nuovo fissa a guardare quel punto nel desolato soffitto. E io con tutta la pelle accapponata. I brividi nel cervello. 
Non dormii tutta la notte. Ero ancora scioccata. Alla fine compresi perché aveva urlato quel SI’ che ancora mi rimonta nelle vene. Aveva risposto ad una mia domanda e io non ci pensavo più. Allora mi avvicinai. Mi frapposi fra i suoi occhi e il soffitto, ma il suo sguardo mi trapassò per andare su quel maledetto punto. Le dissi di guardami. Mi guardò. Le chiesi se voleva morire, e chiuse gli occhi.
Staccai la spina di quella macchina che la teneva in vita e mi distesi accanto a lei. Carezzavo il suo viso e i capelli bianchi poggiati sul mio grembo. Le dissi che l’amavo. Le diedi coraggio. Una sua lacrima mi bagnò il palmo della mano e poi tutto finì.
Composi quel piccolo fagottino inerme sul letto. Baciai i suoi capelli per un ultima volta. Le diedi un’ultima carezza.
Il medico venne dopo due ore per costatare il decesso e l’indomani fu seppellita.
Mi faceva troppo pena. Le parlavo, ma non capiva niente.


Testo a cura di Ivo Tiberio Ginevra
Musica a cura di Irene Petrella
Fotografia a cura di Thrillerpages



Ivo Tiberio Ginevra ha scritto anche Gli assassini di Cristo, che ha ricevuto tante buone critiche dai lettori di Thrillerpages.


Il blog di Ivo: http://ivoginevra.blogspot.com



Lo staff di thrillerpage vi prega di 
condividere il racconto, se vi è piaciuto, su Facebook o su Twitter
e di commentare il racconto.
Trovate appena sotto questo post la voce "posta un commento"

Per visualizzare tutti i racconti cliccate qui




Condividi



760x54_promo

giovedì, giugno 16

Recensione de GLI ASSASSINI DI CRISTO di Ivo Tiberio Ginevra


Titolo Gli assassini di Cristo
Autore Ginevra Ivo Tiberio
Prezzo di copertina €15,00
Dati 2011, 288 p., brossura
Editore Robin
(Collana I libri da scoprire. Black)

TRAMA: Un grande crocefisso, capolavoro del barocco siciliano, è stato distrutto a colpi di mazza. Al commissariato di Scrafani arriva la rivendicazione di un gruppo estremista islamico. Il fatto innesca una forte tensione tra gli scrafanesi e i mussulmani che vivono in città. Il nervosismo raggiunge il culmine quando si diffonde la notizia di un nuovo atto blasfemo ai danni di un'opera sacra custodita nella chiesa di Sant'Elena. Stavolta la notizia scatena in città una vera e propria caccia all'extracomunitario. Si innesca così un processo di omicidi, atti vandalici e ritorsioni che getta Scrafani nel caos più totale. Il commissario Falzone, il vice questore Bertolazzi e il medico legale Di Pasquale, già uniti da una lunga e profonda amicizia, si trovano costretti a fare fronte comune per risolvere un caso che sembra mettere a rischio l'integrità dell'intera città.


Recensione di Cristina Aicardi:
Bella scoperta, un libro decisamente piacevole e ben scritto dove non manca quella dose di ironia che per me è sempre un valore aggiunto.
Una serie di atti violenti e blasfemi contro i simboli del Cristianesimi scatena una serie di ritorsioni contro gli Islamici. In un crescendo di violenza si arriverà sino all'omicidio.
Ad indagare una coppia di poliziotti decisamente ben descritta e simpatica :il commissario Falzone ,specializzato nell'indagare, un po' malinconico e molto rispettato dai colleghi ed il suo amico, il vice questore Bertolazzi, sanguigno, irruente, litigioso e decisamente simpatico, almeno a me.
Un tema originale per un libro che scorre piacevolmente, con ritmo e dialoghi serrati , alcune scene decisamente ironiche e divertenti, ma dove non mancano spunti per una riflessione più profonda .
Nota simpatica è che l'autore ha usato per i nomi dei personaggi e dei luoghi del libro i nomi delle specie di uccelli e dei suoi amici .
Spero davvero di ritrovare Falzone e Bertolazzi presto in un altro libro.
Voto Thrillerpage:  


Le recensioni sono personali, e noi non siamo dei critici ma dei semplici lettori. Aggiungendo commenti a questo post e facendo nuove recensioni aiuterete questo blog a bilanciare i giudizi. Grazie.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Cronologia Post

Autori

Agatha Cristie (3) Alberto Custerlina (3) Alessandro Bastasi (9) Alessandro Berselli (1) Alessandro Perissinotto (2) Alessandro Vizzino (2) Alessandro Zanoni (2) Alfredo Colitto (16) Allan Guthrie (1) Andre Helena (5) Andrea Camilleri (7) Andrea G.Pinketts (3) Angela Capobianchi (4) Anne Holt (6) Anthony Neil Smith (2) Ariana Franklin (2) Arnaldur Indridason (3) Arne Dalh (2) Ballario Giorgio (2) Bill James (3) Bret Easton Ellis (2) Brian Freeman (9) Camilla Läckberg (7) Carin Gerhardsen (2) Carlo Luccarelli (3) Carolyn Graham (2) Charles Willeford (2) Charlotte Link (5) Chelsea Cain (3) Chiara Palazzolo (4) Ciro Auriemma (5) Claudio Paglieri (5) Cody McFadyen (1) Cormac McCarthy (2) Cornell Woolrich (1) Dan Simmons (3) Daniel Silva (5) Dean R. Koontz (3) Derek Raymond (4) Dominique Manotti (4) Don Winslow (12) Donald Westlake (2) Donato Carrisi (10) Douglas Preston e Lincoln Child (4) Ed McBain (2) Elisabetta Bucciarelli (6) Elizabeth George (1) Elmore Leonard (6) Eraldo Baldini (2) Fabrizio Canciani (2) Ferdinando Pastori (25) Francesca Battistella (10) Francesca Bertuzzi (3) Francesca Scotti (8) Francisco Gonzalez Ledesma (2) Frédéric H. Fajardie (2) Genna Giuseppe (1) George Simenon (5) George V. Higgins (3) Giampaolo Simi (2) Giancarlo De Cataldo (6) Giancarlo Narciso (8) Gianni Farinetti (1) Gianni Simoni (11) Gianpaolo Zarini (6) Giorgio Faletti (2) Giorgio Scerbanenco (11) Giuliano Pasini (8) Giuseppe Foderaro (3) Giuseppe Leto Barone (7) Greg Iles (4) Harlan Coben (1) Henning Mankell (1) Iain Pears (3) Ian McEwan (2) J. A. Konrath (1) James Ellroy (7) James M. Cain (2) James Patterson (14) James Rollins (6) Janet Evanovich (1) Jean Christophe Grangè (1) Jean Claude Izzo (1) Jean-Patrick Manchette (5) Jefferson Bass (2) Jeffery Deaver (10) Jerker Eriksson (3) Jim Nisbet (2) Jim Thompson (6) Jo Nesbø (12) Joe R. Lansdale (8) John Verdon (2) Jonathan Kellerman (3) Josè Carlos Somoza (3) Justin Cronin (2) Karin Slaughter (9) Ken Follet (2) Laura Costantini (3) Leo Malet (3) Leonard S. Goldberg (2) Linda Castillo (4) Linda La Plante (1) Linwood Barclay (2) Liza Marklund (3) Lorenza Ghinelli (5) Loriano Macchiavelli (5) Luca Filippi (4) Lucia Tilde Ingrosso (6) Luigi Romolo Carrino (4) Maj Sjöwall (1) Marco Bettini (2) Marco Buticchi (4) Marco Malvaldi (8) Marco Vichi (8) Marilù Oliva (6) Mario Mazzanti (9) Mary Higgins Clark (2) Massimo Lugli (5) Massimo Rainer (3) Matteo Righetto (1) Matteo Strukul (9) Maurizio De Giovanni (15) Mauro Marcialis (9) Michael Robotham (3) Micheal Connelly (7) Michele Giuttari (4) Omar di Monopoli (2) Paolo Grugni (5) Paolo Roversi (6) Patrick Fogli (9) Patrizia Mintz (6) Paul Harper (1) Petros Markarism (1) Philip Roth (1) Philippe Claudel (1) Philippe Djian (3) Piergiorgio Pulixi (19) Pierluigi Porazzi (6) Pierre Lemaitre (6) R.J Ellory (2) Remo Bassini (4) Riccardo Perissich (1) Richard Matheson (2) Roberto Costantini (6) Robin Cook (2) Rodolfo Wlash (1) Sabine Thiesler (3) Sam Durrel (3) Sam Neill (1) Sandrone Dazieri (3) Sara Bilotti (11) Sasha Naspini (3) Schätzing Frank (1) Seba&Fra (6) Sebastian Fitzek (5) Seth Grahame Smith (1) Shane Stevens (4) Simone Sarasso (5) Stefano Di Marino (34) Stelvio Mestrovich (4) Stephen King (11) Steve Berry (3) Stuart Macbride (4) Susanna Raule (3) Tersite Rossi (5) Tess Gerritsen (5) Tim Willocks (5) Ugo Barbàra (3) Ugo Moriano (2) Valerio Varesi (6) Victor Gischler (6) William Landay (2) Wulf Dorn (8)

Da non perdere

Da Evitare

NonSoloThriller

Interviste

Post più popolari

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.